Politica | 01.04.2016

Il giovane volto della politica ticinese

Text by Redazione Ticino | Photos by Amos Speranza
Le elezioni comunali si avvicinano. Tink.ch Ticino ha pensato di dare spazio ad alcune/i giovani candidate/i per capire chi sono e cosa possono apportare al loro comune. Tutti i giorni presenteremo due giovani che si sono prestati al gioco e hanno risposto alle domande della redazione. E voi, avete già la vostra idea su chi votare? Buona lettura!
Amos Speranza, 23enne di Gambarogno.
Immagine: Amos Speranza

Come ti chiami? Quanti anni hai? Per quale partito sei candidato?

Amos Speranza, 23 anni, membro del Partito Comunista (PC) e candidato indipendente sulla lista Socialisti – Indipendenti – Ecologisti nel Gambarogno (per Municipio e Consiglio Comunale).

Una persona ticinese a cui ti ispiri particolarmente e una di fama internazionale (al di fuori del Ticino)? 

Un figura ticinese che sto riscoprendo con piacere è Pietro Monetti, « il Lenin momò » storico leader del nostro Partito e modello di militanza esemplare e incurante delle difficoltà. Sul piano internazionale ammiro molto gli sforzi del presidente venezuelano Nicolas Maduro, che nonostante la recente sconfitta elettorale del suo partito, il PSUV, sta conducendo una lotta continua per difendere i principi del socialismo del XXI secolo e le conquiste sociali del chavismo nel nuovo contesto politico di avanzata della destra neoliberista uscita vincitrice dalle ultime elezioni parlamentari.

Come è nata la tua passione per la politica? 

La consapevolezza politica è nata fin da piccolo, nello sdegno di fronte alle ingiustizie sociali, ed è maturata in passione con la militanza nel PC, che mi ha fornito gli strumenti per comprendere queste ingiustizie e intravvedere delle soluzioni nel quotidiano come sul lungo periodo.

Come conciliare la tua attività scolastica o lavorativa con il tuo possibile incarico politico?

Dando continuità al ritmo acquisito negli scorsi anni, dove ad impegnarmi erano le mie funzioni nella gestione del Partito e non ancora gli impegni istituzionali, riuscirei a far combaciare le attività che mi occupano anche al di là di studi e politica. Come diceva un compagno locarnese «  noi non siamo politici per hobby, lo siamo per obbligo morale », aggiungiamoci anche un po’ di passione e un briciolo di forza di volontà e si possono smuovere montagne !

Qual è il problema più grande in Ticino secondo te?

Uno dei principali problemi del Ticino è la mancanza di una proposta strutturata che vada ad adattare i pilastri della nostra società (istruzione, lavoro, socialità) alle esigenze contemporanee. Una formazione continua che garantisca l’attrattività di tutti i profili professionali sul mercato del lavoro, una produzione orientata all’alto valore aggiunto, il mantenimento e il miglioramento delle prestazioni sociali per le fasce deboli della popolazione sono alcuni tra i punti che i comunisti mettono a programma a tutti i livelli istituzionali nella loro pratica quotidiana.

Qual è un pregio del Ticino?

Il Ticino, oltre al patrimonio turistico-paesaggistico che ben conosciamo, dispone di un capitale umano non valorizzato. Il Ticino del futuro è un Ticino che si è lasciato alle spalle le dispute campanilistiche e la partitocrazia sclerotizzata ed è riuscito ad affermarsi attraverso il dialogo come un attore ben inserito nel suo contesto nazionale e transnazionale, che sa approfittare della sua posizione strategica e valorizzare le proprie risorse.

Perché pensi valga la pena votarti?

Perché sono un volto nuovo e senza gavetta non si cresce, perché ho voglia di dimostrare che i comunisti non sono solo quelli dei comizi e delle grandi teorie ma anche quelli delle sfide concrete del quotidiano, perché credo sia giunto il momento di ridare qualcosa al comune in cui vivo da quando sono nato.

Una delle tue idee per poter migliorare il tuo comune?

Nei miei anni « extraparlamentari » mi sono concentrato sulle problematiche degli spazi di aggregazione (soprattutto in ottica giovanile), dei trasporti pubblici, dell’edilizia scolastica e della lotta allo spreco di denaro pubblico. Nell’immediato credo si debba investire sulle migliorie parziali già apportate al sistema di trasporti nel comune per dotarlo finalmente di una rete performante che garantisca la piena mobilità a tutte le fasce della popolazione della nostra regione, che resta periferica.

Una parola sulla situazione dei giovani in Ticino, cosa vuoi dire ai giovani ticinesi?

I giovani ticinesi non hanno vita facile, con un’offerta culturale che spesso non tiene pienamente conto delle loro esigenze (si pensi alle limitazioni imposte agli eventi pubblici nei vari centri urbani del cantone) e delle prospettive professionali sempre meno rosee. In generale la promozione del senso civico attraverso l’inclusione progressiva di quelle fasce sociali – come i giovani – spesso estromesse dalle sedi decisionali che deliberano sui temi che le concernono direttamente rappresenta un primo passo verso uno scenario politico e sociale partecipato e dinamico. Si tratta anche di tornare a rendere attrattiva la nostra regione per quei profili (penso soprattutto ai nostri studenti che partono oltralpe o all’estero) che alla fine della formazione spesso si trovano a dover decidere tra il rientro in Ticino e la permanenza fuori cantone, e scelgono la seconda opzione. Invito tutti a mettersi in gioco e partecipare per quanto possibile a progetti che contribuiscano a gettare le basi per un domani migliore in Ticino, siano essi di natura politica o associativa : la mia esperienza col PC, ad esempio, mi ha pure permesso di crescere come persona, viaggiare e maturare esperienze che potrebbero tornare utili un domani in contesto lavorativo.