Politica | 18.12.2018

Katowice e il verdetto dei giovani

Text by Laura Dick | Photos by Pixabay
La COP24 si è appena conclusa. Anche tre ticinesi sono partite per la Polonia come osservatrici dell'organizzazione Swiss Youth for Climate. Le abbiamo intervistate.
Immagine: Pixabay

La Conference of the Parties (COP24) si è conclusa il 14 dicembre scorso a Katowice, in Polonia. Organo decisionale per diverse convenzioni internazionali, la COP, in riferimento al clima, aveva visto gli albori in Svizzera, nel 1979. Un paese che sarà forse ricordato come il più contraddittorio durante il dibattito, a causa del controverso voto, poi annullato, sulla regolamentazione della CO2 (ovvero sul commercio dei certificati climatici). Una nota piuttosto amara, ma che non ha impedito l’esito infine positivo (a detta di molti, tra cui WWF, meno per altri, tra cui Greenpeace) per questa edizione numero 24: gli accordi di Parigi sono stati concretizzati e, tra le varie promesse, anche la commissione europea ha sottolineato l’obiettivo delle emissioni Zero entro il 2050.

All’appuntamento di Katowice non sono mancati i giovani. Swiss Youth for Climate (SYFC) è stata una delle associazioni non governative e no profit presenti all’evento. Samia, Veronica e Valentina ci raccontano la loro esperienza.

Samia sulla destra con il presidente della COP24, Michał Kurtyka.

La preparazione

Valentina è al Master in scienze ambientali al politecnico federale di Zurigo. Fa parte di SYFC da settembre e per quest’anno ha partecipato alla global COY (Conference of Youth), che si tiene prima della COP. “È una conferenza di tre giorni”, ci spiega la studentessa, “organizzata dai giovani per i giovani. Si svolge giusto prima dell’annuale conferenza delle nazioni unite sui cambiamenti climatici. Lo scopo di questo evento”, sottolinea, “è quello di condividere esperienze, discutere e soprattutto acquisire conoscenza e capacità riguardo a svariati temi, come il Climate Justice e la Climate policy o lo sviluppo sostenibile. Per i giovani che avranno poi la possibilità di partecipare alla COP”, conclude Valentina, “questo momento permette di capire il funzionamento della Conferenza e di sviluppare strategie per spingere i negoziatori ad ascoltare la voce dei giovani e le loro richieste”. Non è obbligatorio fare parte di un’associazione per parteciparvi, ma Valentina consiglia vivamente di esserlo. “Con SYFC”, spiega, “abbiamo svolto degli eventi preparativi. È utile avere un gruppo di persone che già si conosce e con cui potersi scambiare informazioni, perché succedono tante cose nello stesso momento durante la COY. Vi è spesso una situazione di stress”, aggiunge, “si hanno poche ore per produrre policy papers o statements e si impara quindi a lavorare tutto il giorno intensamente e in modo efficiente. Immagino che”, conclude, “soprattutto durante la COP, questo stress diventi difficile da gestire”.

Valentina

COP24: un’esperienza unica

Veronica, studentessa al Master in ingegneria ambientale, e Samia, laureata in biologia, sono partite proprio per l’attesa COP24, rispettivamente la prima e la seconda settimana. “È stata una bellissima occasione per partecipare a un evento in cui ci sono persone da tutto il mondo”, ci spiega Samia, tornata in Svizzera il 12 dicembre. “Un concentrato di emozioni, una giostra di eventi e conferenze, ma anche proteste, workshop, lobbisti… nella quale si viene catapultati. È quindi anche stancante”. Pure Veronica è rimasta entusiasta, sebbene le negoziazioni in sé non fossero così accattivanti. “Quando sono partita”, ci dice, “non avevo troppe aspettative. Le discussioni sono davvero poco interessanti poiché incentrate solo sui testi. A colpirmi, oltre al fatto di incontrare gente da tutto il mondo, sono state piuttosto le storie di chi vive i cambiamenti climatici in prima persona”. La situazione in alcune parti del mondo è catastrofica. “Qui in Svizzera vediamo ghiacciai che si sciolgono e estati sempre più calde”, spiega Veronica. “La nostra vita quotidiana però non è stata stravolta. Altrove, invece, ci sono persone che devono fuggire dalle loro case a causa dell’innalzamento del livello del mare”.

Veronica

Tra negoziazioni e proteste

“Nelle sale delle negoziazioni il clima è molto freddo e diplomatico”, ci descrive Veronica. “Si parla puramente dei testi dei trattati che devono concretizzarsi. Quest’anno, ad esempio, l’obiettivo era definire il rule book per implementare gli Accordi di Parigi. Un punto  molto discusso del testo”, ci spiega la studentessa d’ingegneria ambientale, “è stato se prendere nota oppure dare il benvenuto al rapporto noto come SR 1.5 della Commissione Intergovernativa Sui Cambiamenti Climatici che dimostra quanto un aumento della temperatura globale di 2°C sia molto grave rispetto a un aumento di “soli” 1,5°C gradi. Questa decisione è cruciale poiché dà all’Accordo di Parigi una linea più precisa”. Infatti nel testo del 2015 si leggeva l’impegno di limitare “ben al di sotto dei 2 gradi Celsius il riscaldamento medio globale rispetto al periodo preindustriale, puntando a un aumento massimo della temperatura pari a 1,5 gradi”.

Oltre che ai dettagli tecnici delle sedute, quali argomenti si trattano per trovare soluzioni concrete ai cambiamenti climatici? “Ogni nazione ha i suoi punti di focus e quindi argomentazioni diverse”, spiega Samia. “In generale, però, si parla di mitigazione della CO2. La soluzione discussa è quasi sempre il passaggio da energia fossile a rinnovabile”. Recentemente si parla molto dell’impatto dell’industria della carne. Anche questa è un’argomentazione sentita nell’arena? “Poco”, risponde Samia, “anche se è un tema che tutti conoscono. Forse non se ne parla abbastanza, così come non si parla di altri temi”, aggiunge. “Ci si focalizza su quelli più immediati da comprendere per la popolazione”.

Swiss Youth for Climate partecipa alla COP come osservatore. Tuttavia anche le occasioni per passare all’azione non sono mancate. “Un esempio”, ci illustra Veronica, “è stato quello di cercare di fare lobby sulle parti che bloccano le negoziazioni. Questo consiste nel chiedere l’organizzazione di bilaterali, ovvero delle discussioni fuori arena, al fine di far sbloccare le decisioni”. Altre sono le opzioni meno diplomatiche. “Spesso erano messe in atto delle proteste”, racconta Veronica “la nostra, di Swiss Youth for Climate, è stata quella con il motto “Everything is moving too slowly we have to act now”. Questo perché”, ci spiega,” nell’arena delle negoziazioni l’urgenza di fare qualcosa non si percepisce abbastanza, secondo noi”.

Durante una protesta al COP24. Fonte: Swiss Youth for Climate

I prossimi passi

Sta diventando virale il video in cui la quindicenne Greta Thunberg esprime l’opinione della sua generazione alla fine della COP24. Greta afferma nel suo discorso, pronunciato davanti ai leader della Commissione, che i politici non hanno ascoltato abbastanza i giovani e che i cambiamenti climatici sono imminenti. Qualche lettore si troverà d’accordo con questa schietta posizione e si chiederà, forse, quale sia la soluzione da adottare per uscire da questo stato d’urgenza e perché, dalla nascita della COP, ancora non è stata ancora adottata. “Se qualcuno avesse la soluzione in tasca, sarebbe bello”, ribatte Veronica. “Purtroppo i cambiamenti climatici sono un problema così vasto, che tocca anche altri campi, ad esempio quello dei diritti umani. È un insieme di cose. Un punto principale per mitigare i cambiamenti climatici”, sottolinea, “è smettere i sussidiari carburanti fossili, ma soprattutto, e in generale, ci vogliono i soldi”. Veronica ne è convinta. “Un fondo per sostenere gli adattamenti e le perdite dovuti ai cambiamenti climatici esiste già. È il Green Climate Found, ma ancora non è chiaro come si arriverà ai 100 miliardi annui previsti”.

Pazienza, coscienza e tanto lavoro. Questi, dunque, gli elementi essenziali per continuare a combattere i cambiamenti climatici. Per chi fosse interessato a conoscere meglio Swiss Youth for Climate, l’associazione ha in programma due eventi in Ticino. Il 27 e il 28 dicembre a Locarno si tratterà di alimentazione, di mobilità e di eco-turismo. Giovani e i meno giovani sono tutti invitati a parteciparvi.


Altre informazione: pagina FB di Swiss Youth for Climate Informazioni riguardo alla COY.