Cultura | 30.12.2015

Pompei, «una bellezza esplosiva»

Text by Elena Botti | Photos by www.pompeiitaly.org
Restauro di cinque domus e di un'ampia bottega sul famoso sito archeologico romano
Immagine: www.pompeiitaly.org

Pompei, uno dei simboli indiscussi della cultura, della storia e dell’architettura italiana stupisce nuovamente con il restauro di sei edifici. Gli scavi archeologici di Pompei sono i resti della città, seppellita nel 79 da cenere e lapilli, insieme alle città di Ercolano, Oplonti e Stabia, a causa dell’eruzione del Vesuvio. Gli scavi di Pompei sono una testimonianza della vita romana che vi era, di cui gli oggetti semplici ma anche gli affreschi, i mosaici e le statue sono i meglio conservati dell’epoca. La maggior parte di essi si trova al museo archeologico nazionale di Napoli e altri nell’Antiquarium di Pompei.

Due milioni di persone all’anno

Dal 2000 al 2010 il sito di Pompei è stato visitato da più di due milioni di persone ogni anno e nel 2014 è risultato il secondo sito italiano per numero di visitatori e fatturò un introito di più di 21 milioni di euro. Gli scavi di Pompei sono gestiti dal 1997 dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia. Questi siti archeologici fanno parte della lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Il discorso del premier italiano

Il 24 dicembre scorso sono stati inaugurati i sei edifici restaurati: 5 domus ed un’ampia e sontuosa bottega.

Il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, ha visitato gli scavi ed è rimasto «incantato» dalla bellezza degli ambienti, dicendosi «ammirato da questa bellezza esplosiva», secondo lui «l’Italia può tornare a essere un faro».

Il premier era stato anche ad aprile a Pompei, visita che il suo staff ricorda come un portafortuna per Expo. Renzi continua il suo discorso con un’onda positiva: «Questa è un’occasione per dirci che Italia può dire basta ai cantieri incompiuti, che può dispiegare la propria potenza per continuare ad essere ciò che si aspetta il mondo: paese faro, paese di bellezza e patrimonio dell’umanità. É come se Pompei rispondesse oggi anche alla crisi identitaria del nostro tempo. Noi rivendichiamo il senso di una storia e di un DNA. Ed è anche molto di più. Pompei non è la storia dei crolli, ma dei restauri.»

Qualità e possibilità

Il premier italiano sostiene anche che se la regione Campania sfruttasse tutte le proprie qualità, non potrebbe cambiare solo il proprio destino, ma quello dell’intera Italia.

Conclude invitando a soffermarsi su ciò che il paese già possiede e di notare quanto si ha già lavorato.

Per ora il sito di Pompei continua a essere rinnovato, e con 13 euro è possibile visitarlo, e come affermato da Renzi, resta sempre di incredibile bellezza!