Politica | 27.03.2019

Elezioni 2019: spazio ai giovani

Text by Redazione | Photos by Marin Mikelin
In vista delle imminenti elezioni cantonali Tink.ch dà spazio alle/ai giovani.
Alberto Togni: candidato n°35, lista 9
Immagine: Marin Mikelin
Come ti chiami? Quanti anni hai? Cosa fai nella vita?

Mi chiamo Alberto Togni, ho 24 anni e studio diritto all’università di Lucerna. A livello politico sono membro del comitato centrale del Partito Comunista e consigliere comunale a Gordola.

Com’è nata la tua passione per la politica?

Ho sempre avvertito un forte senso di frustrazione per le ingiustizie presenti nel mondo. Questo unito a una buona dose di «ribellismo adolescenziale» mi ha spinto a cominciare a lottare sin dall’età liceale, nell’ambito del sindacalismo studentesco, per una società più giusta. Con il tempo ho poi maturato una mia visione del mondo più integrale che andava a scontrarsi duramente con quella della politica locale che troppo spesso percepivo come immobile e orientata esclusivamente alla tutela degli interessi di una ristretta cerchia di persone. L’aver trovato un gruppo di giovani e giovanissimi che senza pressioni o interessi di sorta porta avanti con il medesimo entusiasmo le mie idee alimenta quotidianamente questa passione.

Giovani politici e senior riescono a collaborare? Cosa rimproveri ai veterani della politica?

Nel mio partito, benché composto quasi esclusivamente da giovani e giovanissimi, l’aspetto anagrafico non ha mai creato alcun problema. Per quanto riguarda invece le altre forze politiche mi dispiace vedere molti giovani in buona fede venire estratti dal cappello magico in periodo elettorale per poi finire troppo spesso nel dimenticatoio …

I giovani vengono spesso etichettati come troppo impulsivi e con poca esperienza. Come pensi di sfatare il mito e conquistare anche la fiducia dell’elettorato «adulto»?

Abbie Hoffmann scriveva: «Eravamo giovani, eravamo avventati, arroganti, stupidi, testardi. E avevamo ragione».
La lista presentata dal mio partito è quella con l’età media più bassa, tuttavia essere giovani non è sicuramente sufficiente. Per questo puntiamo molto sulla formazione politica, siamo preparati sui temi e abbiamo esperienza sia come consiglieri comunali (nei piccoli paesi come nelle Città più importanti del Cantone), sia nell’ambito del sindacalismo studentesco e partecipiamo attivamente all’interno di svariate associazioni (Osservatorio per la gestione ecosostenibile dei rifiuti – OKKIO, Associazione per il Servizio Pubblico, Associazione dei Liberi Pensatori, ecc.). Per chi avesse dei dubbi in merito alla nostra proposta politica, l’invito è quello di leggere il nostro programma d’azione presente sul sito del Partito. Siamo giovani, ma portiamo un impianto programmatico serio e preciso in continuo sviluppo e crediamo fermamente in quello che facciamo!

Quali sono le sfide principali che il Ticino e la politica dovranno affrontare?

La sfida più urgente è sicuramente quella sul fronte economico e del mercato lavorativo. Le condizioni dei salariati continuano a peggiorare, tramite gli accordi bilaterali con l’Unione Europea il mercato è stato fortemente liberalizzato, ciò unitamente a un’imprenditoria rapace, con scarsa lungimiranza e interessata unicamente al profitto, ha favorito precariato e dumping salariale, il potere d’acquisto crolla e sempre più persone rientrano nella fascia di coloro che si ritrovano a rischio povertà. È evidente che l’attuale classe dirigente non sa (o non vuole) invertire la rotta e che in Ticino come altrove il caos del mercato non funziona: occorre ripensare e programmare l’economia del futuro!
È necessario in primo luogo tutelare i lavoratori garantendo un’estensione dei loro diritti, penso a salari minimi di almeno 4000. – e un minimo di 1000. – per gli apprendisti, al divieto di attività per le agenzie di lavoro interinale e a maggiori controlli sui luoghi di lavoro, urge inoltre ragionare su una strategia che permetta uno sviluppo virtuoso del Cantone. In questo senso occorre che i settori economici ritenuti strategici siano in mano pubblica. Lo Stato dovrebbe inoltre prendere l’iniziativa e promuovere lo sviluppo di poli industriali legati ad attività ad alto valore aggiunto, investendo maggiormente nella ricerca pubblica e nella formazione.

Pensi che la divisione politica tra partiti di sinistra e destra sia ancora attuale, o bisogna ripensare alla politica anche su questo livello?

Definire con precisione cosa sia la sinistra e la destra a seconda del contesto storico non è sicuramente semplice, e una risposta compiuta non può sicuramente trovare posto in questa intervista, tuttavia tale distinzione è ancora attuale e più che mai necessaria, visto soprattutto il quadro decennale in cui ci muoviamo dove idee pericolose quali «la fine della storia» o la «morte delle ideologie» sono state veicolate con entusiasmo. Questo, aggiunto a una diffidenza sempre maggiore nei confronti dei partiti, a una personalizzazione della politica e a un dibattito che avviene sempre meno sul livello delle idee e dei contenuti ma piuttosto degli slogan, traghetta lentamente la società verso una visione qualunquista della politica che non può sicuramente giovare al paese e alla sua popolazione.

Considerando l’evoluzione e l’importanza che hanno giocato i social negli ultimi anni politici, personalmente che ruolo dai loro nella tua campagna?

Si potrebbe discutere circa il reale impatto dei social nella politica locale negli ultimi anni…. Da studente che non ha gruppi di interesse alle spalle li reputo sicuramente dei canali utili con cui raggiungere una più ampia fascia di persone, tuttavia prediligo sicuramente il confronto umano per cui invito tutti a partecipare agli eventi organizzati dal nostro partito sul territorio.

A tuo avviso nella cerchia politica ticinese servono più donne o più giovani ?

Da quando sono attivo in politica lotto per una società in cui non vi sia più alcun tipo di discriminazione fra uomo e donna e in cui le rivendicazioni dei giovani possano godere di maggiore considerazione nella società. Personalmente però preferisco guardare all’impegno della persona e al suo programma piuttosto che al sesso o all’età, mentre sono fermamente contrario a discorsi quali le quote rosa che trovo particolarmente umilianti proprio per le donne. Vogliamo una maggiore partecipazione delle donne in politica? Non trattiamole alla stregua di una specie animale in via di estinzione, piuttosto agiamo sulle discriminazioni reali che subiscono e sulla visione ancora presente che vede il sesso femminile relegato al ruolo di casalinga: parità salariale, estensione dei congedi di paternità e maternità, potenziamento di tutti quei servizi che permettono una migliore conciliazione di lavoro, famiglia e vita sociale ecc.

IL WOULD YOU RATHER VERSIONE TICINO

Identità ticinese: Ambrì o Lugano?

Simpatizzo per Ambrì, ma ancora di più per il Puck, bastonato da tutti indiscriminatamente.

Polentagraben: Pasta e ketchup o sandali e calze?

La prima dovrebbe essere illegale per cui per quanto orribile la seconda!

Utopie: Nel tuo Ticino ideale il TILO arriva sempre in orario oppure preferiresti incontri gente in città dopo le 22:00?

È troppo chiedere TILO puntuali con cui raggiungere gente in città a ogni ora della notte?

Makeover: Preferiresti avere la chioma di Quadri o quella di Schoenenberger ?

Ho avuto fino a pochi mesi fa la chioma di Quadri, preferirei evitare ancora per molti anni quella di
Schoenenberger.

Caratteri: Meglio la riservatezza di Pronzini o la coerenza di Denti ?

Preferisco la concretezza, coerente e riservata, di Massimiliano Ay.

Strategie social: il bastone rosso di Bertoli o i Beltrauguri?

Mi dispiace ma non riesco a sdrammatizzare a tal punto. Se al posto di strategie social adottassimo una strategia reale per cambiare questo governo e migliorare il paese?

Gioie: Preferiresti affrontare i problemi della vita nello stesso modo in cui il Ticino fa fronte a 1 cm di neve o come Locarno argina il lago?  

Avete una concezione particolare della gioia. Girare in canoa in Piazza Grande è sicuramente più divertente di guidare uno spazzaneve.