logoType

Wo Journalismus beginnt

Où là commence
le journalisme

Dove il giornalismo inizia

Politica & Sport

A scuola di Nazioni Unite

Foto: MUN

Tra il 16 e il 17 novembre si svolgerà a Savosa il primo progetto di ‘Model United Nation’, due giornate in cui i partecipanti avranno la possibilità di calarsi nei panni di ambasciatori alle nazioni unite e di simulare la risoluzione di una problematica.
Per capire meglio di cosa si tratta abbiamo incontrato Emma Broggini e Aureliano Martini, due dei principali sostenitori del progetto ticinese.

‘A scuola di nazioni unite’, potete spiegarci meglio di cosa si tratta?

Tutti abbiamo sentito una volta o l’altra parlare di Nazioni Unite, di Consiglio di Sicurezza, di Unicef e di altre agenzie intergovernative, ma sappiamo veramente cosa sono? Cosa fanno? Come lavorano? Allo stesso tempo, negli organi di informazione si parla spesso, con tono critico, dei risultati poco incisivi ottenuti nel corso di incontri, meeting e conferenze internazionali: pensiamo agli obiettivi dell’accordo di Parigi sulla riduzione delle emissioni di gas serra. Siamo consci di quanti sforzi sono stati impiegati per portare gli Stati al tavolo delle trattative? Di quanti incontri, ufficiali e non, sono stati necessari? Di quante volte il testo è stato limato per ottenere un agognato consenso?
Il progetto “Model United Nations” è presente nella maggioranza degli istituti universitari del pianeta e vuole dare l’opportunità ai giovani di sperimentare in prima persona cosa significhi essere un ambasciatore all’ONU, seguendo le regole di procedura e di protocolli a cui si attengono i rappresentanti alle Nazioni Unite.

Per l’introduzione in Ticino di questo progetto abbiamo tradotto – un po’ liberamente – il titolo con “A scuola di Nazioni Unite”. La conferenza vuole offrire l’occasione di sperimentare in prima persona il lavoro di un’organizzazione internazionale: per due giorni vestiremo i panni di diplomatici e dibatteremo temi di attualità. Nello specifico ogni partecipante alla Conferenza rappresenterà uno Stato Membro dell’ONU e ne difenderà gli interessi in merito a temi specifici.

Ed è una primissima in Ticino, giusto?

Sì, è la prima volta che viene organizzata una conferenza MUN in Ticino. Si tratta di una full immersion, sull’arco di un week-end, in questo progetto. È inoltre una delle prime volte che vengono coinvolti studenti di scuola medio-superiore in Svizzera e la prima edizione che permetterà agli studenti di dibattere in italiano. Siamo molto fieri di questo punto. Infatti, non vogliamo solo portare i giovani a guardare il mondo con occhio critico, vogliamo pure che si sentano protagonisti e che acquisiscano gli strumenti per portare la loro voce nell’arena pubblica sviluppando competenze sempre più fondamentali quali conoscenza, argomentazione, mediazione, capacità di negoziazione e propensione al dialogo interculturale.

A caratterizzare i due giorni di simulazione ci sarà un tema specifico?

Sì, tutte le conferenze MUN internazionali hanno vari comitato (come accade nella realtà all’ONU), ciascuno dei quali tratta temi molto specifici. Per questa prima edizione ti TI-MUN abbiamo scelto due temi: i più giovani dibatteranno un tema di grande attualità e che rappresenta uno dei punti cardine dei progetti futuri dell’ONU, ossia gli effetti delle migrazioni internazionali sulle città. Si pensi in particolare alle sfide che questo argomento comporta nell’ambito dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Un secondo gruppo cercherà invece di trovare un consenso sulle misure penali per contrastare il cybercrimine. Un argomento è di carattere più tecnico, ma ugualmente di stretta attualità: spam, protezione dei dati, frodi fiscali, dark-net, etc. tutte sfide che gli stati possono affrontare efficacemente solo attraverso un’azione comune.

Quali requisiti servono per iscriversi?

Tanta voglia di mettersi in gioco, un po’ di sana curiosità, un pizzico di malizia e una spolverata di passione; tutto impastato per bene, pronto per una cottura a 360 gradi il prossimo 16-17 novembre.
Invitiamo anche tutti coloro che non hanno osato iscriversi a passare a trovarci nel corso del weekend: saremo ben felici di illustrare il progetto più nel dettaglio e chissà che guardando i nostri diplomatici al lavoro non vi venga voglia di partecipare in futuro.

Quali sono le vostre sensazioni iniziali rispetto alla riuscita dell’evento?

Abbiamo ricevuto feedback positivi, sia dai giovani che dal mondo degli adulti. I nostri sponsor hanno aderito al progetto con entusiasmo e ovunque parliamo di questo evento troviamo interesse. È un’esperienza nuova, per cui molti guardano alla prima edizione del TI-MUN con curiosità.
Noi siamo impazienti di vedere realizzato questo progetto e, sotto sotto, stiamo già pensando al futuro.

Per saperne di più potete consultare la pagina Facebook o quella instagram dedicate all’evento.

Emma Broggini

Aureliano Martini

Quota

Link è stato copiato!

Mostra commenti