Società | 20.12.2016

Il presepe napoletano: una rappresentazione sacra e profana

Il presepio è un'antica tradizione diventata uno dei simboli principali del popolo partenopeo. Il suo significato originario è la rappresentazione della natività, ma con il tempo sono state apportate varie modifiche alle raffigurazioni. Per tale ragione si è venuto a perdere, a detta di alcuni, il valore sacro che esse dovrebbero esprimere.
Immagine: Ilaria D'Alessandro

Il termine presepe deriva dal latino praesepe o praesepium che significa «mangiatoia» ed all’inizio esso nacque, appunto, per raffigurare la scena della Natività. San Francesco D’Assisi è ritenuto il fondatore di questa tradizione: dopo aver ricevuto il permesso dal papa nel 1223, egli celebrò una messa in una grotta a Greccio, in Umbria. All’interno dell’antro venne inserita una mangiatoia piena di paglia, un bue e un asinello. Quella fu la prima rappresentazione del presepe vivente. La prima creazione di un presepe «inanimato» è, invece, conservato nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma e risale al 1283, quando Arnolfo di Cambio, scolpì delle statuine lignee che raffiguravano la natività e i Magi.

Una passione napoletana

Con l’andar del tempo questa attività si affermò e si diffuse fortemente nel Regno di Napoli, dove ancora oggi si detiene il primato italiano della tradizione. Difatti, sebbene il presepe sia parte integrante di una cultura cristiana condivisa, è proprio a Napoli che questa tradizione si trasforma in una vera e propria passione, talvolta, quasi maniacale. Il Seicento ed il Settecento furono i secoli d’oro per il presepio napoletano, che acquisì la sua tipica teatralità mescolando sacro e profano: gli artisti partenopei scelsero di introdurre nella scena della Natività personaggi comuni, partecipanti attivi della società napoletana. In questa maniera gli artigiani riflettevano, attraverso le statuine, uno squarcio della Napoli di quei tempi, la sua cultura e i suoi costumi. I volti dei pastori (realizzati principalmente in terracotta), delle figure umane ed animali vennero perfezionati con sempre maggior attenzione.

Così, si iniziarono a creare meravigliose scene costruite con dovizia di particolari e una ricchezza inaudita di materiali (le statuette venivano rivestite con stoffe pregiate e gioielli), per dimostrare anche lo stato sociale dei committenti. Il presepio infatti trovò il suo posto non più soltanto nelle chiese, dove era stato oggetto di devozione religiosa, ma soprattutto nelle case dell’aristocrazia locale dove divenne il prodotto di un culto ben più frivolo e mondano.

presepe-completo
Foto: Ilaria D’Alessandro

 

Ogni anno, l’otto dicembre, inizia la costruzione del presepe che rappresenta un momento di unione familiare. Antonella, 23 anni, di Napoli

Che significato attribuiamo, oggigiorno, al periodo antecedente il Natale? Cosa rappresenta il presepio? Antonella, una ragazza napoletana di ventitré anni, spiega in che modo vive l’atmosfera natalizia e quale importanza assume per lei la creazione del presepe: «ogni anno, l’otto dicembre, inizia la costruzione del presepe che rappresenta un momento di unione familiare. Da sempre mio padre e mio fratello si sono adoperati per costruire insieme gli elementi mancanti, ma tutti contribuiamo alla loro concretizzazione. Insieme, infatti, discutiamo per scegliere in che modo ampliare l’allestimento e dopo aver deciso quali modifiche o aggiunte apportare, ci concediamo una passeggiata a San Gregorio Armeno, dove tra le coloratissime bancarelle e le molteplici creazioni, scegliamo ciò che più ci accontenta e torniamo a casa per metterci all’opera. La realizzazione del presepe si conclude poi la mezzanotte del 24 dicembre con l’inserimento nella culla del bambino Gesù.»

presepe3
Foto: Ilaria D’Alessandro

 

Pertanto, nonostante al giorno d’oggi siano sempre di più le persone che vedono in questa ricorrenza soltanto un’occasione per sfoggiare la propria agiatezza (con il rischio che una tradizione così importante perda la sua misticità per tramutare in una rappresentazione profana), la tradizione presepistica, ancora molto viva nella città partenopea, mantiene anche un forte valore sacro. Recandosi in via San Gregorio Armeno, il visitatore, grazie alle numerose bancarelle degli artigiani, ha l’occasione di percepire la magica atmosfera natalizia in qualsiasi periodo dell’anno. Inoltre, nel tempo, gli artisti napoletani hanno arricchito la scelta inserendo tra le statuette dei presepi quelle di molte personalità note.