Politica | 07.03.2019

Elezioni 2019: spazio alle giovani

Text by Redazione | Photos by Redazione
In vista delle imminenti elezioni cantonali Tink.ch dà spazio alle/ai giovani.
Cristina Gardenghi: candidata n° 27, lista 11
Immagine: Redazione
Come ti chiami? Quanti anni hai? Cosa fai nella vita?

Ciao. Sono Cristina Gardenghi, ho 24 anni e nella vita studio ingegneria ambientale presso il politecnico federale di Zurigo.

Com’è nata la tua passione per la politica?

Nella mia famiglia si è sempre fatta politica. Mio nonno è stato il sindaco del vecchio comune di Dongio, entrambi i miei genitori fanno parte del consiglio comunale di Acquarossa da parecchi anni, e, prima di entrare in consiglio comunale, mio papà è stato municipale. Non credo però che la politica sia la mia passione: la considero piuttosto uno strumento complementare alle azioni quotidiane personali per riuscire a portare un cambiamento effettivo nel sistema.

Giovani politici e senior riescono a collaborare? Cosa rimproveri ai veterani della politica?

La collaborazione tra giovani e senior è indispensabile e mutualistica: noi rappresentiamo il futuro e abbiamo tanta energia a disposizione, loro rappresentano ciò che è stato fatto fino ad ora e portano nel loro bagaglio molta esperienza. A volte rimprovero loro di essere troppo cristallizzati nell’istituzione del partito e di dimenticare lo scopo fondamentale del dibattito politico, cioè trovare delle soluzioni tutti insieme per il bene comune.

I giovani vengono spesso etichettati come troppo impulsivi e con poca esperienza. Come pensi di sfatare il mito e conquistare anche la fiducia dell’elettorato «adulto»?

Non posso negare di non avere esperienza. Ma si dovrà pur cominciare da qualche parte, no? Cerco di fare del mio meglio secondo le conoscenze e la facoltà di giudizio personali, sicuramente facendo tesoro dei consigli e del sapere di coloro che hanno più esperienza di me. A volte sono un po’ impulsiva, ma ho un altro grande difetto che è quello di non avere mai la battuta pronta, il che mi frena dall’esternare considerazioni troppo affrettate.

Quali sono le sfide principali che il Ticino e la politica dovranno affrontare?

La politica si trova già da un bel pezzo a dover affrontare le conseguenze di un modello economico-ambientale-sociale insostenibile e fallimentare. Continuiamo ad estrarre materie prime, ad inquinare e a sovra-consumare come se niente fosse, eppure siamo sommersi da debiti e rifiuti; le acque, i suoli e gli ecosistemi si degradano e gli stock di risorse naturali si assottigliano. Sappiamo che la crescita del PIL non significa per forza crescita di benessere e felicità, eppure continuiamo a considerarlo l’indicatore principale del nostro sistema e a volerne una crescita infinita. La sfida principale della politica sarà di accettare che un cambiamento è necessario, ed essere abbastanza coraggiosa da proporre misure adeguate per metterlo in atto il più presto possibile.

Pensi che la divisione politica tra partiti di sinistra e destra sia ancora attuale, o bisogna ripensare alla politica anche su questo livello?

Io sarei per una politica senza partiti. Pur considerando importantissima una buona dose di idealismo, secondo me troppe volte una forte identificazione con una particolare fazione o orientamento politico impedisce il clima di collaborazione e collegialità necessario alla soluzione delle varie problematiche.

Considerando l’evoluzione e l’importanza che hanno giocato i social negli ultimi anni politici, personalmente che ruolo dai loro nella tua campagna?

Credo che una buona gestione dei social sia il mezzo più rapido, efficiente e a buon mercato che un comune mortale abbia a disposizione per fare campagna. Essi giocano un ruolo importante ma non fondamentale nella mia campagna: resto sempre dell’avviso che la presenza e l’impegno personale concreto nella realtà in cui viviamo è la cosa più importante.

A tuo avviso nella cerchia politica ticinese servono più donne o più giovani?

Certamente. Portare più donne e più giovani in politica significa portare più punti di vista diversi e indispensabili ad un’evoluzione del dibattito politico. Però bisogna creare le premesse affinché l’accesso al mondo politico sia effettivamente fattibile, sia per le donne che per i giovani.

IL WOULD YOU RATHER VERSIONE TICINO

Identità ticinese: Ambrì o Lugano?

Assolutamente Ambrì. Sono attinente di Quinto

Polentagraben: Pasta e ketchup o sandali e calze?

Pasta e ketchup mai nella vita…al massimo i sandali con le calze.

Utopie: Nel tuo Ticino ideale il TILO arriva sempre in orario oppure preferiresti incontrare gente in città dopo le 22:00?

Direi che sarei contenta se ci fosse un po’ di movimento nei centri abitati anche solo dopo l’orario di chiusura negozi.

Makeover: Preferiresti avere la chioma di Quadri o quella di Schoenenberger ?

Visto che al momento ho già un taglio piuttosto corto, proverei l’ebbrezza di una chioma lunga e bionda come quella di Quadri.

Caratteri: Meglio la riservatezza di Pronzini o la coerenza di Denti ?

Riservatezza di Pronzini, senza dubbio.

Strategie social: il bastone rosso di Bertoli o i Beltrauguri?

Beltrauguri. Anche se avrei qualche difficoltà ad implementare lo slogan col mio cognome…

Gioie: Preferiresti affrontare i problemi della vita nello stesso modo in cui il Ticino fa fronte a 1 cm di neve o come Locarno argina il lago?  

Mi piace la neve. Direi come succede quando c’è la neve: tutto si muove più lentamente (ma proprio tutto).