Cultura | 23.07.2018

Takeover di Shendra Stucki

Text by Shendra Stucki | Photos by Shendra Stucki
Tink.ch ogni mese offre la possibilità a giovani ticinesi di mostrare le proprie illustrazioni, immagini, fotografie e/o opere attraverso un takeover.
Immagine: Shendra Stucki

Chi è Shendra Stucki, artista internazionale?

Mi chiamo Shendra Stucki sono nata in Australia, cresciuta in Svizzera, attualmente vivo a Praga e voglio sposare un messicano.
L’arte è il mio modo di essere, il mio modo di esprimermi e il mio modo di fare. Fra performances, video, fotografia, collages, disegni, murales, sculture e installazioni mi diletto per cercare ogni metodo possibile per esprimere il mio linguaggio artistico. Non mi do limiti e sperimento di tutto. Le tematiche che mi stanno a cuore sono più che altro messaggi personali che rivolgo all’intera umanità. Siamo tutti connessi, non solo fra di noi, ma con tutto quello che ci circonda. L’unione porta alla vittoria, il vero benessere è la libertà, vita come sistema perfetto.

Resistenza collettiva

Pensando al titolo della mostra «ohm sweet ohm», alla tematica della resistenza e al luogo, mi sono subito immaginata un numero indefinito di braccia protese verso il cielo che escono dal pavimento in cerca di giustizia. L’ umanità intera rappresentata da persone di ogni sesso e età. Da qui nasce l’ ironia, siamo in una chiesa, dove possiamo immaginare mani di defunti (o non), fedeli (o non) che cercano una via di fuga, una risposta o un aiuto del divino.
Ho quindi voluto coinvolgere le persone del villaggio per sapere la loro opinione. 10 minuti per fare un calco, qualche domanda per passare il tempo ed è nata l’installazione: le braccia di ogni singola persona, spinta dai propri impulsi positivi, generano un unica carica di energia superiore ad ogni istituzione e ostacolo. Un autentico simbolo di resistenza collettiva.

Cavi

I cavi sono arrivati durante l’ultimo anno dell’accademia: ho iniziato a pensare di rappresentare la città attraverso qualcosa che non si vede, ma che potesse riprodurre esattamente quello che sta in superficie. Sotto le strade gli stessi percorsi, nei muri delle case fino ai nostri elettrodomestici. Il cavo è una linea che porta energia. Energia uguale vita, quindi possiamo collegarci ad ogni essere vivente che contiene linee di energia che lo uniscono al resto del mondo e lo fanno vivere. Gli alberi, radici e canali di linfa; gli animali fino all’essere umano, sistema nervoso e vene.

Uniposter

Uniposter: è una parola che ho inventato composta da unico e poster. I poster di solito sono immagini riprodotte a livello industriale. I miei sono unici poiché l’originale è un collage formato da un immagine A4. L’immagine è incollata nel quaderno ed è tratta da una rivista o giornale, composta con altre parti di immagine e su cui intervengo poi dipingendo o colorando con pennarelli.

Perché gridiamo?

Perché gridiamo? Paura, gioia, rabbia, dolore. Ho voluto rappresentare una situazione fra due individui di sesso opposto, che ho poi caratterizzato con diversità assoluta come venissero da due pianeti diversi. Lei, una fotografia reale, incorniciata, la bocca chiusa da una semisfera di plastica, comunica attraverso un mega microchip che crea dei cavi elettrici che invadono lo spazio. Lui è un disegno su un muro, androidico, un po’ cyborg. Il suo linguaggio, fili di lana rossi tesissimi, non entra nella cornice di lei e non la raggiunge. Per questo grida. Grida per incomprensione, per non essere stato ascoltato, per non parlare la stessa lingua, o meglio comunicare diversamente.