Società | 31.03.2018

Swiss Youth for Climate apre in Ticino

Venerdì 30 marzo è stato organizzato il primo "Climate Beer Ticino". È stato un successo, indice di un grande interesse nel Cantone per i temi legati ai cambiamenti climatici.
Immagine: Swiss Youth for Climate Change

La Swiss Youth for Climate (SYC) è attiva da due anni al fine di informare e introdurre i giovani al dibattito politico attorno ai cambiamenti climatici. Si dichiara apolitica e senza scopi lucrativi. I rappresentanti della gioventù svizzera presso le Nazioni Unite (Youth Reps) hanno costituito il nucleo originale dell’idea. L’associazione fa quindi da ponte tra il locale, il nazionale e l’internazionale. Da un mese, cinque ragazzi ticinesi hanno deciso di aprire una sezione anche per il Cantone italofono. A questo scopo, il comitato ha invitato i giovani ad un aperitivo intitolato “Climate Beer Ticino”, riscontrando un grande successo.

La fine di Kyoto II, un nuovo inizio

“La SYC nasce nel 2015 per due motivi”, ci spiega Benedikt Knüsel, responsabile della comunicazione del comitato nazionale. “Da una parte, una delle nostre fondatrici, Océane Dayer, era la rappresentante ufficiale della Svizzera alle Nazioni Unite in quell’anno e partecipò alla Conferenza di Parigi. Dall’altra parte, sapevamo che quello doveva essere il punto decisivo per discutere un nuovo accordo sul clima, poiché il vecchio Kyoto II era scaduto, e quindi volevamo partecipare fin dall’inizio. A livello nazionale”, continua Benedikt, “contiamo attualmente 130 membri. Per quanto riguarda il riscontro tra il grande pubblico, posso dire che a Zurigo, dove vivo, i nostri eventi richiamano tra le 20 e le 50 persone”.

Informiamoci sull’impatto delle attività industriali. Foto: Laura Dick

“Vogliamo accendere il dibattito tra i giovani ticinesi”

Ha conosciuto Swiss Youth for Climate tramite il gruppo regionale presente nella città vodese ed è interessata soprattutto alle questioni politiche. Martina Rapp studia scienze ambientali a Losanna al terzo anno di Bachelor. Da un mese ha creato la sezione ticinese assieme a quattro compagni. “Abbiamo deciso di fare qualcosa in Ticino riguardo all’informazione e al dibattito tra i giovani sulle questioni ambientali che secondo noi mancavano”, ci spiega Martina. “All’inizio c’era l’idea di entrare nella sezione di Losanna, poi abbiamo deciso di fare la differenza nel nostro territorio. Vorremmo avere un profilo misto delle persone che parteciperanno, non solo scientifico”, sottolinea. “Già all’interno del nostro comitato abbiamo interessi diversi: a me appassiona di più la questione politica, ad altri gli argomenti prettamente più scientifici. Tutti possono fare la differenza”. Proprio per questo anche gli eventi organizzati sono rivolti ad un pubblico eterogeneo: “Non sono solo conferenze, a Losanna si è organizzato ad esempio uno spettacolo teatrale legato al clima”.

“In tutti i contesti si può parlare dei cambiamenti climatici, proprio perché è una cosa che ci tocca tutti”.

Alle COP per cambiare il mondo

Uno degli obiettivi dell’associazione è quello di partecipare alle Conference of Parties (COP) come rappresentate della società civile. Martina ci spiega in cosa consiste: “I delegati delle nazioni interessate alle questioni ambientali discutono in una conferenza annuale riguardo ai limiti da porsi e agli obiettivi raggiunti. Le COP sono diventate determinanti specialmente in seguito alla Conferenza di Parigi (la COP21, N.d.A.). Io personalmente non ho ancora presenziato, ma parteciperò alla prossima edizione inter-sessionale, dove si discutono gli obiettivi raggiunti. Sarò quindi presente a Bonn in maggio come osservatore”. Abbiamo raccolto anche la testimonianza di Benedikt Knüsel, che ha partecipato alla COP22 a Marrakech in Marocco. Un’edizione abbastanza memorabile: “La cosa interessante di questo appuntamento è che fu in contemporanea con le elezioni americane. L’arrivo di Donald Trump alla testa del governo statunitense fu la grande ombra scagliata sulla COP22, poiché cambiò davvero il corso delle negoziazioni. Tuttavia” aggiunge Benedikt, “fu un’esperienza bellissima perché puoi davvero provare a fare la differenza. Di solito la SYC partecipa come membro della società civile in questi eventi e quindi abbiamo un ruolo di osservatore. Ma la mia impressione generale è che puoi davvero avere uno dibattito con i membri delle delegazioni ufficiali e cercare di influenzare l’agenda. Quello che ispira molto” sottolinea Benedikt, “è la presenza di numerosi giovani da ogni parte del mondo venuti a difendere lo stesso obiettivo”.

Benedikt sostiene che sia difficile rispondere  se esiste  una tipica opinione svizzera riguardo a questi temi, rispetto ad altri paesi, soprattutto non europei. “Generalmente la delegazione deve seguire la linea imposta dal Governo, quindi il nostro Paese è sicuramente uno di quelli che più punta alla trasparenza. Il controllo delle istituzioni è sicuramente un tipico cavallo di battaglia svizzero”, conclude Benedikt.

Evento puntuale in Ticino per i prossimi mesi saranno le Climate Beer e si pensa di organizzare un grande evento entro giugno. Di anticipazioni però, non si possono ancora fare”. Dipenderà molto da quanti nuovi membri riusciremo a reclutare”, ci dice Martina. “Dopodiché qualsiasi progetto interessante potrà venir organizzato. Se non sarà giugno, sarà settembre”.

Pagina Facebook Swiss Youth for Climate

Per ulteriori informazioni rivolgersi a regio.ticino@syfc.ch

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