Politica | 28.02.2019

Elezioni 2019: spazio ai giovani

Text by Redazione | Photos by Marin Mikelin
In vista delle imminenti elezioni cantonali Tink.ch dà spazio alle/ai giovani.
Edoardo Cappelletti, candidato al CdS n° 2, candidato al GC n° 6, lista 9
Immagine: Marin Mikelin
Come ti chiami? Quanti anni hai? Cosa fai nella vita?

Mi chiamo Edoardo, abito a Lugano e ho 24 anni. Al momento studente di Master presso la facoltà di diritto a Friburgo, da molti anni sono impegnato in campo politico e sociale. In modo particolare, ora sono Consigliere comunale di Lugano, Segretario dell’Associazione dei Liberi Pensatori e membro del Comitato Giuridico della Federazione Sindacale Mondiale.

Com’è nata la tua passione per la politica?

La passione politica è nata nei primi anni di liceo, contestualmente a una presa di coscienza che i problemi della nostra società non possono venire risolti individualmente, ma soltanto attraverso una risposta collettiva. Nell’ambito del sindacalismo studentesco mi sono persuaso inoltre che, per vedere realizzate pienamente molte rivendicazioni, alla lotta quotidiana si sarebbe dovuta associare anche la prospettiva di una trasformazione sociale più profonda: un orizzonte che dovrebbe spettare in primo luogo alla politica.

Giovani politici e senior riescono a collaborare? Cosa rimproveri ai veterani della politica?

Tra queste categorie dovrebbe sussistere un rapporto di complementarietà, che cerchi di rifuggire da qualsivoglia sterile conflitto intergenerazionale, in favore di uno scambio di esperienze per natura diverse. Certo è che, alle nostre latitudini, se da un lato non siamo estranei a forme di collaborazione sane e costruttive, dall’altro non sono mancati neanche esempi di reciproca strumentalizzazione. Provocatoriamente, ai veterani della politica potrei comunque rimproverare di lasciarsi troppo influenzare, talvolta, dalla spettacolarizzazione che investe il dibattito politico più recente, che meriterebbe però un capitolo a parte.

I giovani vengono spesso etichettati come troppo impulsivi e con poca esperienza. Come pensi di sfatare il mito e conquistare anche la fiducia dell’elettorato «adulto»?

Come avviene quando si tratta di sfatare qualsiasi altro mito, non si tratta altro che di provare, alla luce dei fatti, il contrario di quanto viene inizialmente asserito. Molto concretamente, penso che questo obiettivo possa venire raggiunto non banalizzando l’attività politica, rifuggendo da una comoda retorica parolaia, per concentrarsi invece sull’approfondimento dei problemi attuali e sulle soluzioni profilate ma praticabili per farvi fronte. Compatibilmente con i naturali limiti che questa comporta, bisogna perciò riconoscere che la giovane età non può sdoganare qualsiasi condotta politica, ma dovrebbe sempre venire accompagnata da una propensione allo studio e al lavoro sul territorio.

Quali sono le sfide principali che il Ticino e la politica dovranno affrontare?

Ad affliggere il Ticino è un’economia ancora troppo improntata al basso valore aggiunto che, con la complicità di un’imprenditoria priva di sensibilità sociale, genera delle condizioni sul mercato del lavoro sempre più preoccupanti. Per questo motivo, una delle sfide principali consisterà nel rilancio di una politica economica virtuosa e nell’introduzione di un salario minimo che sia veramente dignitoso. Nel contempo, per assicurare una più equa redistribuzione della ricchezza occorrerà insistere anche su una maggiore giustizia fiscale, introducendo per esempio un’imposizione progressiva dell’utile delle persone giuridiche.

Pensi che la divisione politica tra partiti di sinistra e destra sia ancora attuale, o bisogna ripensare alla politica anche su questo livello?

Reputo che la divisione tra sinistra e destra sia ancora attuale, e la sua soppressione l’anticamera di un dannoso qualunquismo, secondo cui a guidare la politica dovrebbero essere scelte, prive di alcuna coerenza interna, dettate da una non meglio precisata “ragione oggettiva”. In realtà, la storia dimostra che nelle società umane possono presentarsi sempre degli interessi contrapposti, che prendono appunto la forma di tendenze politiche più o meno definite: una loro convergenza non può certo venire esclusa, ma va riconosciuto partano da assunti di fondo ben distinti.

Considerando l’evoluzione e l’importanza che hanno giocato i social negli ultimi anni politici, personalmente che ruolo dai loro nella tua campagna?

I social network costituiscono un canale senza dubbio importante per la campagna personale, soprattutto per raggiungere quelle persone meno prossime alla consultazione dei media tradizionali.
Più in generale, considero però indispensabile affiancare all’uso di queste piattaforme una presenza reale nel dibattito pubblico e sul territorio, proprio per evitare di creare uno squilibrio fra le due componenti.

A tuo avviso nella cerchia politica ticinese servono più donne o più giovani?

Premettendo che, prima di qualsiasi altro metro di giudizio, considero preponderante quello politico, una maggiore rappresentanza di queste due categorie, da raggiungere secondo le modalità più opportune (non ad esempio le quote rosa), sarebbe a mio avviso auspicabile.

IL WOULD YOU RATHER VERSIONE TICINO

Identità ticinese: Ambrì o Lugano?

Non seguendo l’hokey e avvertendo una potenziale spaccatura nell’elettorato, non posso che esclamare: che vinca il fair play!

Polentagraben: Pasta e ketchup o sandali e calze?

Da studente universitario che, in cucina, cerca di arrangiarsi come può, mi sbilancio sulla pasta e il ketchup.

Utopie: Nel tuo Ticino ideale il TILO arriva sempre in orario oppure preferiresti incontrare gente in città dopo le 22:00?

Gradirei non pensarci: non vorrei illudermi dell’impossibile.

Makeover: Preferiresti avere la chioma di Quadri o quella di Schoenenberg ?

Poco cambia, se aspirassi a indossare il distinto cappello a cilindro di Pamini!

Caratteri: Meglio la riservatezza di Pronzini o la coerenza di Denti ?

Seppure non mi dispiaccia, direi il sorriso di Zali!

Strategie social: il bastone rosso di Bertoli o i Beltrauguri?

Senz’altro i Beltrauguri, molto più diretti e trasversali!

Gioie: Preferiresti affrontare i problemi della vita nello stesso modo in cui il Ticino fa fronte a 1 cm di neve o come Locarno argina il lago?  

Provocatoriamente, preferirei se possibile rimanere in vita.