Politica | 24.03.2019

Elezioni 2019: spazio ai giovani

Text by Redazione | Photos by Marin Mikelin
In vista delle imminenti elezioni cantonali Tink.ch dà spazio alle/ai giovani.
Amos Speranza: candidato n°33, lista 9
Immagine: Marin Mikelin
Come ti chiami? Quanti anni hai? Cosa fai nella vita?

Amos Speranza, 26 anni, mi sono laureato in storia un anno fa e nel frattempo ho svolto vari lavori: nel mondo del cinema, nell’ambito delle ONG e nell’insegnamento.

Com’è nata la tua passione per la politica?

La consapevolezza politica è nata fin da piccolo, nello sdegno di fronte alle ingiustizie sociali, ed è maturata in passione con la militanza nel Partito Comunista (PC), che mi ha fornito gli strumenti per comprendere queste ingiustizie e intravvedere delle soluzioni nel quotidiano come sul lungo periodo.

Giovani politici e senior riescono a collaborare? Cosa rimproveri ai veterani della politica?

In una struttura come quella del PC giovani e vecchi sono portati a interagire assieme in una dinamica di arricchimento reciproco, la convivenza è quindi pacifica e soddisfacente. A livello cantonale possiamo riconoscere come trasversalmente alle forze politiche, e anche sotto l’influenza del sistema collegiale, coloro tra i «vecchi» che hanno ricoperto incarichi istituzionali tendono ad abbandonare la casacca partitico-ideologica ed assumere quella di funzionario-amministratore. Questo impoverisce a lungo andare il dibattito politico e lo sviluppo culturale del cantone.

I giovani vengono spesso etichettati come troppo impulsivi e con poca esperienza. Come pensi di sfatare il mito e conquistare anche la fiducia dell’elettorato «adulto»?

Il PC, a differenza di praticamente tutti gli altri partiti, valorizza e responsabilizza concretamente i propri giovani, all’interno come all’esterno del partito, formandoli e portandoli a ricoprire cariche istituzionali a ogni livello. La nostra presenza in questi consessi viene già riconosciuta come costruttiva e corretta, e il nostro lavoro si è sempre contraddistinto per una presenza marcata di giovani qualificati nelle iniziative portate avanti sul territorio attraverso la Gioventù Comunista (raccolte firme, dibattiti, comitati, manifestazioni).

Quali sono le sfide principali che il Ticino e la politica dovranno affrontare?

Già quattro anni fa ritenevo che uno dei principali problemi del Ticino fosse la mancanza di una proposta strutturata che andasse a adattare i pilastri della nostra società (istruzione, lavoro, socialità) alle esigenze contemporanee. La situazione purtroppo non è migliorata. Una formazione continua che garantisca l’attrattività di tutti i profili professionali sul mercato del lavoro, una produzione orientata all’alto valore aggiunto, il mantenimento e il miglioramento delle prestazioni sociali per le fasce deboli della popolazione sono alcuni tra i punti che necessitano ancora di essere affrontati con urgenza, e che i comunisti mettono a programma a tutti i livelli istituzionali nella loro pratica quotidiana.
In più, a livello di trasporti pubblici, negli ultimi anni il traguardo AlpTransit è diventato il grande alibi per giustificare e rimandare a posteriori la risoluzione di molti problemi. Bisognerebbe ridare slancio all’attrattività della mobilità sostenibile anche per risolvere in maniera più efficace i problemi del traffico su gomma.
Il sistema della disoccupazione e l’assistenza necessitano a loro volta di essere ripensati. Le cifre che vengono proposte e spesso interpretate come positive non tengono purtroppo conto di tutti i fattori in gioco: disoccupati effettivi che però non sono iscritti, delusi che escono dal sistema o non si iscrivono una seconda volta, disoccupati che passano molto più rapidamente all’assistenza a seguito delle ultime modifiche LADI, … .

 Pensi che la divisione politica tra partiti di sinistra e destra sia ancora attuale, o bisogna ripensare alla politica anche su questo livello?

Ha ancora senso nella misura in cui nel clima di sfiducia generalizzata verso le istituzioni e di scollamento progressivo tra politica e società a cui assistiamo oggi, il problema non sta nella divisione destra/sinistra, ma in un certo annacquamento delle posizioni politiche. Il processo alle ideologie ha portato la destra a continuare a «fare il suo lavoro» adattandosi alle nuove condizioni, mentre la sinistra istituzionale si è persa in discorsi altalenanti che rimbalzano da un buonismo quasi cattolico-missionario a una visione puramente amministrativa della cosa pubblica. Non ha senso ad esempio che un comunista si ritrovi a difendere la sovranità nazionale a fianco dell’UDC (per esempio nel caso della votazione sulle riserve d’oro) mentre il PS si esprime a favore dell’aumento dell’IVA e dell’età pensionabile (PV 2020).

Considerando l’evoluzione e l’importanza che hanno giocato i social negli ultimi anni politici, personalmente che ruolo dai loro nella tua campagna?

Ho sempre preferito affrontare la politica nel confronto in faccia a faccia della vita di tutti i giorni. Una buona discussione vale più di molti likes, anche e soprattutto con chi non la pensa come te. Sui social ho sempre fatto il minimo e attualmente prevedo di continuare così.

A tuo avviso nella cerchia politica ticinese servono più donne o più giovani ?

Servono persone con idee valide e con la preparazione e la determinazione per difenderle e portarle avanti. Non credo nelle quote rosa come risposta al problema dell’inclusione femminile, che va affrontata in maniera sistematica e consapevole senza limitarsi al siparietto elettorale. Trovo inoltre deleterie le candidature selvagge di certi giovani arrivisti mandati allo sbaraglio dalle grosse sigle per rinfrescare la propria immagine.

IL WOULD YOU RATHER VERSIONE TICINO

Identità ticinese: Ambrì o Lugano?

Il Ticino è biancoblu.

Polentagraben: Pasta e ketchup o sandali e calze?

Decisamente sandali e calze, il ketchup lasciamolo negli Stati Uniti.

Utopie: Nel tuo Ticino ideale il TILO arriva sempre in orario oppure preferiresti incontri gente in città dopo le 22:00?

Dopo le 22:00 volendo si trova già da fare, andrebbe discusso cosa e fino a quando. Spesso infatti si è poi limitati dalle normative vigenti e dalla riduzione delle corse serali/notturne, che di certo non favoriscono l’aggregazione e la socialità. Le regie federali dovrebbero essere ripristinate per riportare sotto controllo pubblico i servizi postali e dei trasporti. La gestione privatistica delle FFS carica sulle spalle degli utenti (ormai ridotti a clienti) i costi di un servizio la cui qualità sta calando a picco.

Makeover: Preferiresti avere la chioma di Quadri o quella di Schoenenberger ?

Sono soddisfatto della mia, va bene così.

Caratteri: Meglio la riservatezza di Pronzini o la coerenza di Denti ?

La concretezza del nostro deputato in Gran Consiglio e dei nostri eletti nei comuni: le nostre proposte sono coerenti rispetto a un programma politico progressista, ma anche costruttive e più efficaci di chi si limita a gridare slogan e creare disturbo.

Strategie social: il bastone rosso di Bertoli o i Beltrauguri?

Passo.

Gioie: Preferiresti affrontare i problemi della vita nello stesso modo in cui il Ticino fa fronte a 1 cm di neve o come Locarno argina il lago?  

Dai che con l’ultima nevicata è andata meglio!