Cultura | 02.06.2017

Scontro tra bands: Alex Rémy

Siete pronti per Palco ai Giovani? Dall'8 al 10 giugno le bands finaliste si esibiranno e sfideranno a Lugano. Tink.ch dà voce ad alcuni di loro, sentiamo cosa ci raccontano!
Alex Rémy
Immagine: Usgang.ch

Prima di tutto, potresti spiegarci brevemente com’è iniziata la tua avventura? Suoni solo tu o sei accompagnato da altri musicisti?

Verso i 12 anni ho scritto la mia prima canzone e all’attivo ho circa 35 canzoni, delle quali solamente 13 sono già state incise. Proprio in quel periodo è iniziato il mio vero percorso come Alex Rémy.

Bisogna sapere che all’inizio proponevo tutte le mie canzoni in versione acustica, solamente recentemente, con l’arrivo del mio primo disco “Amber” ho cercato e creato un gruppo di supporto che mi aiutasse a proporre le mie canzoni in una chiave un po’ più rock.

Se utilizzi un nome d’arte, sapresti spiegarci brevemente il perché di questa scelta?

Molto semplice: il mio nome completo (Alexandre Rémy Lüscher) è difficile e facilmente dimenticabile, così ho optato di utilizzare il diminutivo del mio primo nome (Alex) + il mio secondo nome (Rémy) per rendere il tutto più semplice, ma anche più orecchiabile. Oltre a ciò RE e MI sono due note musicali, ciò fa sembrare il tutto ancora più studiato! (ahahah)

Da quanto tempo suoni? Hai sempre suonato da solo?

La mia avventura comincia da molto piccolo: a 6 anni ho iniziato a cantare nel coro internazionale de “I Cantori della Turrita” di Bellinzona, dove ho cantato per 8 anni. Questo mi ha permesso di imparare alcune tecniche di base che mi servono tutt’ora quando canto.

Più in là, verso gli 11 anni e mezzo ho iniziato a prendere le mie prime lezioni di chitarra classica. Ho interrotto le mie lezioni di chitarra classica dopo circa due anni, quando ho capito che la chitarra classica non era proprio lo strumento che volevo approfondire ma anche per impegni scolastici sempre crescenti. Nonostante ciò, ho continuato ad esercitarmi da autodidatta.

Come già detto ho iniziato a proporre i miei brani in una versione acustica, solamente dopo l’uscita del mio disco “Amber”, uscito alla fine del 2016, le propongo in una versione rock ri-arrangiata, assieme ad un gruppo di supporto.

In che lingua canti e che genere di musica hai scelto? Come mai?

Dato che sono bilingue italiano/francese e in generale sono molto portato per le lingue (in totale ne parlo 5), i brani che presento sono scritti in italiano, francese e inglese. Ho fatto questa scelta anche perché desidero coinvolgere un numero maggiore di persone e se mi fossi limitato ad una sola lingua, solamente un numero più ristretto di persone avrebbero potuto capire i miei testi.

Quali sono i gruppi o i cantanti che ti hanno maggiormente influenzato o ispirato?

Mostri sacri del rock come Deep Purple, ZZ Top, Eddie Van Halen, Dire Straits, Eagles, Santana, ma anche Angelo Branduardi, Fabrizio De André, Georges Brassens, Francis Cabrel, Renaud, Daniel Balavoine (tutti di un registro molto diverso) hanno sicuramente avuto un’influenza su quello che scrivo, ma mi hanno anche dato un punto di riferimento per gli arrangiamenti che ho dovuto fare, assieme a Roberto Colombo e Riccardo di Filippo dell’Heaven Recording Studio di Massagno, per il mio primo disco.

Di quali tematiche ti occupi con le tue canzoni? Sapresti spiegare il perché di questa scelta?

Sul primo disco, che è anche quello che presenterò alle finali di Palco ai Giovani di quest’anno, sono presenti diverse tematiche, ma ce n’è una che domina: l’amore. La maggior parte delle canzoni, con una piccola eccezione, sono una sorta di raccolta di avvenimenti che mi sono successi durante la mia vita che ho deciso di condividere con il grande pubblico. Tematiche nelle quali penso che molte persone si possano immedesimare.

Una canzone che rappresenta il tuo cavallo di battaglia?

La title track del mio album “Amber” come anche “Noyé de larmes” o “Un sentimento che si chiama amore” sono le canzoni che più mi rappresentano. Un’altra canzone che mi piace tanto suonare si chiama “The Rainy Big Blues”.

Ti sei posto un obiettivo da raggiungere? Quale è il tuo sogno come cantante?

Come per ogni artista, mi piacerebbe vivere della mia musica. Sono cosciente del fatto che per arrivarci dovrò lavorare molto e soprattutto non mollare mai.

Se penso ad un obiettivo a breve termine, spero che il nuovo singolo “L’estate è alle porte” che farò uscire proprio prima dell’estate piaccia e che venga trasmesso in tutte le radio principali.

La situazione del mercato della musica è molto cambiata in questi anni, tu credi ancora nella vendita dei CD oppure ti sei concentrato piuttosto sui nuovi mezzi come youtube o spotify?

Ogni settore subisce delle evoluzioni. Anche il settore musicale non è da meno. Il disco che ho fatto uscire è disponibile sia sulle piattaforme digitali che in versione fisica, anche se in una tiratura piuttosto ristretta. Personalmente, mi piace sfogliare i booklet mentre ascolto i cd ed avere qualcosa di fisico tra le mani, per questo motivo penso che anche le mie future produzioni saranno disponibili su cd. Ovviamente per la promozione, tutte le nuove risorse che si hanno a disposizione sono utili. Penso anche al singolo che farò uscire a breve di cui vi parlavo prima; assieme al singolo uscirà anche un videoclip sul mio canale di youtube.

Quali credi siano gli ostacoli per diventare un cantante di successo?

Il primo ostacolo da superare è se stessi: se non vi piace quello che fate, non siete convinti di quello che proponete, già questo può essere un grande blocco: perché le emozioni che vengono trasmesse al pubblico, non sono le stesse di quelle che verrebbero trasmesse se si è pienamente soddisfatti di ciò che si suona.

Per me il successo è quando durante un concerto ci si accorge che il pubblico si sta divertendo ascoltando i tuoi brani o semplicemente che ti cerca alla fine del concerto per farti dei complimenti.

Parlando di Palco ai Giovani, chi credi vincerà?

Vincerà la band che sarà più in forma durante la serata. Tutte le band in finale hanno un buon potenziale, suonare in piazza è un’emozione molto particolare e si sa che durante ogni concerto è possibile confrontarsi con qualche insidia, problema o errore. La band che vincerà probabilmente sarà quella che riuscirà a superare questi ostacoli e a divertire il pubblico in piazza.

In bocca al lupo a tutti!