Politica | 23.03.2019

Elezioni 2019: spazio ai giovani

Text by Redazione | Photos by Sam Iembo
In vista delle imminenti elezioni cantonali Tink.ch dà spazio alle/ai giovani.
Alessandro Lucchini: candidato n°5, lista 9 per CdS; candidato n°18, lista 9 per GC
Immagine: Sam Iembo
Come ti chiami? Quanti anni hai? Cosa fai nella vita?

Alessandro Lucchini, 29 anni, economista. Da Consigliere Comunale, ogni giorno, mi impegno a rendere la mia Città, Bellinzona, un posto più vivo, accogliente, solidale, «green» e a misura di tutte e tutti.

Com’è nata la tua passione per la politica?

Si perde nella notte dei tempi, ed è davvero una storia di passione: più di 10 anni fa ho iniziato a frequentare gli ambienti solidali e aggregativi della Curva Sud dell’Ambrì-Piotta, con le bandiere di Che Guevara e degli indiani d’America. Da lì ho capito di voler stare dalla parte di chi non ha voce, e quindi mi sono avvicinato alla Gioventù Comunista e al Partito Comunista. Da quel momento il mio impegno in questo gruppo giovane e appassionato si rafforza giorno dopo giorno.

 Giovani politici e senior riescono a collaborare? Cosa rimproveri ai veterani della politica?

Sinceramente non credo ci sia una questione generazionale. Mi ritrovo spesso a scontrarmi con giovani che giustificano gli sgravi fiscali o i regali ai ricchi e a collaborare, per esempio nell’Associazione ambientalista OKKIO, con persone più «grandi» che hanno a cuore come me la salvaguardia del nostro territorio. Credo alla bontà e alla genuinità delle idee, alla condivisione degli intenti, non ai numeri sulla carta d’identità.

 I giovani vengono spesso etichettati come troppo impulsivi e con poca esperienza. Come pensi di sfatare il mito e conquistare anche la fiducia dell’elettorato «adulto»?

 Questo è decisamente uno stereotipo che punta a sminuire l’impegno dei giovani, che smentisco immediatamente: il partito di cui faccio parte, il PC, è composto quasi interamente da giovani con grande esperienza, perché riteniamo che essere anagraficamente giovani non basta. Presentiamo, per il governo, la lista più giovane, con un’età media di 28 anni, fatta da ragazze e ragazzi impegnati ogni giorno, da anni, nei consigli comunali, nei municipi e nelle associazioni civili.

 Quali sono le sfide principali che il Ticino e la politica dovranno affrontare?

Frenare la «fuga di cervelli». Sempre più spesso vediamo giovani ticinesi che una volta Oltralpe per studiare non tornano in Ticino per via delle poche opportunità lavorative e delle condizioni salariali insoddisfacenti. Proprio per questo, tra le altre cose, mi batto per il salario minimo di 1000. – per gli apprendisti dal primo anno, perché sono sempre più sfruttati dalle imprese come manodopera a basso costo.

 Pensi che la divisione politica tra partiti di sinistra e destra sia ancora attuale, o bisogna ripensare alla politica anche su questo livello?

I concetti di destra e sinistra sono ancora attuali. Fino a quando ci saranno ancora discriminazioni di classe e di genere, sempre più ricchezza in poche mani, menefreghismo sulla distruzione ambientale, e sfruttamento di una guerra fra poveri fra lavoratori residenti e non, ci sarà bisogno di una sinistra giovane, coerente ed innovativa, che lotti con passione sanguigna per più giustizia sociale, ridistribuzione della ricchezza, protezione dell’ambiente e più diritti per tutte e tutti.

 Considerando l’evoluzione e l’importanza che hanno giocato i social negli ultimi anni politici, personalmente che ruolo dai loro nella tua campagna?

Non mi appartiene la politica fatta solo di slogan e post. Il social è buono quando è un elemento aggiuntivo e non quando si sostituisce al contatto con le persone. Nell’ultimo periodo ho comunque rafforzato il mio impegno sui social soprattutto per ottimizzare la comunicazione del mio impegno giornaliero.

 A tuo avviso nella cerchia politica ticinese servono più donne o più giovani?

È una non-domanda. Né le donne né i giovani sono blocchi monolitici. Non siamo allo zoo, non dobbiamo recintarci in categorie ‘donniste’ o ‘giovaniliste’: piuttosto lavorare ogni giorno, incessantemente, per la rimozione delle barriere simboliche e non all’ingresso sulla scena politica di tutte e tutti.

IL WOULD YOU RATHER VERSIONE TICINO

Identità ticinese: Ambrì o Lugano?

«Che bello è quando esco di casa per andare alla pista a veder l’Ambri-Piotta»

 Polentagraben: Pasta e ketchup o sandali e calze?

La mia compagna italiana mi ucciderebbe con pasta e ketchup, quindi tra tutti i mali preferisco i sandali e calze che hanno anche un risvolto pratico e igienico :p

Utopie: Nel tuo Ticino ideale il TILO arriva sempre in orario oppure preferiresti incontrare gente in città dopo le 22:00?

Mi impegno ogni giorno per maggiori spazi d’aggregazione, quindi sicuramente la seconda. Non mi piacciono, per dirla alla Caparezza, i nostalgici dei treni in orario 😉

 Makeover: Preferiresti avere la chioma di Quadri o quella di Schoenenberger?

Nessuno dei due: Rosso Malpelo way of life.

 Caratteri: Meglio la riservatezza di Pronzini o la coerenza di Denti?

Tendenzialmente lo starnazzare qua e là non mi appartiene, quanto alla coerenza di Denti, mi sembra molto indeciso 😉

 Strategie social: il bastone rosso di Bertoli o i Beltrauguri?

Buongiornissimo Kafféh?!??

 Gioie: Preferiresti affrontare i problemi della vita nello stesso modo in cui il Ticino fa fronte a 1 cm di neve o come Locarno argina il lago?  

Sono uno da «cala da neve» anche in estate… ma con motore ecologico 😉