23.04.2018

GIMUN e i diplomatici di domani

Dal 24 al 29 marzo più di 300 studenti universitari hanno potuto rappresentare i diplomatici dei paesi membri dell'ONU all'interno del Palazzo delle Nazioni a Ginevra.
Immagine: Ruben Eero Semmerling e Aijan Muktar

La simulazione svoltasi all’interno dell’ONU, verso fine marzo, è stata organizzata dal Ginevra International Model United Nations (GIMUN), un’organizzazione che mira ad avvicinare gli studenti al mondo internazionale, all’ONU e ai meccanismi della negoziazione. Ogni anno GIMUN allestisce una conferenza che attira studenti da tutto il mondo, interessati a mettersi in gioco a trovare soluzioni ai maggiori problemi che affliggono il pianeta e che, sempre di più, devono essere affrontati attraverso la cooperazione internazionale.

Ad ogni partecipante viene attribuito un Paese e il compito di rappresentarlo e difenderne gli interessi.  Prima di arrivare alla conferenza, ognuno ha dunque dovuto prepararsi a lungo in modo da essere sufficientemente esperto sull’argomento trattato, nello specifico sulla politica, la storia e l’economia del paese che si è trovato a rappresentare. Infatti, solo con una buona conoscenza di questi elementi chiave è possibile dare il meglio di sé durante la fase di negoziazione.

Dopo due giorni di preparazione all’Università di Ginevra gli studenti si sono spostati all’interno del Palazzo delle Nazioni Unite a Ginevra, e la vera e propria simulazione ha così avuto inizio.

Dopo la cerimonia di apertura alla quale ha partecipato anche l’ambasciatore della Missione svizzera all’ONU, Valentin Zellweger, i partecipanti sono stati divisi in sei Comitati differenti: il Consiglio di Sicurezza, la Lega Araba, il Consiglio economico e sociale, l’ONU donne, il Consiglio dei Diritti Umani e l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ogni comitato si è occupato di una sfida differente per la quale ha tentato di escogitare delle soluzioni creative ed efficaci. Per esempio, i rappresentanti dei paesi membri del Consiglio di Sicurezza hanno dovuto negoziare la fine della guerra in Yemen, mentre i rappresentanti della Lega Araba si sono scervellati cercando di combattere il finanziamento del terrorismo e diversificare le economie dei paesi arabi, spesso monosettoriali e dipendenti dal petrolio.

 

Immagine di: Lucien Fortunati

Durante quattro intensi giorni i ragazzi e le ragazze hanno discusso in lungo e in largo sollevando mozioni e utilizzando le strategiche pause caffè per riuscire a individuare potenziali alleati a sostegno di un particolare progetto da includere nella risoluzione finale. Ogni parola è stata istantaneamente interpretata in un’altra lingua da un team di studenti d’interpretazione, anch’essi arrivati da più continenti per poter fare dell’esperienza. Due moderatori esperti in ogni Comitato hanno assicurato che le negoziazioni si svolgessero fluidamente e degli studenti in giornalismo hanno garantito la copertura mediatica dell’evento. Ogni sera, per rilassarsi con i delegati degli Stati acerrimi nemici, i responsabili delle «attività culturali» di GIMUN hanno organizzato eventi diversi: dalla fondue, alla serata di gala, passando per una serata bar e una discoteca.

Dopo i primi momenti in cui nessuno sapeva bene da che parte della matassa cominciare a svolgere il filo, il dibattito si è fatto acceso e gli interventi sempre più pertinenti. I delegati son diventati sempre più efficienti nel promuovere le loro idee parlando entro i tempi limiti nelle due lingue di GIMUN: il francese e l’inglese. Poco alla volta le voci tremanti si sono fatte più sicure e i momenti di divertimento non sono mancati.

Giovedì, l’ultimo giorno della conferenza, i differenti Comitati hanno dovuto presentare, modificare e infine votare le differenti risoluzioni frutto dei quattro giorni di lavoro. Nonostante la stanchezza dovuta alle lunghe negoziazioni ed alle serate di festa, ogni Comitato è riuscito a produrre dei testi contenenti – oltre al puro sfoggio di dialettica diplomatica – anche idee pratiche ed originali.

È improbabile che delle soluzioni proposte durante GIMUN possano essere utilizzate nella realtà, dato che spesso non tengono conto dei rapporti di forza che si mettono in azione durante una negoziazione reale. Ciò nonostante, lo scopo di GIMUN è stato pienamente raggiunto poiché l’organizzazione desidera mostrare ai giovani uno scorcio del mondo della negoziazione e aiutarli a comprenderne il funzionamento; il tutto creando amicizie, mettendosi alla prova e facendo un’esperienza che si porteranno appresso… magari anche in un futuro da diplomatici veri!

Immagine di: Ruben Eero Semmerling e Aijan Muktar