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Più abitazioni a prezzi accessibili?

Foto: EJ Yao via Unsplash

Favorevole

Stefano Araújo, membro di Comitato del Partito Comunista

“Personalmente e come Partito Comunista siamo assolutamente favorevoli all’iniziativa per più abitazioni a prezzi accessibili, lanciata dalla Associazione Svizzera Inquilini, per tre motivi principali. In primo luogo, una delle piaghe sociali che coinvolge più persone in Svizzera, tanto da essere considerata dalla popolazione come una delle esigenze politiche tra le più importanti, è il continuo aumento degli affitti, soprattutto nei centri urbani. È sempre più difficile per la classe media e per quelle meno abbienti trovare un alloggio ad un prezzo sostenibile. Purtroppo, osserviamo sia nelle grandi che nelle piccole città, una crescita costante del numero di appartamenti ad alto standard, mentre una diminuzione costante di quelli a pigione moderata. Grazie all’iniziativa, il pubblico dovrà promuovere la creazione di appartamenti a prezzi popolari, andando così incontro alle necessità della maggioranza della popolazione. In secondo luogo, l’iniziativa permetterà che a vincere nel mercato immobiliare non ci siano solo coloro che speculano, che si concentrano prevalentemente nell’investire in appartamenti di lusso, ma anche quelle forme di cooperative o di alloggi promossi dallo stato, che permetterebbero a più cittadini di vivere nel proprio contesto urbano di riferimento. Infine, bisogna dare una risposta concreta alle esigenze delle classi medio-basse, che si vedono costrette a trasferirsi in periferia, con tutto l’annesso problema della mancanza di servizi di prossimità, di un trasporto pubblico capillare, che porta le persone a preferire il mezzo privato per spostarsi. Ciò significa che un sì all’iniziativa permetterà di dare una risposta concreta ad una piaga sociale e ambientale, sulla quale la politica federale e locale, da anni, ha deciso di tergiversare.”


Contrario

Daniel Mitric, Presidente Giovani Liberali Radicali Ticinesi

“È tornata la tendenza alla nazionalizzazione generale? Abbiamo rinunciato al rispetto del federalismo? Così sembra, almeno leggendo il testo dell’iniziativa per “Più abitazioni a prezzi accessibili” che chiede che almeno il 10% di tutti gli appartamenti di nuova costruzione siano categorizzati come alloggi di pubblica utilità. Lo slogan “Più abitazioni a prezzi accessibili” è sicuramente attraente, ma va guardato da più vicino… d’altronde non è tutto oro quel che luccica! La situazione del mercato immobiliare varia da regione a regione. Non ha quindi senso imporre una rigida percentuale di alloggi di pubblica utilità in tutta la Svizzera, senza minimamente considerare le peculiarità di ogni Cantone e di ogni regione di ogni Cantone! L’iniziativa mette in questo modo tutti i comuni sullo stesso piano, senza tener sufficientemente conto delle differenti necessità delle zone urbane, delle aree rurali e delle regioni di montagna. Questa iniziativa pregiudica il principio del federalismo: non dimentichiamoci che la politica locale è più efficace di quella centralista.Lo stesso Ufficio federale delle abitazioni ha affermato che oltre i due terzi degli inquilini di alloggi di utilità pubblica dispongono in realtà di un reddito medio o addirittura alto: viene così dimostrata la tesi che l’iniziativa è controproducente, poiché chi realmente non ha bisogno di un aiuto all’alloggio, lo ottiene comunque, a scapito della collettività! I prezzi poco accessibili non vanno però sconfessati: ci sono fasce di popolazione economicamente più deboli che necessitano di un aiuto – sono però convinto che questo aiuto debba essere commisurato in modo funzionale alla vera necessità di spazi abitativi a pigione moderata. Il Parlamento ha approvato (e quindi pronto all’entrata in vigore!) un controprogetto indiretto con il quale vengono destinati 250 milioni di franchi nella forma di un credito quadro che va ad aumentare la dotazione del fondo di rotazione a favore dell’edilizia di utilità pubblica. Un progetto questo, che vedrebbe la luce unicamente con un NO a questa iniziativa popolare, che è eccessiva, irrealistica, ingerente se non dirigista e inadeguata a risolvere la problematica attuale. Ci vogliono soluzioni concrete!”

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