Cultura | 20.09.2015

Una cittadina sui binari delle culture mediterranee

Granada sta nel cuore dell'Andalusia, accoccolata sotto le propaggini occidentali della Sierra Nevada, ed ha lo sguardo puntato in direzione del Mare di Alborà n: il mare che, oggi, divide la Spagna dal mondo arabo.
Dettaglio dell'Alhambra.
Immagine: Sebastiano Cassina.

L’ultimo dominio di al-Andalus

Com’è risaputo, i territori meridionali della penisola iberica furono controllati per otto secoli dai cosiddetti Mori; nel tredicesimo secolo, Granada fu l’ultima città  riconquistata dalle forze delle corone unite di Castiglia ed Aragona.

 

Tralasciando i dettagli storici, ciò che veramente colpisce il visitatore sono i numerosi indizi che attestano la passata presenza della cultura araba medievale: passeggiando nel centro storico ci si trova sovente immersi in un’atmosfera colorata da motivi, geometrici eppure sinuosi, disegnati su stoffe leggere, e gli aromi di tè e del caratteristico narghilè si spingono fuori dai bar e dalle botteghe per entrare nelle strette e antiche vie. Quest’antico nucleo urbano si arrampica verso la montagna, dove, una volta raggiunta la sommità , si può godere da diversi punti di un panorama che spazia per diversi chilometri nella pianura andalusa che vi svolge in direzione del mare, da una parte, mentre dall’altra lo sguardo va a scontrarsi con le scoscese montagne della Sierra Nevada.

 

Uscendo da questo ripido intrico di viuzze, in direzione della pianura, ci si ritrova invece a camminare nella zona, per così dire, cristiana: qui è dove la città  si è sviluppata fino ai giorni nostri, ma tra i palazzi – peraltro bruttini, anche rispetto alla media – di questi quartieri sorgono alcune chiese: poco slanciate, ma molto solide, anche nei severi interni sono fedeli testimoni della premura con la quale la Chiesa intendeva marcare il proprio ritorno al potere sul territorio come nelle menti degli abitanti della città .

 

Mari e monti

Un ulteriore sdoppiamento nell’identità  di Granada è dovuto alla sua posizione geografica, che, come detto, la pone alle pendici di un complesso montuoso dove, in inverno, vengono messe in funzione pure alcune stazioni sciistiche, ma allo stesso tempo fa sì che in meno di un’ora di viaggio si possa raggiungere il mare e sfuggire per qualche tempo all’intenso caldo che è proprio di tutta l’Andalusia. Basti sapere che nell’esperienza diretta, durante le ore calde della giornata, il termometro non esitava ad indicare temperature comprese tra i 41 ed i 44 gradi centigradi. Non è dunque esclusiva del Bel Paese il privilegio di inforcare gli sci il mattino, e riposarsi a mollo nel mare il pomeriggio; così almeno ci è stato riferito da un abitante, un vero local, di Granada.

 

L’Alhambra

L’Alhambra, probabilmente il vero fiore all’occhiello del patrimonio storico andaluso. Una città  fortezza, “Medina”, dove chi vi si aggira non può evitare di meravigliarsi per l’imponente castello, cui i bastioni e le torri appaiono inespugnabili, per l’elegantissimo palazzo, nel quale colonne e soffitti sono interamente decorati con intagli ed incisioni straordinariamente fini, o gli idilliaci giardini, in cui giochi d’acqua ed aiuole sembrano gareggiare in una continua competizione di bellezza.

 

L’Alhambra è anche la ragione per la quale Granada seppe resistere così a lungo ai riconquistatori spagnoli: la regina, affascinata da essa, intimò alle proprie truppe di non intaccare nulla di questa città  fortificata, e la vittoria giunse solo dopo un lungo assedio in cui la fame di chi si era rifugiato tra le alte mura fece quello che le armi dei soldati non sarebbero mai state in grado di ottenere.