Politik | 11.11.2016

Esportazione di armi alla Sessione dei giovani

Ha preso avvio oggi a Berna la 25esima edizione della sessione dei giovani che si concluderà domenica 13 novembre con un plenum a palazzo federale. Un'opportunità data ai giovani per immergersi nelle dinamiche della politica svizzera e dibattere su temi di calda attualità. Abbiamo seguito la discussione tra un gruppo di giovani ticinesi sull'esportazione di armi svizzere.
  • Otto i partecipanti al gruppo di ticinesi

    Immagine: Giorgia Bazzuri - 1 / 5

  • Al lavoro

    Immagine: Giorgia Bazzuri - 2 / 5

  • Il gran consigliere Fabio Käppeli, capogruppo del progetto sulla discussione dell'esportazione di armi svizzere

    Immagine: Giorgia Bazzuri - 3 / 5

  • I ragazzi ascoltano la funzionaria della Seco Patricia Reggianini

    Immagine: Giorgia Bazzuri - 4 / 5

  • I ragazzi ascoltano la funzionaria della Seco Patricia Reggianini

    Immagine: Giorgia Bazzuri - 5 / 5

Protagonisti di queste giornate sono 200 giovani in età compresa tra i 14 e 21 anni, che da 25 anni a questa parte, ogni anno, si ritrovano a Palazzo Federale per discutere e confrontarsi su temi complessi e di attualità.

Lo scopo del progetto nazionale è quello di sviluppare la sensibilità politica nei giovani mettendoli a confronto con situazioni reali e permettendogli di immergersi nell’atmosfera governativa della capitale. I gruppi di lavoro sono suddivisi a dipendenza della provenienza linguistica, al fine di migliorare la cooperazione e permettere un dialogo più approfondito.

A ogni gruppo il suo tema. Nella lista proposta troviamo tematiche che vanno dalla donazione di organi all’esportazione di armi, fino alla radicalizzazione nei giovani e alle politiche in materia di droga. I gruppi hanno tempo fino a domenica per istruirsi sul tema a loro assegnato, in modo autonomo e con l’aiuto di esperti, in vista del dibattito conclusivo che si terrà domenica con un plenum nella camera del consiglio nazionale.

Sono presenti anche due gruppi di ragazzi ticinesi, che si focalizzano sull’ambito della donazione di organi e dell’esportazioni d’armi svizzere. Oggi abbiamo seguito le prime riflessioni in merito a quest’ultimo argomento. Secondo la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) nel 2015 sono state vendute armi a eserciti, istituti di polizia, persone private e industrie in altri paesi per un valore totale di circa 447 milioni di franchi. I maggiori importatori di armi svizzere sono Germania, India e Indonesia.

Patricia Reggianini, funzionaria della SECO, ha raggiunto i ragazzi per scogliere qualche dubbio in merito soprattutto alla questione dei criteri di selezione degli acquirenti, dei controlli post shipping e delle sanzioni da applicare a chi, per esempio, importa armi per poi esportarle a terzi paesi non conformi alle normative svizzere.

Bisogna ora aspettare di vedere come i ragazzi si esprimeranno in merito all’esportazione di armi, domenica, durante il dibattito finale.