Politica | 25.02.2019

Elezioni 2019: spazio ai giovani

Text by Redazione | Photos by Redazione
In vista delle imminenti elezioni cantonali Tink.ch dà spazio alle/ai giovani.
Martino Colombo: candidato n° 11, lista 2
Immagine: Redazione
Come ti chiami? Quanti anni hai? Cosa fai nella vita?

Mi chiamo Martino Colombo, ho 25 anni e sono giurista. All’inizio di gennaio ho iniziato i due anni di pratica legale per poter accedere all’esame per poter affrontare l’esame d’avvocatura.

Com’è nata la tua passione per la politica?

La politica in famiglia è sempre stata presente, da ben prima che io venissi al mondo. Intrapresa la strada del Liceo, ho avuto modo di partecipare in modo attivo alla politica studentesca dell’istituto e di fondare amicizie – anche politiche –  che durano ancora oggi.

Una volta arrivato all’Università ho mantenuto l’interesse per la politica e gli studi in diritto mi hanno dato un grande aiuto per poter capire meglio determinati processi della nostra società, nonché per permettermi di dare sostanza alle mie idee. Negli ultimi cinque anni ho inoltre partecipato ad una lunga serie di incontri, dibattiti, manifestazioni e azioni politiche un po’ in tutta la Svizzera, potendo confrontarmi con molte persone sui temi più disparati.

Dopo la positiva esperienza alle elezioni comunali di Bellinzona nel 2017, forte delle esperienze e delle conoscenze acquisite durante gli anni, ho deciso che era giunto il momento di affrontare la campagna per le elezioni cantonali.

Giovani politici e senior riescono a collaborare? Cosa rimproveri ai veterani della politica?

La tendenza ad ottenere il consenso a tutti i costi ha impedito che venissero rimessi in discussione i rapporti di potere nella società e nelle istituzioni. La partecipazioni di giovani e donne, per fare un esempio, non si risolve con liste rivolte a queste specifiche categorie della società, ma apportando quei cambiamenti che permettano finalmente a tutte la fasce della popolazione di poter partecipare alla vita politica in egual modo.

I giovani vengono spesso etichettati come troppo impulsivi e con poca esperienza,. Come pensi di sfatare il mito e conquistare anche la fiducia dell’elettorato «adulto»?

Penso che la mia attività politica dimostri che non sono una persona impulsiva. Mi sono sempre preso il tempo per approfondire i temi su cui mi esprimo, senza cadere in facili semplificazioni o manipolazioni, ma esprimendo dati e fatti in modo preciso.

Ritengo che l’esperienza non è un fattore temporale, ma dipende delle interazioni della vita di ogni persona. Abbiamo assistito ad un triste spettacolo per quanto riguarda le Officine di Bellinzona, con la politica che ha abdicato davanti a pressioni delle FFS. Ecco, penso che gli operai delle Officine hanno sicuramente più esperienza per quanto riguarda il tema che un manager qualunque o di politici che non hanno mai messo piede all’interno dei locali che ospitano le Officine.

Quali sono le sfide principali che il Ticino e la politica dovranno affrontare?

Il Ticino soffre di una grave crisi del mercato del lavoro, che si traduce in salari da fame – compresi quelli dei contratti normali di lavoro emanati dal Cantone –, nell’avere un costante aumento delle persone a beneficio dell’aiuto sociale, e infine in un tasso di povertà tra i più alti della Svizzera. Si deve riportare il lavoratore e le lavoratrice al centro del discorso politico: salari che permettano di vivere senza far capo agli aiuti statali, sicurezza sociale e sanitaria, sicurezza sul lavoro e protezione da abusi e soprusi sul posto di lavoro.

Pensi che la divisione politica tra partiti di sinistra e destra sia ancora attuale, o bisogna ripensare alla politica anche su questo livello?

Penso che la divisione politica sia ancora attuale, ma purtroppo nascosta e dimenticata dietro troppi appelli al consenso a tutti i costi. La destra e la sinistra non sono nate l’altro giorno, e non moriranno certo domani. Le politiche fiscali portate avanti da Governo e Parlamento negli ultimi anni seguono una chiara politica di destra, così come la pianificazione ospedaliera che persegue Beltraminelli è volta ad aprire il libero mercato in campo sanitario. Insomma, destra e sinistra sono ancora ben presenti a tutti i livelli.

Considerando l’evoluzione e l’importanza che hanno giocato i social negli ultimi anni politici, personalmente che ruolo dai loro nella tua campagna?

Utilizzerò la mia pagina Facebook poiché mi permettere di raggiungere un gran numero di persone in breve tempo e con grande facilità. D’altro canto, sono una persona piuttosto riservata e ritengo che quanto qualcuno fa nella propria vita privata non debba essere utilizzato a scopo politico. Quando una persona viene votata più per i selfie e gli aperitivi che per gli argomenti e le posizioni politiche, abbiamo un problema.

A tua avviso nella cerchia politica ticinese servono più donne o più giovani?

Se bisogna arrivare a rispondere ad una domanda del genere vuol dire che c’è qualcosa di strutturalmente sbagliato nel nostro ordinamento politico. Come detto già in una risposta precedente, si devono operare i cambiamenti necessari affinché sia possibile per tutti partecipare attivamente alla vita politica.

IL WOULD YOU RATHER VERSIONE TICINO

Identità ticinese: Ambrì o Lugano?

Bellinzona

Polentagraben: Pasta e ketchup o sandali e calze?

Sandali e calze

Utopie: Nel tuo Ticino ideale il TILO arriva sempre in orario oppure incontri gente in città dopo le 22:00?

Makeover: Preferiresti avere la chioma di Quadri o quella di Schoenenberg ?

Caratteri: Meglio la riservatezza di Pronzini o la coerenza di Denti ?

Decisamente la riservatezza di Pronzini.

Strategie social: il bastone rosso di Bertoli o i Beltrauguri?

Il bastone di Bertoli è utile primariamente a lui e a chi lo incrocia, per esempio, in strada. Delle esternazini di Beltraminelli possiamo sicuramente farne a meno.

Gioie: Preferiresti affrontare i problemi della vita nello stesso modo in cui il Ticino fa fronte a 1 cm di neve o come Locarno argina il lago?