Politica | 06.03.2018

Elezioni italiane, e ora?

Text by Giorgia Bazzuri | Photos by Alex Di Gregorio
Per capire il caos dei risultati delle elezioni politiche in Italia e il perché da quando si sono deli-neati i risultati si sente spesso «E ora che si fa?».
Immagine: Alex Di Gregorio

L’Europa intera ieri e oggi è stata col fiato sospeso a seguire i risultati delle elezioni italiane e come aveva dichiarato il capo della Commissione europea Juncker, costretto poi a correggersi, la più grande paura era che in Italia non ci fosse un governo in grado di operare.
Ed è andata proprio così perché di fatto non ha vinto nessuno. Per formare un governo, una coalizione o un partito si avrebbe avuto bisogno del 40 percento delle preferenze, ma nessuno è riuscito a raggiungere questa soglia.

Vittoria del populismo, la sinistra affonda

Nonostante nessuno abbia conquistato la «grande vittoria», a uscire vittoriosi da queste elezioni sono indubbiamente Salvini e Di Maio. La fetta più grossa delle preferenze viene infatti portata a casa dalla coalizione di centro destra, 36 percento, in cui la Lega di Salvini supera Forza Italia di Berlusconi, che rivela essersi non poi così indistruttibile. Infondo, nonostante la chirurgia, gli anni passano anche per lui.

Il Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio con un 32.5 percento di voti, diventa il primo partito del paese. Sono passati undici anni dal primo «Vaffa Day» di Beppe Grillo che dà il via al movimento di protesta che non si professa né di destra né di sinistra. Riassumendo: il primo partita è fondato da un comico divenuto blogger che urlava dei bei «vaffanculo» nelle piazze e il suo candidato premier ha 31 anni.

Di gran lunga inferiori i voti per la coalizione di centro sinistra (23 percento). Se Di Maio e Salvini sono i vincitori parziali, sicuramente la sinistra italiana, e in particolar modo il PD e Renzi, sono i grandi sconfitti. Per Renzi è la seconda disfatta politica, dopo quella del referendum male impostato del dicembre 2016 che lo aveva portato a dichiarare il suo ritiro dal mondo politico per poi non rispettare la promessa. Ora però le dimissioni sembrano definitive. «Renzi si è dimesso. Missione compiuta, ora tirate fuori i risultati veri» (Spinoza). Diciamocelo, la satira politica ha sempre il suo perché.

Situazione di stallo. E ora?

Sta di fatto che in assenza del raggiungimento della maggioranza da parte di una forza politica tocca al presidente Mattarella decidere a chi e come spetta formare il nuovo governo e visti i risultati contrastanti non sarà un rebus facile da risolvere. Le alternative sono o dare il governo in mano al centro destra, e quindi la carica di premier a Salvini, oppure a di Maio e ai suoi Cinquestelle. Nel primo caso il primo partito del paese (titolo conquistato con un ampio margine di vittoria) non verrebbe tenuto in considerazione mentre nel secondo verrebbe penalizzata la coalizione che più si è avvicinata al 40 percento necessario a governare.
Ora c’è da vedere se si creeranno nuove alleanze politiche. Se Di Maio verrà a meno al principio dei Cinquestelle di non allearsi con nessuno e Salvini abbandonerà Berlusconi e la sua coalizione per un proprio interesse. Oppure, visto che è dell’Italia che stiamo parlando, se entreranno altre forze in gioco «regalando» a tutti un colpo di scena finale. In ogni caso, per il nuovo governo si prospetta un parto difficile e soprattutto lungo.

Le cose più assurde della giornata di voto

Per non togliere una nota colorita (e noir) alla giornata, queste le cose più strane avvenute nella giornata di voto: un’attivista si è presentata a seno nudo con la scritta sul petto Berlusconi sei scaduto mentre lo stesso si apprestava a votare; tre anziani sono morti ai seggi prima di poter esprimere la propria preferenza; alcuni votanti sono stati richiamati a votare e dei punti di voto sono stati aperti con ritardi di svariate ore a causa di schede errate; una scrutatrice presa da un momento di follia ha stracciato l’elenco dei votanti e messo a soqquadro una sezione elettorale; lo scrutinio dei voti degli italiani all’estero è andato nel caos a causa del traffico che ha reso impossibile l’arrivo per tempo degli scrutinatori sul posto.