30.11.2017

A corsa dal Ticino a Berna per amore della biologia

Grande corritrice e amante della natura, Flavie, 20 anni, ci racconta come vive fin da piccola queste sue due grandi passioni
Immagine: Juliane Roncoroni

Appena incontro Flavie, subito capisco che abbiamo fatto bene a prendere posto in terrazza: costringerla a rimanere all’interno mi sarebbe parso un po’ come chiudere una gazzella in un recinto!

I suoi due più grandi amori sono infatti la corsa e la biologia, che la accompagnano praticamente da quando ha memoria: “Quando ero piccola, ricordo fossi molto attratta dall’entomologia (lo studio degli insetti, nda.), una cosa piuttosto strana per una bambina”, mi dice ridendo, aggiungendo poi divertita: “ricordo anche di aver tirato un pugno in pancia a quella che ancora oggi è la mia migliore amica, proprio perché si divertiva a schiacciare gli insetti, quando invece a me piacevano”.

Dopo questo primo scambio di battute, riesco a capire meglio quanto raccontatomi dalla sorella maggiore, che già mi aveva avvisato dell’energia di Flavie: “pensa che una delle sue prime parole è stata proprio «vite! vite!»”. E a partire dalla seconda elementare, è proprio la velocità a contraddistinguerla. Il suo amore per la natura e lo stare all’aperto la convincono ad inscriversi ad una società di atletica, la USC capriaschese. “Ho iniziato praticando diverse discipline, ma le corse sulle lunghe distanze erano quelle che mi piacevano di più”, racconta assorta nei ricordi. “Inizialmente competevo a livello amatoriale, poi ho iniziato a partecipare a meeting e altre gare più serie. Però una volta ottenuta la maturità mi sono presa una pausa”.

In effetti, la nostra atleta lascia il Ticino per cominciare gli studi in biologia all’Università di Berna, una scelta presa abbastanza spontaneamente: “non so bene nemmeno io perché ho scelto Berna a essere sincera! Volevo studiare in tedesco, avevo l’idea di cambiare contesto in cui vivere e non volevo trasferirmi in una città troppo grande, ma in un ambiente più familiare e vicino alla natura, ai boschi”, dice ridendo di nuovo.

E qui, mi sembra di toccare inizialmente un tasto dolente, quando le chiedo le sue impressioni sul primo anno di studi nella nuova realtà. La sua allegria, però, non sembra risentirne, nonostante Flavie mi racconti delle difficoltà legate al nuovo contesto come la lingua, la mancanza dei suoi amici e la perdita dei suoi punti di riferimento. Ma di certo non si lascia abbattere dalle prime difficoltà: “Il secondo semestre ho iniziato Hip Hop visto che amo ballare, ma anche per cercare di integrarmi. Ho anche deciso di ricominciare a partecipare a gare popolari sulla lunga distanza come la Media Blenio o il Grand Prix di Berna. Mi piace molto il clima paesano e il fatto che a questi eventi partecipano molte persone”.

Flavie mi dice poi come non riuscisse proprio più a stare senza correre, considerando quanto questo la facesse stare bene. È quindi addirittura riuscita a conciliare in un qualche modo lo studio con lo sport: “Quando corro, soprattutto nei boschi, osservo spesso quello che mi sta attorno. Lo adoro. Mi sento libera”.

Non posso dunque che congedarmi dal sorriso e dall’energia di Flavie se non augurandole di continuare il suo sprint verso la carriera da biologa – e perché no entomologa – nel migliore dei modi ed arrivare con soddisfazione al traguardo!