Sport | 27.11.2015

Roger, una storia infinita

Text by Omar Cartulano | Photos by Omar Cartulano
34 anni e non sentirli: Roger Federer non ha ancora nessuna intenzione di fermarsi.
Roger Federer durante la Coppa Davis 2014.
Immagine: Omar Cartulano

Probabilmente non c’è nessun’altra cosa che abbia saputo unire più di lui gli svizzeri nel 21esimo secolo. Roger Federer è un simbolo nazionale, riconosciuto nel mondo sportivo e non. Lo idolatrano gli appassionati di tennis, lo amano tutti gli sportivi, lo sognano i bambini, lo apprezzano persino le mamme.

 

Una magia interiore

Salito alla ribalta dell’élite internazionale della racchetta nel lontano 2000, da alcune stagioni in molti hanno voluto sentenziare una fine prossima della sua carriera. Una stagione 2013 da dimenticare, quattro figli a casa ad aspettarlo, 88 titoli in bacheca, degli avversari sempre più forti, perché mai continuare a girare il mondo?

Delle motivazioni queste, che convincerebbero forse chiunque ad appendere la racchetta al chiodo, ma non lui.

No, Roger Federer ha un fuoco sacro dentro, una motivazione senza eguali che lo spinge a scendere in campo ogni settimana per giocare, per allenarsi e soprattutto per regalare magia ai quattro angoli del globo. Dice di farlo perché ancora si diverte e perché, a oggi, non si è stufato del sapore del tennis.

 

Certamente non saremo noi, estasiati ammiratori, a provare a fermarlo. Nel 2015 il “King” ha sorpassato la quota 1000 partite vinte tra i professionisti, là  dove solo Jimmy Connors e Ivan Lendl si erano spinti prima d’ora. L’elvetico ha saputo togliersi ancora diverse soddisfazioni, vincendo alcuni tornei, tra cui il Master di Cincinnati, letteralmente dominato come faceva ai vecchi tempi, ma non riuscendo però a imporsi nuovamente in uno Slam, il suo grande obiettivo. Due le finali raggiunte, due le sconfitte patite a cospetto di Novak Djokovic che ha dominato l’annata, regalandosi una stagione epica, a cui è mancata la ciliegina solo grazie a un certo Stan Wawrinka, vincitore del Roland Garros. Questa però sarebbe un’altra storia, torniamo al basilese.

 

Con fiducia nel 2016

Federer è riuscito a sconfiggere anche durante l’ultimo anno il numero 1 Djokovic, ma non negli appuntamenti più importanti. Il campionissimo elvetico non è però preoccupato: si dice dispiaciuto di invecchiare, ma si sente d’altronde a un passo dal vincere l’agognato 18esimo slam. Farà  tutto il possibile per raggiungerlo nella prossima stagione, dove rincorrerà  anche un altro obiettivo: l’oro olimpico di Rio 2016. Chissà  come andrà , ma intanto già  sogniamo immaginandolo in campo per la Svizzera anche con Stan Wawrinka e, perché no, con Martina Hingis, in un doppio misto dai risvolti leggendari.

Solo un sogno a occhi aperti? Chissà , intanto Roger ha lasciato intendere che almeno fino al 2017 sarà  ancora in campo… tenete in caldo i popcorn!