Cultura | 22.07.2018

Il Paléo è «quelque chose»

Text by Omar Cartulano | Photos by Omar Cartulano
43 anni e non sentirli: il Paléo Festival di Nyon continua ad accendere l'estate romanda. Il racconto di un mercoledì arroventato...
  • © Cartulano - Angèle al Paléo Festival 2018

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  • © Cartulano - Paléo Festival Nyon 2018 (2)

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  • © Cartulano - Paléo Festival Nyon 2018

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  • © Cartulano - Paléo Festival Nyon 2018

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  • © Cartulano - Paléo Festival Nyon 2018

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  • © Cartulano - Paléo Festival Nyon 2018

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  • © Cartulano - Paléo Festival Nyon 2018

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  • © Cartulano - Angèle al Paléo Festival 2018

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  • © Cartulano - Angèle al Paléo Festival 2018

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  • © Cartulano - BRMC al Paléo Festival 2018

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  • © Cartulano - BRMC al Paléo Festival 2018

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  • © Cartulano - BRMC al Paléo Festival 2018

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  • © Cartulano - BRMC al Paléo Festival 2018

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  • © Cartulano - BRMC al Paléo Festival 2018

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  • © Cartulano - BRMC al Paléo Festival 2018

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  • © Cartulano - BRMC al Paléo Festival 2018

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  • © Cartulano - BRMC al Paléo Festival 2018

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  • Paléo

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  • Paléo

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  • © Cartulano - Magic & Naked al Paléo Festival 2018

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  • © Cartulano - Magic & Naked al Paléo Festival 2018

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    Immagine: Festival goers listen Brandon Flowers of the US band The Killers performing under falling confetti in front of the main stage during the 43th edition of the Paleo Festival, in Nyon, Switzerland, Wednesday, July 18, 2018. The Paleo is the largest open-air music festival in the western part of Switzerland with 230'000 spectators in six days and will take place from the 17th to 22th of July. (KEYSTONE/Pool/Laurent Gillieron) - 25 / 25

Quando in Svizzera dici festival open air, non puoi che pensare al Paléo. Con buona pace degli svizzeri tedeschi e degli appuntamenti di Frauenfeld e San Gallo o del Gurten e del Greenfield, la palma di open air musicale più grande della Confederazione è affare francofono e spetta all’appuntamento in riva al Lemano, che dal 1976 a oggi si è guadagnato una fama leggendaria. A giusta ragione, oppure no? Armati di fotocamera e tanta voglia di divertirsi siamo andati a scoprirlo per voi nella seconda giornata della 43esima edizione.

Il mondo in 84 ettari

© Cartulano – Paléo Festival Nyon 2018

230mila spettatori in 6 giorni, circa 4’800 collaboratori, quasi 1’500 tra musicisti e tecnici, più di 500 giornalisti e operatori del settore. Sulla «plaine de l’Asse» di Nyon tra il 17 e il 22 luglio non ci si sente di certo soli. A fronte di un budget che per il 2018 si attesta attorno a circa 27 milioni di franchi, il festival vodese propone un programma per tutti i gusti, che spazia tra i più disparati generi musicali e abbraccia spesso e volentieri anche altre arti, all’ombra dei palchi principali. Nello spazio della Ruche vanno in scena spettacoli teatrali, circensi e molto altro, mentre al Village du Monde ogni anno si va alla scoperta di altre culture, in questo caso dell’Europa del sud, in collaborazione peraltro con l’organizzazione umanitaria SOS Mediterranée.

Alla scoperta della scena francofona

Malgrado il caldo canicolare invogliasse solamente a godersi un drink rinfrescante all’ombra di una delle varie realizzazioni artistiche, non è stato troppo difficile lasciarsi convincere dalla padrona dell’evento a sudare le proverbiali sette camicie sotto il sole e nell’aria opprimente dei tendoni. La musica del Paléo è infatti ricca di piacevoli scoperte, nonché di grandi nomi, garanzia di qualità e spettacolarità e la giornata di mercoledì 18 luglio ce lo ha indubbiamente confermato. Partiti con le atmosfere oniriche dei ginevrini Magic & Naked, siamo subito passati oltreconfine per scoprire Eddy De Pretto, la nuova rivelazione del cantautorato francese, che ha scaldato l’ugola dei francofoni per l’arrivo sulla Grande Scène di Vianney. Un po’ turbati dalla spiacevole sensazione di essere gli unici a non conoscere a menadito i testi dei due artisti transalpini, siamo andati a rifugiarci nelle atmosfere più tetre dei belgi Warhaus, ideali apripista per il rock più duro dei Black Rebel Motorcycle Club. I californiani hanno messo in campo tutta la qualità e la potenza del loro sound, non riuscendo però a coinvolgerci come ci saremmo aspettati da un gruppo del loro spessore. Poco male, basta fare pochi metri e si cambia totalmente universo: la sorridente e vivace Angèle ci accoglie nella Club Tent dimostrandoci di meritare l’hype che si è scatenato attorno a lei a Bruxelles e dintorni negli ultimi mesi.

«Makeba, ma qué bella»

© Tink.ch_Keystone Pool_Laurent Gilliéron – The Killers al Paléo Festival 2018

A questo punto, accaldati e affamati, vorremmo prenderci il tempo per provare qualche specialità nelle centinaia di stand gastronomici presenti. Non ce n’è però veramente l’opportunità, il Paléo impone un ritmo forsennato, devono ancora salire sul campo gli assi della serata. Dapprima il pop di Jain manda in visibilio il pubblico vodese, piacevolmente costretto a saltare e ballare sulle note di «Come» e «Makeba», poi gli MGMT incantano i palati più raffinati con le loro sontuose e psichedeliche sonorità che sfociano nella festosa «Kids», presentata con un eccellente arrangiamento elettronico, perfetto per una serata da dancefloor. Se il duo newyorchese si è però dimostrato come sempre molto schivo nel rapporto col pubblico, al contrario gli headliner della serata hanno sfoggiato tutta la loro simpatica sfrontataggine. Una hit dopo l’altra, i The Killers hanno presentato il meglio della loro produzione, facendo cantare e sognare le decine e decine di migliaia di festivalieri assiepati di fronte al palco principale per uno dei gruppi più attesi della 43esima edizione, al debutto a Nyon. Sarà forse per questo che al carismatico frontman sia scappato un «Hello Geneva!» che ha fatto trasalire metà del pubblico, subito rinfrancato dal «kitsch made in Las Vegas» che ha calzato a pennello quale travolgente conclusione di una grande giornata di festa. «Ah oui, c’était quelque chose!» afferma sospirando una signora di mezza età, travolta dalle note finali di «Mr Brightside»… Eh sì, cara signora, dalle nostre parti diremmo probabilmente «tanta roba»!

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