Società | 13.06.2019

Posta delle lettrici: “ecco perché sciopero”

Text by N.N | Photos by Kim Bundo
Una nostra lettrice ci scrive per condividere con noi la sua esperienza e ricordarci perché, a suo avviso, lo sciopero delle donne è importante.
Immagine: Kim Bundo

Ho pensato molto se scrivere o meno questo post ma alla fine ho deciso di farlo.

Tre anni fa tornando a casa da una serata sono stata aggredita: un uomo mi ha seguita nel portone di casa e avendo le cuffie non ho sentito nulla. Mi sono sentita afferrare e baciare con forza.
Il resto è confuso. Volevo urlare ma dalla mia gola non usciva nessun suono. Così ho iniziato a graffiare, picchiare, tirare calci. Il mio aggressore se n’è andato ridendo.
Il peggio non è successo, ma ogni volta che torno a casa da sola ci penso. Sono sempre stata dell’idea che bisogna denunciare, andare alla polizia ma una volta successo a me, la realtà mi ha investita. Alla polizia non ci volevo andare perché mi sentivo fragile e volevo solo dimenticare quanto mi era successo. Cosa più importante: non so minimamente che faccia avesse, se fosse bianco, nero, alto, grasso. Il mio cervello ha fatto un reset, i dettagli sono stati rimossi.

Oggi sciopero perché sono incazzata, perché mi è stata tolta a forza parte della mia sicurezza e libertà; perché non sono la prima ma purtroppo non sarò l’ultima se le cose non cambiano. Perché sono stufa delle battute sessiste, dei fischi per strada e dei commenti da cantiere; tutte cose che rappresentano la punta dell’iceberg della cultura dello stupro. Perché le donne che si sentono sole e spaventate devono sapere che sole non sono. Perché le frasi «se l’è cercata», «era ubriaca» o «cosa indossava?» trasformano una vittima in un sospettato.

Ci siamo rotte le ovaie.