Politica | 30.01.2019

“Salvare la terra non è chiedere la luna”

Sabato 2 febbraio è prevista a Bellinzona la prima manifestazione delle studentesse e degli studenti ticinesi. Sull'onda delle proteste svoltesi in tutto il paese anche il Ticino chiede misure a favore della protezione del clima.
Cari politici, se voi faceste il vostro lavoro noi saremmo a scuola
Immagine: Omar Cartulano

Sabato 2 febbraio ci sarà la prima manifestazione a favore del Clima anche in Ticino.

A livello svizzero, il primo sciopero studentesco si è svolto lo scorso 18 gennaio con ben 8000 partecipanti a Losanna, 4000 a Ginevra, 1500 a Neuchâtel e Zurigo e altri 1000 a Basilea. Allora il Ticino non aveva visto nessuna mobilitazione, ma lo scenario sarà diverso per la prossima fase di proteste: sabato 2 febbraio, infatti, è stata organizzata una manifestazione anche a Bellinzona, in concomitanza con le altre nelle principali città del paese. Le ragazze e i ragazzi ticinesi aggiungeranno così la loro voce al coro chiedendo di essere ascoltati per un intervento serio da parte della politica sulle questioni ambientali, per dichiarare lo stato d’emergenza a livello nazionale e  per un impegno nel raggiungere l’obiettivo di zero emissioni di gas serra entro il 2030. Anche in altre città europee, come Berlino, le ragazze e i ragazzi si stanno facendo sentire, e sull’onda dell’attivista svedese Greta Thunberg (che ogni venerdì salta le lezioni per presenziare di fronte al Parlamento di Stoccolma) rivendicano la loro posizione sulla protezione dell’ambiente e il conseguente futuro delle nuove generazioni.

Il ritrovo per sabato a Bellinzona è alle 15 in Largo Elvezia (nei pressi della Piazza del Sole).