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A proposito del divieto di discriminazione basato sull’orientamento sessuale

Foto: Daniel James via Unsplash

Contrario

Leonardo Valsangiacomo, membro di comitato dei Giovani UDC Ticino

“Perché dobbiamo essere una minoranza? È quello che mi ha chiesto una persona omosessuale di mia conoscenza, quando abbiamo parlato delle imminenti votazioni e non c’è molto da aggiungere onestamente, oltre alla limitazione della libertà d’espressione e la sua inutilità, visto che la legge attuale già protegge la comunità LGBTQ+ da eventuali aggressioni e calunnie, c’è anche il fattore minoranza. Questa comunità ha combattuto per decenni per essere considerata alla pari degli altri, inserirli adesso in questa legge vorrebbe dire vanificare gli sforzi di anni, alzare bandiera bianca e considerare definitivamente questa comunità una minoranza. Sembra tuttavia che a molti interessi solo la facciata, il supportare la modifica di legge al solo scopo di sentirsi bene per lo sforzo nel proteggere un’altra povera minoranza, una minoranza che non voleva essere considerata tale. Così quindi, il politicamente corretto miete un’altra vittima.”


Favorevole

Lisa Boscolo, consigliera comunale GISO Bellinzona

“Nel 1995 è entrato in vigore l’articolo 261bis che definisce punibile, tramite pena detentiva sino a 3 anni o pena pecuniaria, qualsiasi comportamento pubblico d’incitamento all’odio o alla discriminazione contro una persona o un gruppo di persone per la loro razza, etnia o religione. L’articolo definisce punibili pure propagande pubbliche di calunnie, come qualsiasi parole, scritti, immagini, gesti contro la dignità umana di persone per la loro razza, etnia o religioni. Un articolo importante per la protezione dalla discriminazione razziale che fornisce un chiaro quadro giuridico.L’odio contro lesbiche, gay e bisessuali è ora permesso impunemente. La prossima domenica 9 febbraio abbiamo l’opportunità di estendere la legge antirazzismo, per includervi anche l’orientamento sessuale con l’obiettivo di proteggere lesbiche, gay e bisessuali dall’odio e dalle discriminazioni. Gli attacchi pubblici all’orientamento sessuale saranno quindi vietati esattamente come già avviene per le discriminazioni basate su motivi religiosi, razziali o culturali. La nostra Costituzione Svizzera garantisce la dignità umana. Attaccare delle persone sulla base del loro orientamento sessuale significare violare la dignità umana. Inoltre questi attacchi danneggiano il benessere e la qualità di vita di lesbiche, gay e bisessuali, come pure la serenità della loro sfera famigliare e la loro rete sociale d’amicizia. Questi attacchi pubblici fanno male all’intera società e al suo progresso sociale e culturale. L’odio divide, ferisce e va punito. La lotta all’odio va portata avanti votando SÌ alla protezione giuridica di lesbiche, gay e bisessuali dagli appelli pubblici all’odio e alla discriminazione il prossimo 9 febbraio.”

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