Società | 27.07.2019

Posta dei lettori: “Vacanza” estiva in un’abbazia cistercense

Text by Alex Bernasconi | Photos by Kim Bundo
Un nostro lettore condivide con noi la sua "vacanza" in abbazia.
Immagine: Kim Bundo

Quest’estate mi sono regalato 5 giorni di stage monastico giovanile presso l’abbazia di Hauterive (Fribourg). Ho potuto stare a contattato diretto con la vita dei monaci cistercensi e poter seguire le loro giornate, scandite dal suono del campanile che sovrasta l’edifico religioso. Uno stile di vita fondato sul vivere in comunità, sul lavoro svolto all’interno della proprietà abbaziale e sulla preghiera costante. Attività lavorative e stile di vita più vicine ai ritmi della natura e al Creato (non bisogna essere ecologisti o Verdi per rispettare la natura; lo stile di vita monacale prevedeva ciò già più di un millennio fa).

Principalmente il compito dei monaci, che non è altro che una loro vocazione, è pregare Dio in base a differenti intenzioni di bene. Preghiera basata sull’aspetto comunitario e personale già a partire dal mattino presto (Vigilia alle 4.15) sino alla sera (Compieta alle ore 19.50). Il canto è il mezzo migliore per rendere gloria a Dio e a tutto ciò che ha creato. Preghiere basate sulla tradizione del canto gregoriano, intercalate in lingua francese e latina (lingua della Chiesa). Il climax di questi momenti è il silenzio che regna in tutta l’abbazia (sia all’interno e sia all’esterno). Un silenzio necessario all’ascolto di Dio e alla preghiera. Un silenzio e uno stile vita dove una persona esterna potrà notare che con dei gesti molto semplici (un sorriso, un gesto buono) possono rendere una persona più contenta che con le vani parole. Un’esperienza difficile da descrivere a parole ma decisamente più semplice è invitare un “profano” come noi a vivere temporaneamente un’esperienza mistica e di ascesi della vita monacale. Un periodo di riposo in cui le vanità di questo mondo sono allontanate e dove possiamo conoscere a fondo l’esperienza monacale cristiana.