Società | 06.10.2017

Dublino, una marcia, l’aborto illegale

Text by Elena Botti | Photos by Ronja Steinhauser
Sabato 30 settembre ha avuto luogo a Dublino la sesta marcia annuale per abrogare l'ottavo emendamento della Costituzione Irlandese. Questo emendamento vieta alle donne di ottenere qualsiasi aborto sul suolo irlandese, per cui molte si recano all'estero per interrompere la gravidanza - 16 al giorno.
Repeal the 8th (Abroga l’ottavo)
Immagine: Ronja Steinhauser

10’000 persone presenti alla marcia pacifica, sorridenti, determinate e pronte al cambiamento.

Tante rose bianche come simbolo di solidarietà verso tutte le donne morte a causa di un aborto ottenuto illegalmente, alle complicanze avute durante il viaggio per ottenerlo altrove o a coloro finite in prigione.

«We are done with small steps forward!» (Abbiamo finito di fare piccoli passi avanti), dice ad alta voce una donna. «Il tempo va avanti, perché noi no?». Forte il messaggi di un gruppo di persone che indossano vestiti antiquati.

 

 I miei slogan preferiti

 

«Think outside my box». Alcune ragazze sostengono che non sono persone esterne a dover scegliere cosa fare con il corpo femminile. Alludono all’utero come scatola e al detto “think outside my box” ovvero aprirsi a nuovi orizzonti.

La storia ci sta guardando.

L’aborto? Non è una scelta che devi fare tu per me.

Anche io e le mie amiche abbiamo preso a cuore la causa e manifestato.