Politica | 01.03.2019

Elezioni 2019: spazio ai giovani

Text by Redazione | Photos by Redazione
In vista delle imminenti elezioni cantonali Tink.ch dà spazio alle/ai giovani.
Mattia Bertoli: candidato n° 29, lista 5
Immagine: Redazione
Come ti chiami? Quanti anni hai? Cosa fai nella vita?

Mattia Bertoli, 25 anni, studente di diritto economico.

Com’è nata la tua passione per la politica?

Da sempre sono interessato alla cosa pubblica e quando recentemente mi è stato chiesto di scendere in campo e poter dare il mio contributo non ho esitato a far parte dei giochi, ritengo che un pensiero nuovo e fresco sia sempre utile e necessario.

Giovani politici e senior riescono a collaborare? Cosa rimproveri ai veterani della politica?

Possono e devono collaborare! La collaborazione deve essere assolutamente necessaria. Solo integrandoci all’esperienza e alla conoscenza di chi ci precede potremo progredire. Le buone idee non hanno età e le buone ricette nemmeno, l’»elitarismo giovanile» e quindi l’esclusione di chi è più anziano è lo stesso male di chi considera un giovane non adatto in quanto tale. Rimprovero quei veterani della politica che non danno spazio ad idee innovative e non riescono a stare al passo con i tempi capendo cosa ci aspetta e restano ancorati a retaggi del passato; purtroppo tra essi ci sono anche dei ‘giovani’, solo anagraficamente…

I giovani vengono spesso etichettati come troppo impulsivi e con poca esperienza,. Come pensi di sfatare il mito e conquistare anche la fiducia dell’elettorato «adulto»?

La poca esperienza collima per natura con reazione impulsiva e diretta. Se questi tratti vengono indirizzati nel giusto modo e coadiuvati necessariamente dallo studio del tema trattato, possono essere il motore di idee innovative e ciò che permette di smuovere dei ragionamenti più progressisti e attuali. Ancora una volta però, impulsività e poca esperienza non fanno per forza rima con giovane età…

Quali sono le sfide principali che il Ticino e la politica dovranno affrontare?

Le distanze cambiano, sia fisiche che digitali. In entrambi i casi è necessario adeguarsi al più presto e non perdere il treno. Proprio in quest’accezione il progetto tram-treno del Luganese o lo sfruttamento di AlpTransit devono essere delle priorità, così come il loro collegamento con una rete di trasporti pubblici degna di questo nome. Dal punto di vista del digitale dotare la scuola di una più ampia offerta formativa per i ragazzi già in giovanissima età deve essere alla base del nuovo mondo della formazione, così che possa fungere da slancio verso nuove opportunità nel mondo del lavoro. Preparare già i bambini alle professioni di domani, strettamente legate al digitale, deve essere una priorità della scuola. Spesso, noi ‘vecchi giovani’ rischiamo di essere già indietro.

Pensi che la divisione politica tra partiti di sinistra e destra sia ancora attuale, o bisogna ripensare alla politica anche su questo livello?

La divisione politica tra destra e sinistra nel modello del Novecento non ha più senso. Vediamo partiti storicamente di destra proporre soluzioni più sociali di partiti storicamente di sinistra. Allo stesso modo, concetti come la protezione dell’ambiente non possono più essere appannaggio di partiti specifici, sono problematiche globali, trasversali e per questo devono essere apartitiche. Al contrario i valori storici di un partito possono ancora dare un senso all’indirizzo generale che si vuole dare nella formulazione delle proposte. Per me, progresso, coesione e libertà trovano ancora oggi il loro senso proprio perché improntati al futuro.

Considerando l’evoluzione e l’importanza che hanno giocato i social negli ultimi anni politici, personalmente che ruolo dai loro nella tua campagna?

I social sono un vettore molto rapido (torniamo al tema della riduzione delle distanze), ma anche molto pericoloso. Trovo che alcuni concetti meritino più approfondimento di un tweet o di un video instagram. La superficialità è da combattere in ogni sua forma e purtroppo i social si riducono a slogan e esternazioni poco utili al dibattito politico… Certo è che permettono di raggiungere un elevato numero di persone a costo zero o quasi e indirizzarli verso altre piattaforme dove sia possibile raccontare il proprio pensiero.

A tua avviso nella cerchia politica ticinese servono più donne o più giovani?

Vale lo stesso principio espresso nelle critiche ai politici ‘senior’: non è il genere o l’età a determinare la qualità di una persona. Prima viene il valore del suo pensiero e del suo essere. Detto questo è sicuramente auspicabile che più donne prendano parte attivamente alla discussione politica, anche per una questione di rappresentanza.

IL WOULD YOU RATHER VERSIONE TICINO

Identità ticinese: Ambrì o Lugano?

Sempre e solo LUGANO, ma – citando i cugini biancoblù – auspico che «il derby si farà» sempre.

Polentagraben: Pasta e ketchup o sandali e calze?

Domanda insidiosa… risposta ancora di più: pasta e sandali va bene?

Utopie: Nel tuo Ticino ideale il TILO arriva sempre in orario oppure preferiresti incontrare gente in città dopo le 22:00?

Utopie solo se prese singolarmente! Rendere i trasporti pubblici più efficienti e le città più vive sono elementi necessari ad aumentare la qualità di vita di questo cantone! Dovendo scegliere però mentirei se non dicessi che mi piacerebbe avere delle città più animate.

Makeover: Preferiresti avere la chioma di Quadri o quella di Schoenenberg ?

Scegliere di tenere i capelli a coda di cavallo – come Quadri – proprio non lo capisco, almeno Schoenenberger non ha potuto scegliere…

Caratteri: Meglio la riservatezza di Pronzini o la coerenza di Denti ?

Davvero dei caratteracci… no comment.

Strategie social: il bastone rosso di Bertoli o i Beltrauguri?

A sto punto… il bastone rosso di Bertoli mi sembra più utile.

Gioie: Preferiresti affrontare i problemi della vita nello stesso modo in cui il Ticino fa fronte a 1 cm di neve o come Locarno argina il lago?  

Di fronte alla neve in fondo si gioisce sempre!