Politica | 11.03.2019

Elezioni 2019: spazio ai giovani

Text by Redazione | Photos by Marin Mikelin
In vista delle imminenti elezioni cantonali Tink.ch dà spazio alle/ai giovani.
Stefano Araujo: candidato n° 1, lista 9
Immagine: Marin Mikelin
Come ti chiami? Quanti anni hai? Cosa fai nella vita?

 Mi chiamo Stefano Araújo, ho 26 anni, studio scienze politiche come master all’Università di Ginevra, e sono candidato al Gran Consiglio per il Partito Comunista.

Com’è nata la tua passione per la politica?

 La mia passione per la politica è nata ai tempi del liceo, sullo stimolo dello studio delle materie umanistiche e dei primi dibattiti politici che coinvolgevano gli studenti.

Giovani politici e senior riescono a collaborare? Cosa rimproveri ai veterani della politica?

Per me se c’è la volontà e il rispetto si riesce a collaborare bene tra generazioni. Se devo rimproverare ai veterani della politica qualcosa, in primo luogo è il fatto di essere sordi dinanzi alle necessità e gli interessi dei giovani. Ma soprattutto di averci «regalato» una situazione economica e sociale alquanto precaria. Non metto in dubbio che qualcuno dei veterani abbia lavorato bene e nella giusta direzione… Quello di cui parlo è l’eredità lasciata a noi giovani e alle generazioni future.

 I giovani vengono spesso etichettati come troppo impulsivi e con poca esperienza. Come pensi di sfatare il mito e conquistare anche la fiducia dell’elettorato «adulto»?

Non credo che i giovani siano troppo impulsivi, come neppure che abbiano poca esperienza, soprattutto se penso a tutta la formazione e attività militante del nostro Partito e della nostra giovanile.  Ad esempio, molti dei nostri candidati a 16 anni erano già più che attivi politicamente. Penso che la fiducia la si conquisti lavorando seriamente, mostrando concretezza nella propria attività politica e un certo livello preparazione. Cosa che abbiamo dimostrato con i nostri consiglieri comunali e municipali.

Quali sono le sfide principali che il Ticino e la politica dovranno affrontare?

 A mio avviso la situazione del mercato del lavoro è il punto più nolente del Ticino. Abbiamo bisogno dei salari minimi, di contratti collettivi, di più diritti per i lavoratori, per frenare il dumping e il fenomeno dei working-poor. Inoltre, la grande sfida sarà quella della digitalizzazione, per cui bisognerà investire molto, soprattutto nella formazione, per permettere uno sviluppo economico al passo coi tempi.

Pensi che la divisione politica tra partiti di sinistra e destra sia ancora attuale, o bisogna ripensare alla politica anche su questo livello?

 Io sono convintissimo che la divisione esista ancora: vi sono sensibilità, principi, valori differenti tra la destra e la sinistra progressista. Anzi, credo che chi parli di superare tale distinzione lo faccia soprattutto per sfruttare un po’ certe tendenze moderne della politica e certi echi populisti. In ogni caso, basta vedere il comportamento di voto dei nostri deputati per vedere la differenza che tutt’ora sussiste. E per fortuna che sussiste!

Considerando l’evoluzione e l’importanza che hanno giocato i social negli ultimi anni politici, personalmente che ruolo dai loro nella tua campagna?

 Avranno un ruolo importante, poiché i social permettono a coloro che hanno meno mezzi, ma soprattutto meno spazi istituzionali e mediatici, di poter condividere le proprie idee, oppure mostrare il proprio operato. Questo è un aspetto senz’altro positivo della politica via social. Poi è chiaro che non è tutto rosa e fiori…

A tua avviso nella cerchia politica ticinese servono più donne o più giovani?

Certamente entrambi, perché le sensibilità e gli interessi di genere o generazionali sono diversi. La democrazia è anche rappresentatività della popolazione, e se non vi è quest’ultima, la democrazia è zoppa… parliamo di una democrazia di pochi per pochi.

 IL WOULD YOU RATHER VERSIONE TICINO

Identità ticinese: Ambrì o Lugano?

 Lugano! Son cresciuto col mito dell’HCL e della Resega!

Polentagraben: Pasta e ketchup o sandali e calze?

Preferisco un bel piatto di rösti alla bernese, così torniamo al classico «Röstigraben».

Utopie: Nel tuo Ticino ideale il TILO arriva sempre in orario oppure preferiresti incontrare gente in città dopo le 22:00?

Tutte e due! Abbiamo bisogno come il pane di entrambi! Il mio sogno, in aggiunta, è vedere le città conquistate dalla gente la notte, vedere vita in piazza, nelle vie! Peccato che non ci sia tale volontà e tanto ostracismo…

Makeover: Preferiresti avere la chioma di Quadri o quella di Schoenenberg ?

 Il ciuffo di Max Ay!

 Caratteri: Meglio la riservatezza di Pronzini o la coerenza di Denti ?

 E la chiamate riservatezza? Aahah. Sembra di rivedere Grillo a momenti…

Strategie social: il bastone rosso di Bertoli o i Beltrauguri?

 Preferisco il nostro piano Tabù: «Quello che nessuno osa proporre!»: http://www.partitocomunista.ch/tabu

 Gioie: Preferiresti affrontare i problemi della vita nello stesso modo in cui il Ticino fa fronte a 1 cm di neve o come Locarno argina il lago?  

Di sicuro cerco di affrontarli non come la nostra classe politica affronta di solito le grandi e piccole sfide…