24.11.2015

Donne e uomini sulla via dell’eguaglianza

Text by Felicity Brunner | Photos by Sara Groisman
Con una prospettiva a tutto tondo sulla politica, sulla società  e sulla cultura, COOPAR offre alla Svizzera italiana un vero e proprio laboratorio, in cui nascono idee e progetti innovativi per favorire le pari opportunità  tra donne e uomini.
In attesa della parità  di genere.
Immagine: Sara Groisman

Dal 1971 le donne hanno il diritto di inserire la propria busta nelle urne elettorali dei comuni della confederazione: da 44 anni dunque la voce femminile risuona nel coro democratico svizzero. La “marcia su Berna” (definita così dalla politica femminista Emilie Lieberherr) ha rappresentato un grande passo per il fronte dell’eguaglianza, tuttavia la disparità  di genere resta ancora un tema saliente. Per affrontare di petto la questione è stata formata meno di un anno fa l’associazione cooperativa COOPAR, con sede a Lugano: “un progetto che viene da lontano” sostengono Vanessa Gielmetti e Chiara Boillat (responsabili per lo sviluppo progetti) “per trovare soluzioni creative e originali a favore della parità  di genere”. Quale è la storia che sta dietro a queste parole?

 

Ripercorrendo i passi della storia

A seguito dei movimenti studenteschi degli anni Sessanta, le donne svizzere percepirono un crescente sentimento di malcontento, che culminò nella formazione di un nuovo movimento femminista: alla fine del 1968 un insieme di giovani si riunì per la prima volta a Zurigo e assunse il nome di Frauenbefreiungsbewegung (FBB). Presto anche in altri cantoni della confederazione si formarono gruppi analoghi, tra cui il Movimento Femminista Ticinese.

 

Tratto comune dei collettivi era la convinzione che l’oppressione quotidiana della donna rappresentasse una condizione intrinseca alla società , legata alla struttura gerarchica e politica delle istituzioni nazionali. Diverse proposte furono lanciate: nel catalogo delle rivendicazioni dell’FBB del 1969 si parla di salario uguale per un lavoro uguale, di pari opportunità  di avanzamento professionale, di perfezionamento e reinserimento professionale delle casalinghe, di migliori prestazioni sociali in caso di lavoro a tempo parziale, e di molto altro. La lista è lunga.

 

Nonostante siano passati più di 40 anni questi temi risuonano famigliari all’orecchio del lettore contemporaneo, confrontato con i dibattiti sulle quote rosa, sui salari, sulle possibilità  di lavoro a tempo parziale…

 

Il cammino prosegue: il 2015

Nel marzo 2015 vengono firmati gli statuti di COOPAR, il centro di competenze per la parità  di genere della Svizzera italiana, che dei problemi individuati dalle femministe nel 1969, ha fatto il proprio manuale. Vanessa Gielmetti e Chiara Boillat ce ne parlano lasciando percepire l’entusiasmo: “lo scopo della cooperativa è di valutare le differenze fra i cittadini, creando delle strutture politiche, sociali e culturali capaci di accoglierle”. Per far ciò COOPAR si avalla di un’approccio interdisciplinare in grado di comprendere le problematiche a 360 gradi.

 

Il carattere interdisciplinare segna anche la mia conversazione con Gielmetti e Boillat, l’una politologa e l’altra laureata in letteratura, che parlano dei progetti nati in collaborazione con svariate associazioni. Il progetto più impressionante riguarda lo sviluppo di un modello di bilancio di genere che è stato applicato in via sperimentale sul Comune di Sorengo e i cui risultati verranno presto resi noti.

 

Grazie all’approccio interdisciplinare, COOPAR non si limita soltanto all’ambito politico. Tra le diverse idee spicca quella di un progetto editoriale: un libro per bambini, che voglia offrire ai più piccoli storie diverse, prive degli stereotipi che hanno segnato per secoli i racconti di principi e principesse.

 

Dagli anni Sessanta, attraverso l’anno 1971, fino ad oggi, il cammino verso la parità  di genere è stato lungo: la strada è diventata complessa, molte vie si sono poste ai nostri piedi e molte verranno scoperte in futuro. COOPAR può rappresentare un importante punto di riferimento in questo labirinto.