Politica | 07.03.2017

Giovani volti per una nuova Bellinzona

Text by Redazione Ticino | Photos by Sabina Calastri
Le elezioni comunali per la Nuova Bellinzona si avvicinano. Tink.ch Ticino ha pensato di dare spazio ad alcune/i giovani candidate/i. Presenteremo ogni settimana dei giovani che si sono prestati al gioco e hanno risposto alle domande della redazione. E voi, avete già la vostra idea su chi votare? Buona lettura!
Candidata nr. 44 per la lista nr. 3, PLR
Immagine: Sabina Calastri

Come ti chiami? Quanti anni hai? E cosa fai nella vita?

Mi chiamo Sabina Calastri, nata l’8 giugno 1994, sono una studentessa e frequento l’Alta Scuola Pedagogica grigionese di Coira.

Come è nata la tua passione per la politica? Cosa ti ha spinto a candidarti? Ti ha affascinato il progetto della nuova Bellinzona?

La mia passione è nata in famiglia, in pratica sono cresciuta a pane e politica. Mio papà, e prima di lui mio nonno, hanno alle spalle anni di impegno politico e mi hanno trasmesso l’interesse per la gestione della cosa pubblica. Seguire il loro esempio è per me motivo di orgoglio. Mi sono candidata perché non mi piace chi resta alla finestra a criticare, amo chi ha il coraggio di scendere in campo e di agire per portare avanti ideali e progetti.

Ci sono cose che non vanno bene? Da sole non cambieranno mai, è giusto che ognuno faccia la sua parte e dia il suo contributo.

Non ho l’ambizione di cambiare il mondo, ma almeno di migliorare il pezzetto in cui vivo, creando qualcosa di cui andare fiera.

Mio padre Riccardo, sindaco di Sementina, è stato uno dei fautori dell’aggregazione del bellinzonese con il sindaco di Giubiasco, Andrea Bersani, e quello di Bellinzona, Mario Branda. Ho quindi vissuto, attraverso il loro lavoro, ogni tappa di questo importante progetto. Mi piace l’idea che la nuova Bellinzona sarà formata da ben 13 comuni con l’obiettivo di realizzare una città più forte, solida, articolata e nata interamente grazie alla volontà locale di promuovere dal basso l’aggregazione dei comuni della regione. Mi affascina anche che stiamo vivendo un momento storico: l’elezione del primo Municipio e del primo Consiglio comunale di una nuova realtà. Quindi, sì, sono felice di essere della partita e di portare il mio piccolo contributo alla realizzazione di questo grande progetto.

Come pensi di comunicare con i tuoi potenziali elettori in un territorio che ora è più vasto?

Amo la tecnologia e ritengo che i nuovi mezzi di comunicazione digitali forniscano un grande aiuto per arrivare velocemente nelle case delle persone, ciò nonostante credo che il modo migliore per comunicare con gli elettori sia quello di incontrarli faccia a faccia, per strada, al mercato, anche nel corso delle serate organizzate in campagna elettorale. Mi piace fare vita sociale, giro molto tutto l’anno e sono attiva in diverse società, quindi mi conoscono già bene nel mio comune e in quelli vicini.

Giovani nuovi politici e senior riescono a collaborare? Cosa rimproveri ai veterani della politica?

Personalmente non vedo perché ci debbano essere problemi di collaborazione tra i giovani politici e i veterani. Credo invece che il fatto di far interagire idee nuove con idee scaturite dall’esperienza sia il modo migliore per trovare soluzioni realizzabili.

Far partire bene questa grande aggregazione non sarà cosa semplice, serviranno tanto entusiasmo, energia e competenza. Serviranno giovani e meno giovani; niente rimproveri ma tanto impegno.

Come conciliare la tua attività scolastica o lavorativa con il tuo possibile incarico politico?

Attualmente frequento il quarto semestre presso l’Alta Scuola Pedagogica di Coira, che dista solamente un’ora e mezza da Bellinzona. Torno quasi ogni fine settimana a casa e, all’occorrenza, potrei tornare anche più spesso. Non vedo alcun problema nel conciliare la mia attività scolastica con un eventuale incarico politico.

Gli impegni non mi spaventano e, soprattutto, mi piace pensare che solo vivendo a pieno il presente, noi giovani, possiamo ambire ad un futuro migliore.

Qual è il problema più grande della Nuova Bellinzona secondo te? Quali sono le sfide che la attendono?

L’aggregazione sta per entrare nella sua fase operativa. Le difficoltà di armonizzare le procedure e fare partire una macchina così importante sono molteplici. Solo a livello amministrativo immagino sarà inevitabile all’inizio qualche attrito nel far funzionare 13 entità come fossero una sola. Anche l’aspetto che riguarda il personale e l’interagire tra i vari funzionari della nuova amministrazione comunale non sarà evidente e ci sarà bisogno di un certo periodo di tempo per riuscire a coordinare il tutto in modo fluido ed efficace. L’impegno e la trasparenza permetteranno senz’altro alla nuova Bellinzona di gettare solide basi sulle quali lavorare in modo costruttivo.

Il bellinzonese dopo un periodo di stallo è pronto a rilanciarsi per vivere una nuova stagione densa di sfide ma anche opportunità di crescita e nuovo sviluppo. Basti pensare all’arrivo di Alptransit, al rilancio del turismo, al nuovo sistema di approvvigionamento idrico, al potenziamento del trasporto pubblico e alla posa di una capillare rete di fibre ottiche. Tutti elementi che costituiscono importanti interventi infrastrutturali già in fase di esecuzione e o di progettazione che nel corso dei prossimi anni renderanno questo territorio ancora più interessante dal punto di vista residenziale e lavorativo. Altrettanto interessanti e forieri di nuovi sviluppi sono anche la prospettata realizzazione di un polo di ricerca medico-scientifico con la costruzione della nuova sede dell’Istituto di ricerca in Biomedicina e dell’Istituto oncologico di ricerca.

La nostra regione, insomma, è pronta a guardare avanti con fiducia e determinazione.

Quali rassicurazioni offri a chi ha votato «no» all’aggregazione?

Chi ha votato no all’aggregazione aveva delle perplessità legate in particolare alla questione degli investimenti, alla rappresentatività dei futuri quartieri negli organismi politici, al timore di perdere l’identità comunale, di diventare solamente un piccolo quartiere di qualcosa troppo grande da gestire. Paure in parte condivisibili, ma alla luce dei fatti era ora di rendersi conto che per la nostra regione non c’erano alternative migliori all’aggregazione. Marciare sul posto non aveva più senso. La maggiore capacità organizzativa della nuova Bellinzona, con 13 comuni aggregati, permetterà di gestire con maggiore forza progetti che toccano in pratica un intero distretto così da poterlo rilanciare e rendere la regione economicamente più competitiva. Tutti beneficeranno delle ricadute positive e dell’accresciuto benessere, contrari compresi.