Politica | 12.03.2019

Elezioni 2019: spazio ai giovani

Text by Redazione | Photos by Redazione
In vista delle imminenti elezioni cantonali Tink.ch dà spazio alle/ai giovani.
Pierre Sandrinelli: candidato n° 17, lista 8
Immagine: Redazione
Come ti chiami? Quanti anni hai? Cosa fai nella vita?

Sono Pierre Sandrinelli, ho 31 anni e da sempre vivo a Novazzano. Mi sono laureato in Ingegneria informatica presso la SUPSI a Manno. Ho mosso i primi passi nel mondo del lavoro in Ticino, nel dipartimento informatico di una grande banca Svizzera. Per perfezionare le mie conoscenze in ambito professionale e linguistico mi sono trasferito a Zurigo, dove ho lavorato per quasi cinque anni. Dal 2017 sono rientrato in Ticino e lavoro come analista informatico e coordinatore di team. Oltre alla politica, nel tempo libero, mi dedico alle mie passioni: il calcio (sono vicepresidente dell’AS Novazzano), le camminate in montagna e i viaggi alla scoperta di nuovi paesi, quando posso, a bordo di un camper.

Com’è nata la tua passione per la politica?

In famiglia la politica è sempre stato uno dei principali temi di discussione. In realtà però ho iniziato ad interessarmi attivamente alla politica solo dopo aver terminato gli studi ed aver fatto un’esperienza lavorativa fuori cantone. Il tutto è nato durante le ultime elezioni comunali quando ho deciso di voler dare il mio contribuito per cercare di garantire un futuro più roseo alla nostra regione.

Giovani politici e senior riescono a collaborare? Cosa rimproveri ai veterani della politica?

La politica in generale deve ritrovare credibilità e per farlo ritengo sia fondamentale instaurare un dialogo costruttivo tra veterani e neo politici. I primi devono tramandare l’esperienza che hanno maturato negli anni, i secondi invece devono portare idee fresche e  al passo coi tempi. Abbiamo bisogno di più concretezza e maggiore collaborazione.

I miei rimproveri sono per quei politici di poca sostanza che sono costantemente alla ricerca di consensi popolari ma che spesso e volentieri si dimenticano che i problemi vanno anche risolti e non solo strumentalizzati.

I giovani vengono spesso etichettati come troppo impulsivi e con poca esperienza,. Come pensi di sfatare il mito e conquistare anche la fiducia dell’elettorato «adulto»?

Per quanto mi riguarda l’impulsività è una questione caratteriale e non legata all’età. Per fare  esperienza noi giovani abbiamo bisogno in primis della fiducia e dell’appoggio di tutto l’elettorato adulto. L’impegno, il rispetto e l’entusiasmo sono sicuramente doti fondamentali per fare politica e non sono per forza di cose direttamente proporzionali al livello di esperienza. Anche noi giovani dobbiamo dire la nostra e contribuire allo sviluppo del nostro territorio. Avere un buon mix di politici navigati e giovani intraprendenti è la ricetta giusta per poter ricominciare a guardare con fiducia nei confronti della politica.

Quali sono le sfide principali che il Ticino e la politica dovranno affrontare?

Dal collasso del traffico all’inquinamento atmosferico, dalle tematiche sociali come aiuti familiari e sanità al mercato del lavoro; i problemi del Ticino sono gli stessi da anni ormai, non dobbiamo girarci intorno. Servono idee concrete, attuabili, e soprattutto la volontà politica di arrivare ad implementare le soluzioni. Serve anche maggior collaborazione interpartitica.

Pensi che la divisione politica tra partiti di sinistra e destra sia ancora attuale, o bisogna ripensare alla politica anche su questo livello?

Quattro anni fa più del 17% dei Ticinesi votanti ha deciso di esprimersi tramite una scheda senza intestazione. È sicuramente un dato che deve far riflettere e che manifesta un generale malcontento del popolo nei confronti della politica. È nostro compito ridare credibilità a tutto il movimento probabilmente anche tramite una rivisitazione di quelle che sono le dinamiche politiche/partitiche.

Considerando l’evoluzione e l’importanza che hanno giocato i social negli ultimi anni politici, personalmente che ruolo dai loro nella tua campagna?

Sicuramente svolgono un ruolo importante anche in politica ma attenzione però ad usarli con disciplina perché possono diventare un’arma a doppio taglio. Capita spesso di leggere esternazioni alquanto discutibili da parte di colleghi politici e non. Personalmente li uso ma con moderazione.

Ritengo sia più importante andare fra la gente, metterci la faccia e soprattutto ascoltare quali sono le reali esigenze dei cittadini.

A tua avviso nella cerchia politica ticinese servono più donne o più giovani?

È una tematica che necessita sicuramente di essere analizzata e sensibilizzata con attenzione. Ritengo che in una società moderna la regola numero una debba essere quella delle pari opportunità. In generale non sono a favore delle cosiddette «quote» ma piuttosto credo nelle persone competenti; donne, uomini o giovani che siano.

IL WOULD YOU RATHER VERSIONE TICINO

Identità ticinese: Ambrì o Lugano?

Ambrì, ma sono più un appassionato di calcio quindi dico AS Novazzano!

Polentagraben: Pasta e ketchup o sandali e calze?

Se devo davvero scegliere dico pasta e ketchup. I sandali con le calze non si possono proprio vedere.

Utopie: Nel tuo Ticino ideale il TILO arriva sempre in orario oppure preferiresti incontrare gente in città dopo le 22:00?

Viaggio in TILO quotidianamente per andare al lavoro e ad essere sincero in generale sono soddisfatto della puntualità. Preferisco quindi vedere più gente in giro dopo le… 20:00!

Makeover: Preferiresti avere la chioma di Quadri o quella di Schoenenberg ?

Diciamo che tengo la mia di chioma!

Caratteri: Meglio la riservatezza di Pronzini o la coerenza di Denti ?

Dico la «coerenza» di Denti.

Strategie social: il bastone rosso di Bertoli o i Beltrauguri?

Senza dubbio i #beltrauguri; più goliardici,  più simpatici e molto più social.

Gioie: Preferiresti affrontare i problemi della vita nello stesso modo in cui il Ticino fa fronte a 1 cm di neve o come Locarno argina il lago?

In questo caso, preferisco non affrontarli…!