Cultura | 27.05.2017

Scontro tra bands: i LeninBulbasaur

Text by Redazione Ticino | Photos by LeninBulbasaur
Siete pronti per Palco ai Giovani? Dall'8 al 10 giugno le bands finaliste si esibiranno e sfideranno a Lugano. Tink.ch dà voce ad alcuni di loro, sentiamo cosa ci raccontano!
La band dei LeninBulbasaur
Immagine: LeninBulbasaur
Che significato ha il nome della vostra band?

È una combinazione casuale di parole e il logo serve a mascherare la nostra pretenziosità.

Quando è nato il vostro gruppo e da chi è composto?

Ci siamo formati a Friborgo nel 2013. Siamo Federico, Gianni, Jonas, Mattia e Leo

Dove volete arrivare?

Il nostro prossimo obiettivo è registrare un disco, quando tutto il materiale che stiamo componendo sarà pronto. Vorremmo anche arrivare ad avere una base regolare di esibizioni dal vivo.

A chi vi ispirate? Due parole sul vostro genere musicale.

L’ispirazione principale è il rock progressivo degli anni ’70, quello dei King Crimson e di Frank Zappa, per citarne due. Quando siamo per conto nostro però ci piace ascoltare altra musica, dal metal estremo alla musica classica e all’ indie rock, ma cerchiamo di non allontanarci troppo dal genere che suoniamo, anche se la nostra musica riceve inevitabilmente influenze dai nostri gusti.

Quale canzone è il vostro cavallo di battaglia?

Tra le cover, 21st Century Schizoid Man dei King Crimson. Tra le nostre, DNL.

Chi vincerà secondo voi?

Speriamo i Bumblebees.

In che lingua cantate? Perché questa scelta?

Cantiamo in italiano perché è la nostra lingua madre e perché troviamo sia poco sfruttato nella musica rock. Una nostra canzone è composta da sillabe senza un significato, e anche se per il momento abbiamo accantonato un nostro testo in tedesco, non escludiamo di usare più lingue in futuro.

Quali sono i possibili ostacoli per diventare una band di successo?

Nel nostro caso è il genere musicale: il prog rock oggi è ascoltato solo da una nicchia di persone, ed è meno seguito anche di altri generi underground. In Ticino è difficile trovare posti in cui suonare, sia eventi, sia sale prova per esercitarsi, ma da questo aspetto abbiamo avuto la fortuna che dei nostri amici con la nostra stessa direzione musicale ci hanno accolto nella loro. In un quadro più grande, è difficile far risaltare la propria musica in un ambiente saturo di proposte.

Credete ancora nei CDs oppure ai nuovi mezzi offerti dal web (Spotify, Youtube…)?

Crediamo ancora nei CD, e anche nei vinili, infatti ne compriamo tanti. Spotify e Deezer promuovono l’ascolto di singoli, mentre gli album propongono ascolti più lunghi ed impegnati e spesso le canzoni hanno un contesto, ma nessuna di queste due cose preclude l’esistenza dell’altra. A noi piacerebbe che il nostro primo disco seguisse questa direzione, cioè quella di un album coeso piuttosto che una collezione di singoli. Però coi nuovi servizi offerti da internet come YouTube o Bandcamp è facilissimo far ascoltare la propria musica alla gente, e per un gruppo emergente questo è di un’importanza cruciale.