Politica | 06.03.2017

Giovani volti per una nuova Bellinzona

Le elezioni comunali per la Nuova Bellinzona si avvicinano. Tink.ch Ticino ha pensato di dare spazio ad alcune/i giovani candidate/i. Presenteremo ogni settimana dei giovani che si sono prestati al gioco e hanno risposto alle domande della redazione. E voi, avete già la vostra idea su chi votare? Buona lettura!
Candidato nr. 26 per la lista nr. 6, Unità di Sinistra
Immagine: Francesco Vitali

Come ti chiami? Quanti anni hai? E cosa fai nella vita?

Francesco Vitali. Ho 24 anni e sono studente di fisica all’università di Friborgo.

Com’è nata la tua passione per la politica? Cosa ti ha spinto a candidarti? Ti ha affascinato il progetto della nuova Bellinzona?

Inizialmente non credo di aver avuto passione per la politica, semplicemente trovavo che in questa società ci fossero molte cose sbagliate, irrazionali. Mi riferisco alla disuguaglianza nella redistribuzione della ricchezza a fronte di una capacità produttiva enorme, il fatto che si preferisca far finta di niente riguardo al problema ambientale per non compromettere la competitività delle aziende, ecc ecc. Quindi mi sono posto delle domande ed ho trovato le risposte nel Partito Comunista.

Il progetto della grande Bellinzona non l’ho sostenuto, trattandosi di una politica volta alla centralizzazione della gestione delle realtà comunali, al fine di ottenere risparmi a livello finanziario sui servizi offerti alla popolazione. Chiaramente dall’aggregazione emergono potenzialmente anche una serie di vantaggi, ma dubito che verranno sfruttati. Sono ormai 30 anni o più che non si vede altro che indebolimento della classe media perché “le imprese devono essere competitive” e “lo stato è dannoso per l’economia”, il risultato di queste politiche è la realtà odierna e l’aggregazione della grande Bellinzona va inserita nel solco di queste politiche.

Come pensi di comunicare con i tuoi potenziali elettori in un territorio che ora è più vasto?

Posso solo constatare che con la nuova Bellinzona il fattore conoscenze personali diventa meno importante, dato che tendenzialmente si è più conosciuti nelle vicinanze di dove si abita. Riguardo alla comunicazione semplicemente continuerò a sfruttare gli spazi concessi dalle varie testate giornalistiche.

Giovani nuovi politici e senior riescono a collaborare? Cosa rimproveri ai veterani della politica?

Credo che in questo senso il grosso problema sia il fatto che molti politici veterani non conoscono molto bene l’attuale mondo giovanile e ne hanno una visione piuttosto paternalista.

Come conciliare la tua attività scolastica o lavorativa con il tuo possibile incarico politico?

Una bella domanda. Al momento il problema non si pone, valuterò in seguito ai risultati elettorali. Una soluzione si trova sempre.

Qual è il problema più grande della Nuova Bellinzona secondo te? Quali sono le sfide che la attendono?

Bellinzona è soprattutto un insieme di persone che compongono una società, questa società, è importante ricordarlo, è inserita in un contesto cantonale, che a sua volta è inserito in un contesto nazionale ed infine internazionale. Quindi sarebbe poco modesto da parte mia cercare di sintetizzare tutti i problemi e le sfide di Bellinzona. Personalmente negli ultimi tempi mi sto concentrando sulla tematica dell’ecologia, in questo senso una delle grande sfide non solo di Bellinzona, ma dell’intera umanità, sarà trovare una nuova gestione delle risorse naturali che sia sostenibile, pensiamo ad esempio che da qui a vent’anni gli stock ittici degli oceani saranno esauriti, così come i giacimenti di argento e altri minerali come il rame. A proposito di ciò intendo battermi per la realizzazione di una gestione dei rifiuti zero-waste a Bellinzona, ossia una politica volta a massimizzare il riciclaggio dei rifiuti e allo stesso tempo ridurre la produzione degli stessi.

Quali rassicurazioni offri a chi ha votato «no» all’aggregazione?

Le rassicurazioni spettano soprattutto a chi ha sostenuto l’aggregazione. Da parte mia e del Partito Comunista, posso dire che ci impegneremo ad evitare nuovi tagli alla socialità che colpiscono la classe media e i ceti bassi.