Sport | 06.10.2015

Una domenica da jogger

Campanacci, allegria, sole, più di 10mila persone di tutte l'età : questi gli ingredienti principali della Morat-Fribourg, l'apprezzata corsa a piedi romanda nella quale ci siamo cimentati.
Più di 10mila persone alla tradizionale corsa.
Immagine: www.morat-fribourg.ch

Domenica mattina, ore 7.35, suona la sveglia. L’imprecazione sgorga prontamente: dannazione, mi sono dimenticato di disattivarla o è già  lunedì? Dopo qualche secondo realizzo: oggi è il 4 ottobre, il giorno dell’82esima edizione della Morat-Friburgo!

 

Allora via, succo d’arancia, due fette di pane e poi una sacrosanta banana, che ci sta sempre bene in questo genere di occasioni. Per essere le 8 di una domenica mattina Friburgo appare subito insolitamente brulicante di gente e la stazione è stracolma come negli orari di punta. Se nei giorni feriali ci si ritrova immersi in un’indistinta macchia d’individui vestiti di grigio/nero, la situazione qui cambia radicalmente: i marciapiedi della stazione sono tutti un pullulare di sgargianti tute e kway dai più variopinti colori. Anche l’atmosfera a bordo del treno verso Morat ha ben poco l’aria di un qualsiasi lunedì mattina. Gruppi di persone di tutte le età  cianciano allegramente del più e del meno, mentre i più meticolosi limano gli ultimi dettagli tecnici in vista dell’imminente corsa.

 

Per noi è già  tempo di scendere dal convoglio, aggregandoci a un folto gruppo diretto a Courtepin. D’altronde iscriversi a una corsa con 10 giorni d’anticipo, senza praticamente allenarsi, impone di prenderla nella maniera più leggera possibile, andando ad affrontare la versione “Joggers” della Morat-Fribourg. Ad aspettarci “solamente” 8.6 km, ovvero la seconda metà  del percorso che più tardi seguiranno i professionisti e gli amatori più audaci, chiamati a sfidarsi sui 19 km.

 

Pronti, partenza, via!

Il colpo d’occhio nel piccolo villaggio della campagna friburghese è notevole e la musica di una guggen locale sta caricando a dovere le diverse centinaia di persone che affollano la partenza. Non c’è nemmeno il tempo per chiederci se sia stata una buona idea partecipare. Un attimo per riscaldarsi e scambiarsi gli ultimi consigli ed è già  giunto il tempo di dare il via all’attesa manifestazione, peraltro seguita in diretta dalla tv romanda. La partenza è abbastanza caotica ma divertente, poiché si scambia ancora qualche chiacchiera mentre si cerca di guadagnare una posizione più adatta alla propria velocità . Si superano persone anziane, papà  che spingono una carrozzina, ragazzini esaltati, signore attempate, ma intanto i più abili prendono già  il largo e diventano un puntino indefinito all’orizzonte. Già , proprio dove si staglia una salita che mette paura al solo guardarla. Poco male, l’incoraggiamento lungo il percorso non manca: il fragore dei campanacci, i bambini che bramano il tuo “cinque”, la nonna che ti fa il tifo come fossi suo nipote… Ahi, forse sarebbe meglio non farci troppo distrarre, perché il sole picchia e qui si suda come non mai!

 

Tra un padre che urla alla figlia che non è il momento di mollare e un 70enne che ci umilia sorpassandoci a velocità  doppia, veniamo accolti dalle campane della cattedrale di Friburgo. Ultimo km, ultima salita, ultimi sforzi in una cornice di pubblico davvero ragguardevole, che ti abbraccia e conduce fino all’agognato traguardo. Ora c’è spazio solo per i dolori, ma per una tale domenica di sport popolare vale sicuramente la pena alzarsi col sorriso!