Politica | 24.03.2019

Elezioni 2019: spazio ai giovani

Text by Redazione | Photos by Marin Mikelin
In vista delle imminenti elezioni cantonali Tink.ch dà spazio alle/ai giovani.
Simone Romeo: candidato n°26, lista 9
Immagine: Marin Mikelin
Come ti chiami? Quanti anni hai? Cosa fai nella vita?

Simone Romeo, 25 anni. Dopo aver conseguito un bachelor in Scienze dell’educazione, sto ora conseguendo un master in Scienze Pedagogiche all’Università di Milano-Bicocca.

Com’è nata la tua passione per la politica?

Ho iniziato prestissimo, all’età di 15 anni, in seguito alla partecipazione allo sciopero studentesco del 2008 indetto dal Sindacato Indipendente Studenti e Apprendisti (SISA). Ho militato per molti anni nel sindacato, ricoprendo anche alcuni incarichi, e nel frattempo mi sono avvicinato alla Gioventù Comunista prima, e al Partito Comunista poi. Mi guidano idee di una giustizia sociale radicale a livello redistributivo, sociale e civile, oltre a una marcata sensibilità ecologica.

Giovani politici e senior riescono a collaborare? Cosa rimproveri ai veterani della politica?

Personalmente non ho mai avuto problemi dettati solo dalla differenza anagrafica: ciò che conta è la qualità delle proposte e la condivisione della visione politica. L’unica cosa che posso rimproverare, a volte, è la diffidenza verso i giovani, trincerandosi dietro al «si è sempre fatto così».

I giovani vengono spesso etichettati come troppo impulsivi e con poca esperienza. Come pensi di sfatare il mito e conquistare anche la fiducia dell’elettorato «adulto»?

Sono stato consigliere comunale per una legislatura a Locarno, venendo eletto a soli 18 anni. Ho sempre lavorato in partiti, sindacati e associazioni con serietà e dedizione alla causa collettiva. Mi occupo di educazione e pedagogia nella vita e come materia di studio: quale migliore dimostrazione di consapevolezza ed equilibrio, inteso non certo come fissità, di questa scelta?

Quali sono le sfide principali che il Ticino e la politica dovranno affrontare?

Le sfide sono molte: ricostruire il tessuto economico di un Cantone che ha abdicato al ruolo di gestore della cosa pubblica per favorire aziende che speculano sulle vite dei cittadini – si veda il dumping salariale (chi può accettare 2000.- di salario? Ci vuole il salario minimo almeno a 4000.-, così si valorizzano le competenze della popolazione residente), che la destra maschera da problema dei frontalieri e degli stranieri – investire sullo sviluppo culturale accessibile a tutti, frenare la
speculazione edilizia e la devastazione del territorio, investire massicciamente nell’istruzione e nell’educazione, al fine di avere cittadini più formati e consapevoli.

 Pensi che la divisione politica tra partiti di sinistra e destra sia ancora attuale, o bisogna ripensare alla politica anche su questo livello?

Drammaticamente attuale: la sinistra, di cui faccio parte, se è tale – sarebbe meglio dire socialista (nel suo senso autentico) o comunista – opta per la redistribuzione, per l’uguaglianza, per la qualità di vita di tutte le cittadine e i cittadini senza discriminazioni di sorta, per la sicurezza (sociale) della popolazione, e per la pianificazione ecologica e del territorio in senso sostenibile. La destra punta sul profitto e sull’individualismo, spesso mascherati da una falsa meritocrazia (si legga vantaggio di partenza dato dalla disponibilità economica e dal capitale sociale), sopra ogni altro aspetto (salute, benessere globale, ecologia). In un mondo dove le disuguaglianze aumentano, vi sono gravi problemi economici e ambientali, e
l’intolleranza cresce, la scelta mi sembra facile. O no?

Considerando l’evoluzione e l’importanza che hanno giocato i social negli ultimi anni politici, personalmente che ruolo dai loro nella tua campagna?

Un ruolo marginale: ho solo profili privati. Rispetto a chi rientra nella cerchia dei contatti, sono certamente una cassa di risonanza per prese di posizione collettive come Partito, e individuali, quando si scrivono articoli o riflessioni. Non metterò alcuna inserzione a pagamento.

A tuo avviso nella cerchia politica ticinese servono più donne o più giovani ?

Servono più donne e più giovani. Ma non conta unicamente l’appartenenza di genere o anagrafica, che pur va giustamente rappresentata. Contano i pari diritti: che le donne guadagnino quanto gli uomini anche nel settore privato e che non vengano discriminate; che i giovani possono trovare lavoro e che venga permesso loro di studiare indipendentemente dalla classe sociale di provenienza.

IL WOULD YOU RATHER VERSIONE TICINO

Identità ticinese: Ambrì o Lugano?

Seguo poco l’hockey, ma decisamente Ambrì.

Polentagraben: Pasta e ketchup o sandali e calze?

La prima è un ossimoro, meglio la seconda: esteticamente discutibile, ma almeno fa sorridere.

Utopie: Nel tuo Ticino ideale il TILO arriva sempre in orario oppure preferiresti incontri gente in città dopo le 22:00?

Gente in città dopo le 22. Che possa magari tornare a casa con i TILO dopo quell’ora.

Makeover: Preferiresti avere la chioma di Quadri o quella di Schoenenberger ?

Mi tengo decisamente i miei capelli.

Caratteri: Meglio la riservatezza di Pronzini o la coerenza di Denti ?

Meglio chi la politica la fa seriamente, con un’opposizione costruttiva in parlamento come ha fatto il Partito Comunista. Né con l’antipolitica grillina per apparire rivoluzionari, né con l’opportunismo dei voltagabbana.

Strategie social: il bastone rosso di Bertoli o i Beltrauguri?

Il bastone rosso di Bertoli. Almeno ha il colore giusto.

Gioie: Preferiresti affrontare i problemi della vita nello stesso modo in cui il Ticino fa fronte a 1 cm di neve o come Locarno argina il lago?  

Rompere gli argini mi sembra decisamente una pratica di maggior interesse.