Politica | 23.02.2019

Elezioni 2019: spazio alle giovani

Text by Redazione | Photos by Redazione
In vista delle imminenti elezioni cantonali Tink.ch dà spazio alle/ai giovani.
Victoria Franchi: candidata n° 73, lista 5
Immagine: Redazione
Come ti chiami? Quanti anni hai? Cosa fai nella vita?

Mi presento, sono Victoria Franchi, sono nata e cresciuta a Gorduno e ho compiuto a gennaio 26 anni. Nel 2017 ho concluso un Master in Economia (Honors Magna Cum Laude), con specializzazione in Management pubblico e politiche pubbliche presso l’Università della Svizzera Italiana a Lugano (USI), dove ho precedentemente concluso il Bachelor in economia. Ho svolto diverse esperienze lavorative, tra cui all’Ente Regionale per lo sviluppo del Bellinzonese e Valli (ERS-BV) a Biasca e alla Fondazione Cardiocentro Ticino a Lugano. Attualmente sono membro della commissione consultiva giovani per la città di Bellinzona e sono già stata Vicepresidente (e rappresentante) dei Giovani Liberali Radicali Bellinzona e Valli (GLRBV) e già Presidente di Model United Nation per l’Università. Attualmente sono candidata al Gran Consiglio con il nr. 73 per il PLRT.

Com’è nata la tua passione per la politica?

Il mio interesse per la politica è nato fin dai tempi dell’adolescenza ed è cresciuto durante il mio percorso di studi in Economia all’Università. Si è poi concretizzato e trasformato in una vera e propria passione durante la partecipazione al comitato dei Giovani Liberali Radicali Bellinzonese e Valli e nel Comitato di Model United Nation. Mi sono candidata perché mi piacerebbe contribuire a risolvere alcuni problemi che vivono i miei concittadini, e che vivo io in prima persona, e vorrei portare nuove idee nel rispetto della tradizione e cultura ticinese.

Giovani politici e senior riescono a collaborare? Cosa rimproveri ai veterani della politica?

Dalla mia esperienza posso dire che i giovani politici e i quelli senior riescono a collaborare, e devono farlo, per avere un giusto equilibrio tra la tradizione e l’innovazione. Tuttavia a volte questa collaborazione non è facile da concretizzare poiché alcuni politici senior argomentano il fatto che i giovani senza esperienza non hanno voce in capitolo e non hanno le competenze adeguate per il dibattito politico. Niente di più sbagliato. Mi rallegra però il fatto che questa tendenza stia pian piano cambiando. Bisogna ricordarsi che i giovani non sono solo il nostro futuro, ma sono già il nostro presente!

I giovani vengono spesso etichettati come troppo impulsivi e con poca esperienza. Come pensi di sfatare il mito e conquistare anche la fiducia dell’elettorato «adulto»?

Posso affermare che nessuno è nato già vissuto! Al riguardo vorrei ricordare ai politici più veterani che anche loro sono passati dalla nostra età senza esperienza e con impulsività, proprio perché è una caratteristica intrinseca dell’essere giovane e, solamente tramite la pratica, hanno potuto fare esperienza e diventare caratterialmente pacati e meditativi, pratica che è stata data loro con fiducia dai veterani del loro tempo.
Per questo vorrei ricordare che come è stata data loro questa possibilità, anche loro dovrebbero darla agli attuali giovani. Personalmente dimostro quotidianamente nella mia sociale, politica e professionale le mie competenze, il mio impegno e la mia passione e questo spero che sia una dimostrazione della mia serietà all’elettorato adulto.

Quali sono le sfide principali che il Ticino e la politica dovranno affrontare?

La prima cosa che il Ticino dovrà affrontare è quella di ricostruire la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni, dato le notizie e i diversi scandali emersi nei due anni passati, perché senza reciproca fiducia il sistema non funziona. A seguito di questa fiducia, a mio avviso, bisogna ricompattare l’unità tra i partiti: voglio ricordare che il fine ultimo della politica è il benessere dei propri cittadini e del territorio e non sono certamente le beghe tra i partiti a creare questo benessere ma piuttosto l’unione e la collaborazione tra di essi. Ricostruita la reciproca fiducia, si devono ascoltare i reali bisogni dei cittadini. Personalmente mi impegnerò a trovare delle soluzioni ai problemi causati dalla libera circolazione, quindi a livello di mercato del lavoro e del traffico transfrontaliero, così come ad altri problemi non derivanti dalla libera circolazione, come il continuo aumento dei premi casse malati e un migliore controllo sugli appalti pubblici, onde evitare il ripetersi di eventi passati.

Pensi che la divisione politica tra partiti di sinistra e destra sia ancora attuale, o bisogna ripensare alla politica anche su questo livello?

Io ho sempre pensato alla politica come un’unione tra partiti e non come una lotta tra partiti. Il nostro paese di fonda su un equilibrio che deriva da posizioni di diversi partiti e non perché io scrivo un 6 su un foglio che tutti vedono un 6: chi è dall’altra parte leggerà un 9, ma non perché legge sbagliato, ma semplicemente perché legge il numero da un altro punto di vista. Non ci sono idee giuste o sbagliate, ci sono idee in base alla situazione in cui si vive e dal punto di vista da cui si guarda, per cui divisione politica o meno, direi che bisogna sempre pensare al rispetto che si deve dare alle idee diverse dalle nostre, sia che arrivino dalla sinistra, dalla destra, dall’alto o dal basso!

Considerando l’evoluzione e l’importanza che hanno giocato i social negli ultimi anni politici, personalmente che ruolo dai loro nella tua campagna?

La comunicazione è una questione molto importante, non solamente in campagna elettorale, e, se devo essere sincera, preferisco comunicare in modo informale, direttamente con il cittadino, a tavolino davanti a un buon caffè, poiché non si possono affrontare e discutere temi importanti via facebook o qualsivoglia social network. Penso che l’incontro «faccia a faccia» sia molto più importante di altri tipi di comunicazione e per questo sono molto disponibile a incontri con i cittadini. Utilizzerò i social, che raggiungono tutta la popolazione, solo con l’obiettivo di fare sapere che sono candidata; il confronto di idee o le discussioni voglio crearle nel mondo reale e non in un mondo virtuale.

A tua avviso nella cerchia politica ticinese servono più donne o più giovani?

Servono sia più donne che giovani. Le donne, perché vedono i problemi da un altro punto di vista rispetto agli uomini e, dal momento che entrambi convivono nella stessa società, trovo giusto che il problema sia vista anche da un altro punto di vista. Non fraintendetemi: molti uomini stanno lavorando molto per salvaguardare i problemi dal punto di vista femminile, ma non potranno difenderli mai con passionalità perché non li vivono in prima persona. Dall’altro servono più giovani perché, considerando l’evoluzione velocissima della società di oggigiorno, servono idee fresche e innovative che interessano proprio loro in primis. Penso per esempio alle difficoltà sul mondo del lavoro o ai problemi degli apprendistati: i più adulti hanno vissuto queste difficoltà in maniera diversa da come li stiamo vivendo noi oggi, semplicemente perché i tempi e la società sono cambiate, quindi sono dell’opinione che solo chi li vive in prima persona debba anche portare voce in capitolo e risolvere questi problemi. Quindi sì, ben vengano più donne e giovani in politica!

IL WOULD YOU RATHER VERSIONE TICINO

Identità ticinese: Ambrì o Lugano?

L’importante è che vinca una squadra ticinese!

Polentagraben: Pasta e ketchup o sandali e calze?

Posso rimanere a digiuno e a piedi nudi?

Utopie: Nel tuo Ticino ideale il TILO arriva sempre in orario oppure preferiresti incontrare gente in città dopo le 22:00?

Il TILO arriva in orario per far arrivare la gente alle 22:00 in città

Makeover: Preferiresti avere la chioma di Quadri o quella di Schoenenberg ?

Mi tengo stretta la mia.

Caratteri: Meglio la riservatezza di Pronzini o la coerenza di Denti?

Se uniamo la riservatezza e la coerenza dovrebbe uscirne la serietà, no?

Strategie social: il bastone rosso di Bertoli o i Beltrauguri?

Preferisco la risata di Zali!

Gioie: Preferiresti affrontare i problemi della vita nello stesso modo in cui il Ticino fa fronte a 1 cm di neve o come Locarno argina il lago?

Bè se voglio sopravvivere, scelgo di sciare sulla neve e di nuotare nel lago.