Politica | 05.03.2019

Elezioni 2019: spazio ai giovani

Text by Redazione | Photos by Marin Mikelin
In vista delle imminenti elezioni cantonali Tink.ch dà spazio alle/ai giovani.
Gionata Genazzi: candidato n° 15, lista 9
Immagine: Marin Mikelin
Come ti chiami? Quanti anni hai? Cosa fai nella vita?

Mi chiamo Gionata, abito a Locarno e ho 28 anni. Ho studiato computer science all’università di Zurigo e all’università di Friborgo, e ora sono docente di informatica per gli apprendisti AFC alla SPAI di Locarno. Inoltre, a coté, tengo dei corsi di informatica per i detenuti del carcere la Stampa.

Com’è nata la tua passione per la politica?

Mi sono sempre interessato di politica, fin dalle scuole medie. Un po’ per mia inclinazione personale, un po’ grazie al mio professore di storia e italiano delle scuole medie e un po’ per i racconti di vita che il nonno materno mi ha sempre narrato, lui che visse in prima persona, in Italia, la guerra e la fame, e dai quali ho capito che la politica è cosa importantissima, poiché decide le nostre vite: cosa mangiamo a pranzo, che vestiti indossiamo, che auto guidiamo, a che ora usciamo dal lavoro, la cultura a cui abbiamo accesso. Facendo un breve excursus, mi ricordo che ai tempi della guerra in Iraq (avrò avuto 12 anni) facevo colazione guardando Euronews, a pranzo leggevo quasi integralmente la Regione e alla sera mi facevo un paio di telegiornali; ero in pratica un piccolo nerd!

Giovani politici e senior riescono a collaborare? Cosa rimproveri ai veterani della politica?

In molti ambiti sì, in altri meno. In ogni caso, sono assolutamente contrario a qualsiasi tipo di scontro intergenerazionale: credo che il dibattito debba orientarsi su altri assi, soprattutto quello classico conservatori-progressisti, e tra progetti di società che comprendano gli interessi di ogni fascia d’età della popolazione.

I giovani vengono spesso etichettati come troppo impulsivi e con poca esperienza. Come pensi di sfatare il mito e conquistare anche la fiducia dell’elettorato «adulto»?

Sono giovane, ma come ho detto l’esperienza non mi manca. Mastico politica, geopolitica e economia da quando ho 11 anni. Sono tesserato nel mio partito da cinque. Inoltre, il mio percorso professionale e le responsabilità a cui sono sottoposto giornalmente credo che rappresentino garanzie di affidabilità. In ogni caso tutto questo conta, ma relativamente: sono infatti convinto che si deva votare non solo in base all’esperienza della persona, ma soprattutto in base alle sue idee.

Quali sono le sfide principali che il Ticino e la politica dovranno affrontare?

La sfida principale penso che sia quella economica. Bisognerà orientare lo sviluppo economico verso una produzione che possa garantire posti di lavoro e salari dignitosi. Per fare questo è imperativo creare le condizioni quadro per far crescere quei settori ad alto valore aggiunto, che possano così dare impiego ai nostri giovani laureati e creare ricchezza per tutto il Cantone. Un’altra grande sfida sarà quella della mobilità, e in quest’ambito mi piace pensare a un Ticino dove apprendisti, studenti e pensionati possano viaggiare sui mezzi pubblici gratuitamente. Infine, sarà importante incentivare l’istruzione dei nostri ragazzi attraverso borse di studio e l’aumento dei posti in alcune scuole che ora sono a numero chiuso.

Pensi che la divisione politica tra partiti di sinistra e destra sia ancora attuale, o bisogna ripensare alla politica anche su questo livello?

Penso che la divisione tra sinistra e destra sia ancora attuale, e il suo superamento sia cosa pericolosa. Credo infatti che sia innegabile che nella società esistano interessi contrapposti, ed il fatto di rendere questi interessi espliciti, categorizzandoli in correnti politiche, rappresenti un punto fondamentale di una società democratica. Un superamento della divisione sinistra-destra potrebbe significare un indirizzamento verso una professionalizzazione della politica vista come semplice «amministrazione tecnica»; la cosa mi fa personalmente molta paura.

Considerando l’evoluzione e l’importanza che hanno giocato i social negli ultimi anni politici, personalmente che ruolo dai loro nella tua campagna?

Non nascondo di usarli assiduamente, anche perché permettono, con un budget limitato, di raggiungere un’ampia fascia di persone. Altri mezzi di comunicazione (cartelloni, pubblicità sui grandi quotidiani) sono invece purtroppo fuori dalla mia portata e da quella del mio partito.

A tua avviso nella cerchia politica ticinese servono più donne o più giovani?

Al momento entrambe le categorie. Anche se, indipendentemente dall’età o dal genere, credo che sia piuttosto importante eleggere persone vicine alle proprie idee.

IL WOULD YOU RATHER VERSIONE TICINO

Identità ticinese: Ambrì o Lugano?

Ambrì.

Polentagraben: Pasta e ketchup o sandali e calze?

Mi è difficile concepire entrambi, ma se devo proprio scegliere dico pasta e ketchup.

Utopie: Nel tuo Ticino ideale il TILO arriva sempre in orario oppure preferiresti incontrare gente in città dopo le 22:00?

Incontro gente in città dopo le 22:00.

Makeover: Preferiresti avere la chioma di Quadri o quella di Schoenenberg ?

Ho la chioma di Quadri (ma modestamente più bella 🙂 ).

Caratteri: Meglio la riservatezza di Pronzini o la coerenza di Denti ?

La pragmaticità di Massimiliano Ay.

Strategie social: il bastone rosso di Bertoli o i Beltrauguri?

I Beltrauguri, visto che i compagni pipidini mi hanno assegnato pochi voti quattro anni fa, sarebbe bello invertire la tendenza 😛

Gioie: Preferiresti affrontare i problemi della vita nello stesso modo in cui il Ticino fa fronte a 1 cm di neve o come Locarno argina il lago?

Come Locarno argina il lago; vedere Piazza Grande piena d’acqua ogni 10 anni ha sempre il suo fascino!