Cultura | 17.01.2018

Attenti al Lupo Alice!

Text by Omar Cartulano | Photos by Omar Cartulano
Una voce dalla doppia personalità, un sound che sfugge alle etichette, un nome enigmatico: i Wolf Alice sono una delle rivelazioni degli ultimi anni. Il rock inglese ha trovato una nuova graffiante protagonista femminile? Il report
  • Wolf Alice live a Zurigo (12.01.18) - © Omar Cartulano

    Immagine: Omar Cartulano - 1 / 5

  • Wolf Alice live a Zurigo (12.01.18) - © Omar Cartulano

    Immagine: Omar Cartulano - 2 / 5

  • Wolf Alice live a Zurigo (12.01.18) - © Omar Cartulano

    Immagine: Omar Cartulano - 3 / 5

  • Wolf Alice live a Zurigo (12.01.18) - © Omar Cartulano

    Immagine: Omar Cartulano - 4 / 5

  • Wolf Alice live a Zurigo (12.01.18) - © Omar Cartulano

    Immagine: Omar Cartulano - 5 / 5

“I wanna fuck all the people I meet / Fuck all my friends and all the people in the street / You bore me to death, well deplore me / I don’t give a shit, shit, shit, shit!”.

Mi sono crucciato per giorni, senza trovare il modo di introdurre efficacemente la mia recensione del concerto vissuto lo scorso venerdì a Zurigo, in occasione dell’unica tappa elvetica dell’attuale tour dei Wolf Alice. Ho infine deciso di spiazzarvi, come lo ha fatto il gruppo londinese con fan e critica in occasione della pubblicazione del primo singolo che ha anticipato il secondo album Visions Of A Life (2017). Il testo e il sound di “Yuk Foo”, di certo non una sintesi della loro produzione, ci presenta l’animo più grunge-punk e indemoniato della frontgirl Ellie Rowsell e dei suoi compagni d’avventure, che da una traccia all’altra passano dal dream-pop all’indie rock più classico, tornando poi ad atmosfere eteree per poi stordirti con una scarica di chitarre che stringono tanto l’occhiolino al rock più classico.

Per lo più sconosciuti alle nostre latitudini, in Inghilterra i Wolf Alice sono uno dei fenomeni rock del momento, come dimostrato dalla fresca nomination ai Brit Awards. Piazzarli sotto l’etichetta di gruppo indie rock potrebbe essere riduttivo: Ellie e compagni vanno in mille direzioni, come hanno egregiamente dimostrato anche al Plaza Klub, sold-out per l’occasione. Il pubblico zurighese non ha di certo avuto tempo di annoiarsi, malgrado l’apparente timidezza della leader del gruppo. In un panorama rock dominato da figure maschili, fa immensamente piacere vedere una voce femminile farsi largo a suon di acuti e schitarrate. Sbraitante e poi angelica, ammiccante e poi impacciata, la 25enne londinese vuole rendere il rock un affare femminile: “I often wonder why girls who do get into music tend to be just singers, or else play the piano” dichiarava nel 2016 a Independent, frustrata per la scarsità di esponenti del gentil sesso, spesso più inclini a sposare la causa del pop.

Ellie però c’è e noi ce la teniamo stretta con i suoi Wolf Alice, che speriamo avranno ancora il coraggio di andare avanti per la strada tracciata con i due primi lavori in studio. Di certo non perfetti, un po’ acerbi in alcuni passaggi, ma con la sempre giusta dose di chitarre che ci fa sognare e dire: “No, il rock non è morto!”.