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Cultura

Consigli di viaggio per giorni in quarantena

Foto: ian dooley on Unsplash

Abbiamo selezionato 4 racconti che meglio esprimono il viaggio e/o il contesto particolare che stiamo vivendo in questo periodo. Abbiamo anche altre letture da consigliarti che puoi trovare curiosando nella nostra pagina Instagram.
Se anche tu hai dei consigli per noi non esitare a condividerli.

Sulla strada, Jack Kerouac

Il consiglio di Giorgia Bazzuri

Kerouac è quasi unanimemente considerato il padre della Beat Generation, termine da lui stesso coniato nel 1948. “Beat” come il raggiungimento di una storta di “beatitudine” personale; come idea di liberazione e scoperta; come approfondimento della propria coscienza e valorizzazione della propria personalità. “Sulla strada” può essere considerato un romanzo precursore di quello che saranno lo stile di vita e l’ideologia pacifista, anti militarista e anticonformista degli hippie negli anni Sessanta e Settanta.

I viaggi di Gulliver, Jonathan Swift

Il consiglio di Giulia Petralli

“I Viaggi di Gulliver” è un libro sottovalutato e derubricato a lettura per ragazzi – difficile infatti trovarlo nell’edizione per adulti. Per mezzo della satira, Swift attacca la società e i costumi europei mascherando il tutto tra le righe di una storia dal genere fantastico. Dei quattro viaggi di Gulliver tutti ricordano il popolo dei Lillipuziani; si rievoca invece meno l’ultimo viaggio, dove il protagonista giunge in una terra in cui gli uomini, ridotti a uno stato primitivo, sono governati da saggi cavalli. La satira di Swift è stata d’ispirazione a G. Orwell soprattutto in “Animal Farm” (La fattoria degli animali). 

Cecità, José Saramago

Il consiglio di Giacomo Müller

Bianco. Come il colore della cecità che, al pari di un’epidemia, si propaga misteriosamente e fa piombare nella confusione un’intera città e poi l’intero Paese. È con questo avvenimento che inizia la narrazione di Saramago: un libro duro, che mette in risalto tutta la fragilità dell’essere umano quando confrontato a situazioni di caos, vista la deriva brutale che assumeranno gli avvenimenti. L’autore vuole farci riflettere sul nostro presente e soprattutto su ciò che si nasconde dietro le nostre paure, raccontando le difficoltà che abbiamo a comportarci come esseri razionali e quanto sia sottile la linea che separa il bene dal male. Oltre a questo, sembra volerci spingere a riflettere sul fatto che nelle nostre società già viviamo senza renderci conto di queste difficoltà: “secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, ciechi che, pur vedendo, non vedono”.

Kobane Calling, Zerocalcare

Il consiglio di Laura Dick

«Mi sono avvicinata a Zerocalcare con la sua penultima opera, Macerie Prime. È Kobane Calling, però, che mi ha colpito particolarmente. Questo fumetto di 262 pagine racconta l’esperienza soggettiva dell’autore sul confine turco-siriano in supporto al popolo curdo. Pubblicato in primo luogo nel 2015 in forma breve sulla rivista Internazionale, il volume è uscito nel 2016 arricchito da una lunga parte inedita. Questo diario di viaggio a fumetti ci propone uno sguardo emozionale sul conflitto, tutt’ora attuale, in Siria. Zerocalcare non solo descrive ciò che ha vissuto, ma riflette anche sull’utopico progetto di Rojava e sul significato (universale) dell’appartenere a qualcosa.»


“A me risulta difficile concepire un’appartenenza diversa dal mio quartiere. Forse però ci sono cose che trascendono la geografia e parlano ad altre corde, che manco sappiamo di avere.”
Zerocalcare

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