Politica | 12.11.2017

Integrazione di persone con disabilità

Text by Giacomo Müller | Photos by Christof Kleger
In occasione della sessione del Parlamento dei giovani, abbiamo avuto modo di assistere alla discussione sulla possibilità di creare un marchio che favorisca l'integrazione nel mondo del lavoro delle persone disabili.
Immagine: Christof Kleger

Uno dei temi trattati dai giovani parlamentari è quello dell’integrazione di persone con disabilità. Il gruppo incaricato di elaborare una proposta da presentare ai propri coetanei ha deciso di chiedere alla Confederazione di impegnarsi a creare un label (marchio) per imprese, associazioni e fondazioni che attesti le loro buone pratiche in termini di integrazione al lavoro di persone in situazione di handicap.

Questa rivendicazione si fonda principalmente sul fatto che, secondo l’Ufficio federale di statistica, il 17% degli abitanti del nostro paese si trova in situazione di handicap. Nonostante queste persone aspirino ad un’integrazione nella società e quindi a praticare un lavoro, un terzo di loro non ha accesso ad un’attività professionale.

Secondo coloro che hanno elaborato la proposta, accordare questo label apporterebbe diversi benefici: permetterebbe di premiare coloro che si impegnano nell’integrazione di questa fascia di persone; garantirebbe un ambiente di lavoro sano e adatto alle loro particolari esigenze; rappresenterebbe un titolo preferenziale per l’accesso alle gare pubbliche.

Prima dell’inizio della discussione, un giovane del gruppo promotore tiene a sottolineare come l’apertura del mercato del lavoro a persone handicappate debba essere una priorità; infatti una persona che lavora generalmente è più soddisfatta di una che non lo fa, così come la società stessa dà prova di funzionare bene se permette a chiunque di praticare un’attività lavorativa.

Si entra così nel vivo del dibattito. Sono sei i ragazzi che prendono la parola, quattro dei quali sottolineano come sia imperativo accettare la proposta. In suo favore vengono apportate diverse questioni interessanti, vediamo quali.

In un primo momento, si sottolinea l’esistenza di due tipi di disabilità, una fisica e l’altra mentale. Ciò comporta una grande diversità nelle mansioni che si potrebbe essere in grado di svolgere, mostrando come alcune persone risulterebbero maggiormente e più facilmente integrabili. Viene poi fatto notare come l’amministrazione federale, già oggi, integri persone in situazione di handicap, si tratterebbe dunque di estendere e ampliare questa pratica. Infine, viene ricordato ancora una volta come il lavoro sia un’attività che ci fa sentire parte della società, ci fa stare bene, ci dà un motivo per svegliarci la mattina. Per tutti questi motivi è dunque imperativo accettare la proposta.

Per quanto riguarda gli interventi contrari, bisogna precisare che questi non sono diretti contro il principio dell’iniziativa – ossia l’integrazione di persone in situazione di handicap – quanto piuttosto contro l’introduzione di un nuovo label. Si afferma infatti che la Confederazione si impegna già abbastanza in questo senso, non è necessario intraprendere nuove azioni. In secondo luogo, si vuole spostare l’attenzione sul fatto che, considerando la natura molto diversa delle varie disabilità, con una tale introduzione alcune aziende sceglierebbero quelle persone colpite da handicap leggeri solo per potersi fregiare del marchio. Ne risulterebbe che coloro colpiti da problemi più forti subirebbero ulteriori discriminazioni, venendo nuovamente esclusi.

Non essendoci ulteriori interventi, il presidente del Parlamento invita allora i suoi colleghi a esprimersi sulla proposta, che viene accettata quasi all’unanimità: i voti a favore sono 167, quelli contrari solo 7. Un segnale forte lanciato dai ragazzi e dimostrante come essi, nonostante la giovane età, si dimostrino interessati e sensibili a questo genere di problematiche.