Sport | 22.07.2017

Impressioni dal ghiaccio

Text by Marco Ambrosino | Photos by Ticino Pro Camp
Per il nostro secondo incontro con Ticino Pro Camp abbiamo deciso di immergerci con più convinzione nella realtà sportiva e organizzativa dell'evento e ci siamo recati direttamente in loco per vivere quest'esperienza dall'interno.
Una foto di gruppo a seguito di una bella partita
Immagine: Ticino Pro Camp

Alla pista di ghiaccio di Bellinzona, mentre i partecipanti erano in pausa, abbiamo avuto il piacere di poter chiacchierare un po’ con due personalità che gli amanti dell’hockey svizzero e ticinese conoscono molto bene e che in questa manifestazione hanno svolto un ruolo importante: Roman Botta e John Gobbi. Partiti dalle due realtà ticinesi hockeysticamente più importanti del cantone – rispettivamente HC Lugano e HC Ambrì Piotta – i due hanno maturato numerose esperienze nel nostro campionato e hanno deciso, tramite questo progetto, di condividere con altri amanti di questo sport tutto il loro sapere appreso dentro e fuori dal ghiaccio.

Un camp a immagine e somiglianza di quelli professionistici

Lo scopo di questo camp, come ci ha spiegato il capitano dell’ HC Lausanne John Gobbi, è proprio quello di fornire ai partecipanti un condensato di un camp d’allenamento professionistico. Nulla è lasciato al caso, a partire dal programma d’allenamento che prevede esercizi sul ghiaccio, ma anche una serie di allenamenti off-ice e l’importante momento, prima della pausa, del defaticamento da eseguire anche questo assieme, come una vera squadra. Per ricalcare in maniera più aderente possibile questo camp a quello di stampo professionistico, Roman Botta e John Gobbi sono accompagnati infatti da uno staff tecnico di tutto rispetto, dove i ruoli sono ben definiti, proprio come nelle squadre professionistiche. Oltre ai due giocatori sopracitati erano presenti a Bellinzona l’head coach Robert Mongrain – ex giocatore che ha militato negli anni Ottanta in NHL (Buffalo Sabres) e in NLA (EHC Kloten) e ha continuato la carriera d’allenatore in NLB dove nel 2011 ha vinto un titolo con l’EHC Visp– l’allenatore dei portieri Paolo Della Bella, che può vantare esperienze in Italia come portiere e un’esperienza quale allenatore nelle giovanili ticinesi, e un preparatore atletico con una laurea in Scienze dello Sport, David Vetch.

Un’esperienza nel nome dell’entusiasmo

Tirare un bilancio dopo solo due sessioni di ghiaccio è difficile ma quello che più li ha sorpresi e impressionati in questi due giorni è l’entusiasmo. L’entusiasmo messo sul ghiaccio dai partecipanti, come ci ha raccontato Romano Botta, è sicuramente il punto di partenza per un’esperienza formativa e produttiva. Entusiasmo che nasce dalla volontà di imparare e di apprendere tecniche e strategie d’allenamento che questi ragazzi non sempre hanno la possibilità di praticare nei loro rispettivi campionati amatoriali. A tal proposito sono risultate ancor più preziose le collaborazioni esterne di cui questo camp ha potuto privilegiare. Nella giornata di venerdì, ad esempio, due giocatori della NLA hanno deciso di dare una mano al lavoro svolto sul ghiaccio, contribuendo ad affinare aspetti più tecnici e specifici come la tecnica di tiro o la condotta del disco. Una collaborazione che ha sicuramente giovato ai partecipanti, dato che i due giocatori in questione sono di grande livello e di grande importanza per il nostro campionato: si tratta del top scorer del Lugano Linus Klasen e di Elias Bianchi, giocatore dell’ HC Ambrì Piotta.

Ticino Pro Camp, un’esperienza nel nome della continuità

Anche dall’altra parte, dunque dalla parte di chi allena, l’esperienza è risultata più che positiva. John Gobbi ci ha ricordato che Ticino Pro Camp è qualcosa che mancava in Ticino e che era giusto proporre e che andrebbe riproposto. D’altronde si tratta di un tipo d’esperienza non nuova per i due “assistant coach in erba”: questo camp ha già trovato una formula per i più giovani – partecipanti dai 16 ai 20 anni – che è ormai giunta alla sua quarta edizione. Un’esperienza dunque che sembra aver portato molto ai partecipanti ma anche agli organizzatori che si sono detti interessati a riproporla anche in futuro. Aprire le porte dell’hockey professionistico a un pubblico dilettantistico sembra essersi rilevata una strategia vincente e accattivante. La condivisione della techné, mista a una buona dose di entusiasmo e passione, sono stati gli ingredienti principali di questa prima edizione del Ticino Pro Camp.