Politik | 26.02.2017

Giovani volti per una nuova Bellinzona

Le elezioni comunali per la Nuova Bellinzona si avvicinano. Tink.ch Ticino ha pensato di dare spazio ad alcune/i giovani candidate/i. Presenteremo ogni settimana dei giovani che si sono prestati al gioco e hanno risposto alle domande della redazione. E voi, avete già la vostra idea su chi votare? Buona lettura!
Candidata nr. 1 per la lista nr. 2, PPD e GG
Immagine: Doruntina Berisha

Come ti chiami? Quanti anni hai? E cosa fai nella vita?

Mi chiamo Doruntina Berisha, ho 28 anni e lavoro presso Manor SA, dove opero nel settore delle risorse umane e sono responsabile della formazione degli apprendisti.

Com’è nata la tua passione per la politica? Cosa ti ha spinto a candidarti? Ti ha affascinato il progetto della nuova Bellinzona?

La mia passione nasce dal momento in cui sono stata contattata dal mio carissimo collega di partito Paolo Locatelli per le elezioni del 2013, il quale ha visto del potenziale in me. Dopodiché, sono sempre rimasta attiva nella sezione e dal 2016 Nicolò Parente mi ha voluta come membro del distretto di Bellinzona. Non nego però che la politica è sempre stata una grande materia di discussione nella mia famiglia e questo interesse mi è stato effettivamente anche tramandato, infatti mio zio è presidente del PPD in Kosovo. Per quanto attiene al nuovo progetto, ne sono assolutamente affascinata e sento già sin d’ora i benefici di cui la città potrà godere e l’arricchimento che ne risentirà.

Come pensi di comunicare con i tuoi potenziali elettori in un territorio che ora è più vasto?

Parto dal principio che se si potessero organizzare degli incontri in centri sociali per la conoscenza di persona, sarebbe una soluzione vincente. Purtroppo, vista la carica di impegni di ciascuno, questo diventerebbe alquanto complicato. Dico quindi che la mia proposta è quella del “passaparola”. In primo luogo, farò di tutto per essere conosciuta al meglio dai miei colleghi di partito, partecipando dunque a tutti gli eventi e mettendomi a disposizione per dare una mano. Per quel che concerne la comunicazione dei miei potenziali elettori, sostengo che uno dei modi migliori e più efficaci per comunicare e farsi conoscere sia la creazione di una rete di conoscenze… e nei giorni nostri, la soluzione che più mi sembra adeguata è l’utilizzo delle nuove tecnologie di comunicazione come i Social Networks e, perché no, magari tramite un sito internet personalizzato.

Giovani nuovi politici e senior riescono a collaborare? Cosa rimproveri ai veterani della politica?

Nel 2016, il partito GG ha organizzato alcuni incontri, dove si è potuto discutere di questo tema. In effetti, una delle problematiche che è emersa è che i giovani sono poco formati e soprattutto, informati!

Rimprovero dunque ai veterani, che dovrebbero dare più spazio di parola ai giovani, non tralasciare o addirittura trascurare le loro opinioni. Ci tengo a mettere l’accento sul fatto che alcuni di loro dovrebbero mettere da parte i pregiudizi che spesso sono legati ai giovani ed iniziare a valorizzare le loro motivazioni e le loro competenze (per esempio, un giovane che si “diverte”, non per forza è uno che non ha voglia di impegnarsi o che non abbia del potenziale, anzi). Inoltre, credo che sarebbe opportuno che i senior utilizzino un linguaggio più comune ai giovani per riuscire comunicare meglio tra di loro e quindi a trovare una sintonia.

Personalmente, sostengo attivamente la collaborazione tra giovani nuovi politici e senior, giacché l’ho vissuta, la vivo tuttora, e credetemi, io sono stata accolta benissimo! Abbiamo molto da trasmettere e imparare gli uni dagli altri.

Come conciliare la tua attività scolastica o lavorativa con il tuo possibile incarico politico?

Sono abituata ad impegnarmi mettendo tutte le mie energie in tutto quello che faccio, ho ambizioni molto forti. Ho voglia di imparare e di arricchirmi e quindi non mi sfiora nemmeno il pensiero che io non possa conciliare le due cose. Con la passione e la positività affronterò questo grande impegno: eccovi svelata la ricetta!

Qual è il problema più grande della Nuova Bellinzona secondo te? Quali sono le sfide che la attendono?

Non trascurare i quartieri, i quali devono sentirsi ascoltati, appoggiati e non sentirsi in un rapporto d’inferiorità. Non dovrà mancare l’innovazione: sono per una politica moderna, in cui l’ascolto del cittadino è fondamentale. Dovrà esserci collaborazione e comunicazione attiva – tralasciando i conflitti e dando spazio alle idee e alla concretezza.

Quali rassicurazioni offri a chi ha votato «no» all’aggregazione?

Personalmente, ho un grande legame con il valore della famiglia e sostengo l’importanza di una buona educazione dei figli. Sostengo le mie idee personali e soprattutto quelle dei giovani: li sento vicini, capisco ed ascolto le loro richieste, parlerò il loro stesso linguaggio e farò il possibile affinché si avvicinino alla politica.

Non nego che mi preoccupa molto il tasso di disoccupazione in crescita, ma pensando all’aggregazione, vedo l’apertura di nuove opportunità di lavoro per i cittadini.

Inoltre, l’integrazione degli stranieri è un tema che mi tocca, in quanto l’ho vissuta sulla mia pelle e uno dei primi obiettivi sarà quello di avvicinare alla politica le comunità straniere. In maniera metaforica, vedo l’aggregazione come un’integrazione.