Società | 07.04.2018

Tampone addio, coppetta amore mio

Text by Laura Dick | Photos by menstrualcup.com
Inventata da Leona W. Chalmers, quasi un secolo fa, ha avuto un grande riscontro nelle vendite solo negli ultimi anni. Stiamo parlando della coppa mestruale in silicone medicale.
Immagine: menstrualcup.com

Discreta, ecologica e priva – si dice – di sostanze tossiche, come di pesticidi presenti nel cotone degli assorbenti interni. La coppetta mestruale sembra una rivoluzione snobbata del passato che sta per rivoluzionare il futuro. Di sicuro, più “verde” delle protezioni intime usa e getta lo è: Ocean Conservancy dichiara che più di 27.000 tamponi sono stati raccolti dalle acque marine nel 2013. Pochi, se si stima che una donna, nel corso della sua vita, utilizza 11’000 assorbenti. L’utilizzo della coppa in silicone diminuirebbe certo questo inquinamento. Ma alcuni dubbi relativi all’igiene e la pericolosità di uno shock tossico sono stati sollevati al riguardo.

« Una rivoluzione per lo sport »

Per Taïmi, 25 anni, la coppa in silicone è stata una rivoluzione. Avendo una vita molto attiva, i tamponi non erano la situazione ideale: “Mi hanno sempre dato fastidio”, dichiara Taïmi. “Il grande inconveniente era quello di doversi cambiare ogni volta che andavo al bagno. Inoltre, visto che faccio molto sport, il tampone non era comodo perché si muoveva in continuazione.” La soluzione è quindi arrivata tramite passaparola. “Un’amica la usa da diversi anni. Diceva che funzionava bene e mi ha convinto a provarla. È stata una rivoluzione, soprattutto per le mie attività sportive. Per quanto riguarda esperienze negative”, aggiunge la ragazza, “non conosco nessuno che sia contrario al suo impiego, ma piuttosto che ha paura a provare o ha dolore ad usarla.”

Silvia, 27 anni, non la utilizza e ha i suoi buoni motivi. “La prima volta in cui ne ho sentito parlare è stato tramite la mia ginecologa, perché si discuteva dell’allergia al lattice. Mi ha fatto presente che la coppetta, essendo di silicone, potrebbe essere una potenziale fonte di intolleranza. Non la uso per questo motivo. È ecologica e ne sono convinta, però non la trovo priva di rischi e neppure igienica. Gli assorbenti mi sembrano molto più prudenti.”

“Non è una rivoluzione ma un’alternativa”

L’igiene e le allergie sembrano quindi rimanere due problemi principali nei riguardi delle coppette. Abbiamo chiesto a Irene Sandmeier, ginecologa da oltre 25 anni, di chiarire alcuni punti. “Non avevo mai sentito parlare di questa coppetta prima di qualche anno fa. Attualmente c’è una grande richiesta. Probabilmente tante donne si stanno interessando di più al proprio corpo. Anche l’idea della pillola sembra non essere più in voga. Le diete vegetariane, vegane, le alternative naturali offrono nel loro complesso un contesto molto green”, spiega la Dottoressa Sandmeier. “Non ho riscontrato nessun effetto negativo nell’uso della coppetta. Ci hanno solo riferito che bisogna fare particolare attenzione quando si usa al contempo la spirale,” sottolinea la dottoressa. “La rimozione della coppetta potrebbe far uscire anche l’anticoncezionale. Io trovo sia una cosa rara, ma bisogna comunque informare la paziente.” Attenzione anche alle allergie: bisogna cercare delle coppette senza latex, se si vuole optare per questa alternativa senza rischi. Per quanto riguarda l’igiene, invece, non sembrerebbero esserci grandi rischi. “La coppetta è fatta di gomma e si lava semplicemente con acqua”, spiega la dottoressa. “Si sono ipotizzati problemi come lo shock tossico, ma finora personalmente non ho sentito nessun caso. Aggiungerei anche che questi casi sono molto rari. Ho avuto pazienti che si sono dimenticate il tampone interno per lungo tempo e l’unico inconveniente è stato l’odore sgradevole”. Ci troviamo quindi davanti ad una rivoluzione? “Non direi”, controbatte la dottoressa, “è un’alternativa, ma non è la soluzione per tutte le donne.”

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