Cultura | 09.05.2019

I figli della notte, un passo verso l’età adulta

Text by Ekatérina Soldatova | Photos by Vivo film
Ekatérina Soldatova è una ragazza di lingua madre francese che sta imparando l'italiano, qui un suo pezzo su "I figli della notte", lungometraggio di Andrea De Sica.
Immagine: Vivo film

Nell’ambito del cineforum «Zéro de conduite», organizzato in collaborazione col SEM Formation (Service Ecoles-Médias, DIP) al cinema del Grütli di Ginevra, è stato proiettato il lungometraggio «I figli della notte» di Andrea De Sica uscito nel 2016. Il film è stato seguito da una discussione sul tema della trasgressione, probabilmente uno degli aspetti centrali di questa pellicola.

L’azione si svolge in un collegio isolato in montagna in cui la figura degli educatori è un po’ ambigua e misteriosa: figure professionali di facciata ma nella realtà non aiutano veramente gli allievi. È in quest’ambiente di reclusione e ansia che Giulio e Edoardo, due studenti del collegio, sentendosi entrambi abbandonati, continuano a fuggire e a perseguire comportamenti ribelli. Una complicità nasce allora tra loro attraverso questi atti trasgressivi.

La questione della trasgressione si trova dunque al centro del film. I protagonisti scappano infatti  ogni notte per andare in una casa che hanno scoperto nella foresta. L’atto trasgressivo però si fa anche all’interno del collegio quando, ad esempio, i due giovani protagonisti esplorano luoghi e stanze proibite. Tuttavia, non è una trasgressione solo nel senso di contravvenire a un ordine o a una regola (dal momento in cui, almeno all’inizio, nemmeno gli educatori proibiscono queste «avventure»). Si tratta piuttosto di uscire da un certo quadro, di andare oltre i limiti di un luogo soffocante, ma anche di sé stessi.

Infatti, come l’ha indicato Olivier Rossi, responsabile pedagogico dell’insegnamento specializzato a Ginevra, «l’esplorazione dell’esterno è un’esplorazione di sé stessi». Una scoperta che, sempre secondo lui, serve a diventare adulti. Per questa ragione occorre separarsi da un luogo che, in un certo senso, ci protegge dal resto del mondo per al contrario scoprirlo, affrontarlo e crescere. Trasgredire in questo senso significa quindi superare l’età dell’infanzia.

Questa definizione ci aiuta anche a capire perché l’adolescenza è l’età in cui si trasgredisce di più. È una fase di fragilità: quando non si conosce ancora sé stessi, non si sono stabiliti i propri valori ma si vuole già camminare con le proprie gambe. Allora si parte alla scoperta del mondo e alla ricerca di sé stessi attraverso le proprie esperienze, fuori da un luogo restrittivo. 

Tuttavia, possiamo chiederci se nella società attuale, che offre tantissimi divertimenti, un adolescente non potrebbe al contrario perdersi completamente. Una ricerca di evoluzione personale pare difficile a concepire in un mondo paradossale che instaura regole e che, nello stesso tempo, spinge sempre di più alla tentazione. La trasgressione degli adolescenti sembra dunque a doppio taglio, sopratutto oggi.

L’autore

Andrea De Sica è un realizzatore, uno sceneggiatore, ma anche compositore italiano, nipote del realizzatore Vittorio De Sica e figlio del compositore Manuel De Sica. Nonostante sia stato immerso nel mondo del cinema fin da giovane è comunque riuscito a sviluppare un proprio stile cinematografico. Vince il Nastro d’argento al miglior regista esordiente nel 2017 con I figli della notte.