Cultura | 24.10.2015

Z&Z per rappresentare l’HH

Zeta e Numero Zero sono le produzioni che daranno alla filmografia hip-hop tutt'altri numeri
Logo film.
Immagine: www.panorama.it

-˜Sono dieci anni che agli stessi ripetiamo: / “continua a sostenere questo hip-hop italiano”‘, cantava un praticamente sconosciuto Fabri Fibra nel 2004. Frase che rapportata alla situazione odierna non sembra avere chissà  quale profondo significato, essendo oggi il rap in Italia una solida realtà  dal punto di vista culturale e della musica mainstream.

 

Bisogna però tener conto che tale situazione non si è creata da un giorno all’altro, è anzi il frutto di un lungo processo iniziato negli anni ’90 e rimasto nell’ombra del panorama musicale italiano per parecchi anni. Qua si spiega la citazione in apertura d’articolo, tratta da “Mr Simpatia”, scritta un paio di anni prima che questo genere esplodesse nella penisola italica grazie, soprattutto, a brani dello stesso Fabri Fibra e, per citare un nome, dei Club Dogo.

 

Quella che si sta vivendo ora in Italia è un’epoca di affermazione musicale e culturale del rap. Un fenomeno paragonabile a quanto già  successo negli Stati Uniti o in Inghilterra con molteplici ondate musicali di vario tipo: basti pensare al punk, all’heavy metal o allo stesso hip-hop. Il quale fenomeno è per contro, assolutamente una novità  in Italia, dove mai nella storia della musica pop contemporanea, eccetto rarissimi casi (ad esempio CCCP, un gruppo musicale alternativo), degli artisti provenienti da una subcultura giovanile inizialmente underground sono riusciti ad imporsi su quella che è la cosiddetta musica leggera italiana (“alla Sanremo”, per intenderci), padrona delle charts. Esattamente come le pellicole “Decline of the Western Civilization” e “Decline of the Western Civilization: Pt. II” hanno contribuito a consacrare l’hardcore punk e rispettivamente l’hair metal in America, pare che anche la storia dell’hip-hop italiano sarà  immortalata in due lungometraggi che recentemente stanno facendo discutere il web e gli appassionati del genere.

 

Stiamo parlando di “Numero Zero” e “Zeta”, il primo è un documentario diretto da Enrico Bisi che, grazie alla partecipazione di ospiti illustri del calibro di J-Ax, Neffa, Colle der Fomento e Fritz Da Cat, si pone l’obiettivo di raccontare le origini e l’ascesa del rap in Italia ed è attualmente in fase di distribuzione. Il secondo è un film biografico diretto da Cosimo Alemà  che può annoverare tra i nomi del cast alcuni dei rapper più apprezzati in rete ed ai concerti come, ad esempio, Salmo, Rancore, Fedez e Shade. Le riprese di quest’ultimo sono ancora in corso, ma si conosce già , oltre che alcune partecipazioni di prestigio, il logo (in didascalia), e l’identità  del protagonista, che sarà  un giovane artista emergente che, con alcuni altri, sta introducendo in Italia il genere “trap”: Izi Erre.

 

Questi arrivi dell’hip-hop italiano su schermo non saranno una prima assoluta, vi sono già  stati progetti minori, ma sono sicuramente i primi a coinvolgere contemporaneamente così tanti esponenti della scena rap. E, soprattutto, essendo il loro target dichiarato ben superiore alle produzioni che hanno preceduto, sono la testimonianza dell’approdo del genere musicale nei principali canali mediatici del Bel Paese.