Cultura | 17.10.2018

Dietro una melodia c’è sempre un messaggio

Ieri vi abbiamo presentato i Sun Over Waves e la nascita del nuovo progetto Wise Monkeys Lab. In quell'occasione, abbiamo discusso con Jamike anche del processo creativo che conduce alla creazione delle sue canzoni e del significato di alcuni dei suoi testi.
Immagine: Gabriele Spalluto

Nel corso dell’intervista a Michelangelo Cavadini, cantante dei Sun Over Waves prima, e dei Wise Monkeys Lab dopo, ci siamo permessi di porgli qualche domanda sul processo creativo che soggiace alla stesura di testo e musica di una canzone. Molto spesso infatti si tende a ignorare quello che è un aspetto fondamentale di un brano, ossia il messaggio che vuole veicolare così come le emozioni e le impressioni che vuole esprimere.

La Notte

Il primo pezzo selezionato è «La Notte», un titolo strettamente legato al contenuto, visto che la notte è la protagonista indiscussa: «qui voglio esprimere il fatto che la notte ispira la maggior parte delle mie canzoni, essendo che spesso soffro di insonnia e mi ritrovo seduto a scrivere invece che a dormire. Come dico e ripeto nel ritornello, è la mia migliore amica, mi culla da una vita. È come se fosse la mia musa ispiratrice».

Oltre a questo, come risulta dal passaggio «adoro guardare di notte verso il cielo, perché non riconosco delle nubi dal sereno», si vuole sottolineare come «la notte mi calmi e mi permetta di ragionare più serenamente, visto che le ansie legate al giorno scompaiono». Nel video si vede inoltre spesso un ruscello che scorre, questo perché «tutto scorre e non si ferma, il mondo e tutto ciò che ci circonda, come sappiamo, è effimero, soprattutto se confrontato con il buio infinito della notte o alla morte, che è definitiva».

Foto: Marco Camozzi

Nodi in Gola

«Nodi in Gola» è invece un brano molto più arrabbiato: «l’ho scritto in un periodo molto difficile. Ero stato selezionato per partecipare a Sanremo Giovani, poi non mi avevano più fatto sapere nulla e dopo un po’ di tempo scopro che la mia canzone è stata copiata da un’altra artista! In quel momento ero abbastanza schifato, con questo si spiega il passaggio «se penso a questa industria (della musica, ndr), penso a Cosa Nostra». Come si capisce dal testo, ero davvero incazzato, non sentivo riconosciuti i miei sforzi».

Si aggiungono poi altri elementi dovuti a esperienze negative vissute quotidianamente: «andavo a scuola, studiavo, facevo sport, uscivo con gli amici; insomma, ero un ragazzo più che normale. Però venivo preso di mira dai «benpensanti» e dalla polizia, semplicemente perché avevo i capelli rasta e quindi il mio aspetto esteriore non era conforme a quello della maggior parte della gente. Ho iniziato a capire che alle persone non importa davvero quello che fai, ma solo come appari; uno schifo insomma, da qui l’incazzatura e la durezza di questo pezzo».

Fire in my Head

L’ultima proposta è «Fire in my Head», una canzone questa che potremmo definire più filosofica, considerando come l’espressione «fuoco nella mia testa» voglia esprimere «che sto pensando, che mi brucia la testa, ma sono qua, sono vivo. Pensare troppo però fa male e ti porta a non fare più nulla, per questo faccio delle rime sulla continua battaglia tra ragione e sentimento, tra queste due fazioni che si scontrano: bisogna trovare il giusto compromesso tra i due. Il fatto di porsi queste domande mi fa però capire che sono vivo, finché ho il fuoco nella testa». Inoltre, Jamike vuole farci capire che questa condizione è ciò che ci rende umani:

«tutti abbiamo paura, ci sentiamo insicuri, e questo ci accomuna. Ma dovremmo cercare di andare avanti lo stesso, di non vivere nel rimorso o come fossimo giocattoli. Dobbiamo essere contenti, perché se stiamo pensando, vuol dire che stiamo vivendo! È la natura umana».