Politica | 17.05.2017

Strategia Energetica 2050

Il 21 maggio 2017 siamo chiamati a votare sulla Strategia Energetica 2050, che si prefigge di imprimere al consumo energetico nazionale un nuovo corso.
Una centrale nucleare
Immagine: IAEA Imagebank (Flickr)

Obiettivi principali sono la riduzione del consumo energetico nazionale del 47% (dai 232.9 TWh del 2015 a 125 TWh) entro il 2050 e l’abbandono dell’energia nucleare a favore di quella rinnovabile. Inoltre con il progetto si intende diminuire l’impiego di fonti energetiche di origine fossile (petrolio, carbone e gas) per terminare il nostro rapporto di dipendenza dall’estero e combattere il surriscaldamento globale.

 PERCHÉ VOTARE SÌ

Il cambiamento è diventato inevitabile.

La rivoluzione energetica sta prendendo piede a livello globale: siamo confrontati a problemi ambientali che non ci lasciano altra scelta. Ecco perché le energie rinnovabili, sostenibili, pulite o come dir si voglia rappresentano ormai il futuro. Passare dal nostro attuale approvvigionamento energetico a quello previsto dalla Strategia 2050 non è una questione di ‘sì’ o di ‘no’, quanto più una questione di ‘quando’. Ovviamente, prima lo faremo, meglio sarà. In maggio potremo scegliere se abbracciare il progresso e cavalcarne l’onda o se aspettare che questa ci sia già sopra la testa per provare a salirci sopra all’ultimo istante.

La dipendenza energetica dall’estero è pericolosa.

Al momento importiamo il 72% del nostro fabbisogno energetico (166,9 su 232,9 TWh). Infatti, sebbene la produzione indigena sia sufficiente per illuminare strade e case, ricorriamo all’estero per procurarci combustibili e carburanti sotto forma di derivati del petrolio o gas, che da soli rappresentano il 64% dell’energia che ci serve. Siamo dipendenti dai produttori di energie fossili, quali Russia e Arabia Saudita, che già più di una volta nella storia hanno dimostrato di esser in grado di chiudere i rubinetti, come accaduto nella crisi petrolifera del ’73 o in Ucraina nel 2015. L’energia è un bene fondamentale e produrla in casa propria è un sano principio.

Non possiamo permetterci di continuare come ora.

Se tutto il mondo consumasse al pari dello svizzero medio ci vorrebbero circa 3 Pianeti Terra per produrre tutte le risorse necessarie, il che significa che il nostro stile di vita è sostenibile finché al mondo c’è chi consuma poco niente, ma anche questo (oltre ad essere poco etico) sta cambiando. Inoltre le fonti energetiche alle quali ci affidiamo attualmente oltre a deturpare l’ambiente sono destinate ad esaurirsi, il che ci riporta ancora una volta all’inevitabilità di una rivoluzione energetica.

COSA DICONO I CONTRARI?

3200 franchi…

Il prezzo del cambiamento è uno dei temi maggiormente discussi: il Consiglio Federale stima i costi in 40 franchi annuali per economia domestica, gli oppositori in 3200 per una famiglia di 4 persone.

Come al solito decidere di chi fidarsi non è facile, però ci sono altri numeri che potrebbero risultare illuminanti: in Svizzera importiamo energia (principalmente derivati petroliferi e gas) per 13 miliardi di franchi all’anno, ossia 1622 franchi per cittadino ogni anno! Secondo l’Accademia di Zurigo per le Scienze Applicate (ZHAW), se le condizioni rimanessero invariate, entro il 2050 il Paese riverserebbe all’estero tra i 358 e i 582 miliardi di franchi per acquistare energia!

La Strategia 2050 frenerebbe questo fiume di soldi per le energie ‘sporche’ e li farebbe rientrare in Svizzera investendoli in energie ‘pulite’ all’interno del nostro Paese, facendoli fruttare da e per noi.

Certo, di costi aggiuntivi ce ne saranno. Si dovranno sostituire le vecchie finestre con altre a vetri doppi, costruire termopompe là dove ora abbiamo caldaie, montare impianti solari sui tetti e pagare di più per benzina ed elettricità, ma d’altro canto questi investimenti ci porteranno a consumare molto meno energia e dunque conterranno l’aumento delle bollette, per non aggiungere che daranno lavoro a migliaia di persone.

…per fare la doccia fredda?

Gli oppositori alla Strategia temono che la rivoluzione energetica ci obblighi a rinunciare alle nostre comodità e che comprometta il nostro stile di vita, ma è un timore infondato. Infatti i consumi non diminuiranno perché ci si laverà con acqua fredda ed si andrà a lavoro a piedi, ma perché gli edifici avranno bisogno di molta meno energia per essere riscaldati e perché invece di spostarci bruciando diesel useremo auto elettriche e treni.

La Strategia 2050 non causerà il ritorno all’età della pietra, ma piuttosto l’entrata in una nuova era nella quale si consuma senza compromettere le risorse per le generazioni future.

Il cambiamento può spaventare, ma dobbiamo ricordarci che solo grazie ad esso possiamo crescere e diventare più forti, come abbiamo fatto tante volte in passato.

La Strategia Energetica 2050 rappresenta il futuro e nella fattispecie un futuro migliore, rispettoso della natura e dell’essere umano. Ci aiuterà a rafforzarci internazionalmente riducendo la nostra dipendenza dai produttori di energie fossili ed innescherà un circolo virtuoso con ricadute positive per la nostra economia.