Politik | 05.03.2017

Giovani volti per una nuova Bellinzona

Le elezioni comunali per la Nuova Bellinzona si avvicinano. Tink.ch Ticino ha pensato di dare spazio ad alcune/i giovani candidate/i. Presenteremo ogni settimana dei giovani che si sono prestati al gioco e hanno risposto alle domande della redazione. E voi, avete già la vostra idea su chi votare? Buona lettura!
Candidata nr. 44 per la lista nr. 2, PPD
Immagine: Simona Pirolini Respini

Come ti chiami? Quanti anni hai? E cosa fai nella vita?

Ciao a tutti! Mi chiamo Simona Pirolini Respini e mi dirigo verso i 24 anni. Sono nata e cresciuta a Monte Carasso e sono una studentessa all’università di Losanna. In questo momento sto terminando i miei studi in diritto con le menzioni in diritto del contenzioso e diritto del commercio.

Come è nata la tua passione per la politica? Cosa ti ha spinto a candidarti? Ti ha affascinato il progetto della nuova Bellinzona?

Personalmente non riuscirei ad identificare un momento preciso per la nascita di questa passione. Sono cresciuta in un ambiente dove la discussione e l’interesse per il benessere pubblico erano molto radicati. Sicuramente, a livello di liceo, l’entrata nel comitato studenti, in quello del giornalino scolastico e la co-fondazione del gruppo di Amnesty International hanno segnato un momento importante.

Per quanto riguarda queste elezioni e il progetto, non posso negare che questa sfida mi abbia affascinata. Ci troviamo in un momento storico eccezionale: siamo in presenza di una tela bianca da colorare, avendo però già gli strumenti e le conoscenze per farlo grazie alle 13 realtà comunali già presenti.

Come pensi di comunicare con i tuoi potenziali elettori in un territorio che ora è più vasto?

Onestamente un territorio così vasto geograficamente incute un po’ di timore. Per me il top sarebbe potermi incontrare personalmente con le altre persone, ma purtroppo sono perfettamente cosciente di quanto sia utopico come ragionamento. Certo, con dei mezzi pubblici maggiormente efficienti sarebbe più facile incontrarsi…

In alternativa non si può negare l’importanza dei mezzi di comunicazione di massa, che essi siano giornali o social network. Non è che non mi piacciano a prescindere, semplicemente trovo che un contatto del genere porti più difficilmente a delle discussioni successive. Più che la mia persona, quello che mi sta a cuore è far conoscere le mie idee e conoscere quelle altrui.

Giovani nuovi politici e senior riescono a collaborare? Cosa rimproveri ai veterani della politica?

Personalmente non ho mai avuto problemi a collaborare con persone di età diverse dalla mia, anzi, mi sono sempre trovata a mio agio. Ciò che porta ad un confronto (nella speranza che sia costruttivo) è la differenza di opinioni, non quella di età. Sono spesso proprio queste opinioni, formate durante il proprio percorso di vita, che possono creare attrito. È d’altro canto innegabile che sia lo scontro di visioni a permettere di crescere e migliorare. Direi quindi che all’inizio ci potranno essere frizioni, ma se c’è la volontà di mettersi in gioco, i benefici che ne deriveranno saranno di gran lunga maggiori.

Come conciliare la tua attività scolastica o lavorativa con il tuo possibile incarico politico?

Credo sia una questione di scelte e bravura nel gioco del “tetris”. Scherzi a parte, se si sceglie di impegnarsi attivamente in politica, bisogna organizzarsi e far combaciare i vari impegni. Personalmente reputo che, proprio perché si tratta di una libera scelta, se si decide di fare politica, la si debba fare seriamente e non come hobby tra un impegno e l’altro. Una volta che si adotta questa mentalità, le priorità verranno da sé e conciliare i vari impegni diverrà più facile. Ovviamente questo non significa che sarà tutto “rose e fiori”, ma semplicemente più schematico.

Qual è il problema più grande della Nuova Bellinzona secondo te? Quali sono le sfide che la attendono?

Mi sembra poco costruttivo parlare di problemi ora che la Nuova Bellinzona è una realtà, parlerei quindi di opportunità. La più grande opportunità che si presenta alla nuova città è sicuramente l’occasione di poter mettere a confronto le 13 realtà comunali ed estrarne il meglio: si creerebbe così una visione nuova ma con solide basi già sperimentate.

Le sfide che si presentano per il futuro sono tante e trattano campi molto differenti tra loro. Abbiamo innanzitutto, e come velocemente già citato, il problema dei mezzi pubblici che non sono proporzionati alla taglia della nuova città. Gli eventi pubblici e le manifestazioni dovranno in parte essere ripensati e meglio coordinati: ora si dispone di maggiori risorse, ma si hanno pure maggiori incombenze. Da non dimenticare la corsa allo smantellamento dei parcheggi, anche questo punto dovrà sicuramente essere rivalutato. Da ultimo, ma sicuramente non meno importante degli altri (anzi!), abbiamo anche il problema degli affitti proibitivi per i piccoli e medi commercianti: è triste vedere vetrine vuote, ma ancora di più vetrine decorate, pur sapendo che queste persone non arrivano a fine mese, anche lavorando svariate ore al giorno.

Quali rassicurazioni offri a chi ha votato «no» all’aggregazione?

Sono nata e cresciuta in un comune molto coeso e affezionato quale Monte Carasso, comprendo quindi fin troppo bene questa paura di divenire un quartiere periferico all’interno di una città molto grande. Se fossi eletta (ma anche in caso contrario) mi batterei affinché i vantaggi e gli svantaggi di questa fusione siano ripartiti proporzionalmente tra tutti. Sono comunque sicura di non essere la sola a pensarla così, ecco perché, secondo me, si potrà superare questo ostacolo tramite una discussione aperta tra tutti gli attori in gioco. Reputo che le differenze di opinioni presenti nelle 13 visioni comunali, renderanno la Nuova Bellinzona un esempio per il futuro. Saranno infatti queste diversità a portare un arricchimento generale a tutta comunità.