Cultura | 25.01.2016

Il cinema di Scola, una finestra su Italia e politica

Il regista cinematografico Ettore Scola è deceduto il 19 gennaio all´età di 84 anni in un ospedale di Roma. Chiamato `il maestro´, ha tematizzato nei suoi film gli avvenimenti storici del secolo scorso. È considerato soprattutto come il più `politico´ dei grandi maestri del cinema italiano.
Immagine: www.cinemien.nl

Roma è in effervescenza. È il 6 maggio 1938. Il Führer incontra il Duce davanti a una folla di gente. E poi, c’è quest’uomo, Gabriele, e questa donna, Antonietta. Loro sono soli. Tutto è bianco sulla loro terrazza sopraelevata. In basso, la melodia di un’orchestra accompagna il discorso ufficiale, sono parole di propaganda. Al di sopra, degli aerei di guerra sfrecciano nel cielo. E la coppia, avvolta nella sua intimità, si nasconde nelle lenzuola che asciugano al vento. Una stoffa li ravvicina mentre si alza un canto fascista.

Questa scena è considerata come una delle più belle del cinema italiano. È il film “Una giornata particolare” del 1977, che racconta l’incontro tra Marcello Mastroianni et Sophia Loren in pieno periodo mussoliniano.

Il personale e l’universale

Dietro alla storia particolare dei personaggi abbiamo l’altra storia: la ‘grande storia’, gli avvenimenti storici importanti, la società e i suoi cambiamenti.

In “Ci eravamo tanto amati”, girato nel 1974, si ripercorre un’intera generazione d’italiani, questo attraverso la storia di tre uomini innamorati della stessa donna. Hanno combattuto i tedeschi al fronte, ora vivono la Liberazione; l’avvento della Repubblica li separerà.

E nel film “La famiglia”, 1987,si attraversa tutto un secolo. È la cronaca di una famiglia borghese romana dal 1906 al 1986. Di nuovo, la storia con la S maiuscola tesse le storie dei diversi personaggi. Abbiamo nello stesso tempo il personale e l’universale.

Il monopolio della cultura nell’era Berlusconi

Nel 2009, in un’intervista su Euronews, Ettore Scola afferma: «Finché c’è Berlusconi al potere, io di film non ne faccio». Il cineasta parla non soltanto delle posizioni del politico, contrarie alle sue, ma parla soprattutto del controllo da parte di Berlusconi dell’industria cinematografica. «Qualunque lavoro si faccia, anche il falegname, ci deve essere una certa armonia con il committente. Ci si deve sentire parte di una famiglia che crea qualcosa».

Alla fine, Scola aggiunge comunque che se dovesse realizzare un film, il tema sarebbe il malgoverno in Italia.